
My rating: 4 of 5 stars
"Me, I don't have parents ... That's something of mine that turned to nothing overnight back in fifth grade, my house and my allowance and my toys and clothes all following about a month after. Friends took more time to disappear. But they did"
TRIBUTO AL RE DELL'HORROR CLASSICO
Si può scrivere un thriller per ragazzi ambientato ai giorni nostri prendendo come spunto un racconto scritto a metà Ottocento da Edgar Allan Poe? Penso sia questa la domanda che McGinnis si è posta quando ha deciso di pescare a piene mani -o forse sarebbe più corretto dire, spillare a pieno boccale- da "Il barile di Amontillado" per dare vita a "The Initial Insult", primo capitolo della duologia omonima. Di questa autrice avevo già potuto apprezzare la prosa nell'autoconclusivo "The Female of the Species", e posso dire che questo suo lavoro più recente non ha affatto deluso le mie aspettative.
La trama ruota attorno alle adolescenti Tress Montor e Felicity Turnado, amiche del cuore da bambine che si sono nel tempo allontanate sempre di più dopo un tragico evento: i genitori di Tress sono infatti scomparsi in circostanze misteriose, e Felicity è l'ultima persona ad averli visti. Esasperata dalla situazione in cui è costretta a vivere dopo essere diventata teoricamente orfana, Tress è determinata a scoprire la verità; per questo, rapisce Felicity e minaccia di murarla viva in una casa prossima alla demolizione se non le dirà cos'è successo ai suoi genitori.
Già questa premessa lascia intuire come questa sia una storia dai toni decisamente cupi, che in più punti raggiungono picchi di horror niente male. L'atmosfera diventa ancor più ombrosa grazie ad elementi come l'ambientazione principale -la dimora abbandonata di una famiglia caduta in disgrazia-, la presenza di un'influenza estremamente contagiosa, l'abbondante uso di alcolici e sostanze stupefacenti, e soprattutto un terzo punto di vista tanto inaspettato quanto surreale. Il lato spaventoso del romanzo diventa poi sempre più importante, contribuendo al crescendo della tensione narrativa.
Non si tratta però di un libro da leggere solo per le sensazioni: tra i suoi pregi possiamo infatti annoverare anche la caratterizzazione dei protagonisti ed i temi che affronta. Tutti i personaggi principali sono scritti con cura nella loro psicologia individuale, e resi tridimensionali da passioni ed attitudini specifiche; nel gruppo spiaccano ovviamente Tress e Felicity, che personalmente ho apprezzato perché risultano molto umane sia nei loro errori sia negli slanci di gentilezza. Le tematiche toccano un ampio spettro di problemi adolescenziali e seri, senza per questo far risultare i personaggi troppo maturi o artificiosi per la loro età; si parla di bullismo, discriminazione, malattie croniche, amicizia, dipendenze e rapporto con le figure genitoriali. Potrebbe sembrare un po' troppo, ma credo che tutti questi argomenti siano stati ben contestualizzati nell'intreccio di fondo.
Ho apprezzato poi la struttura del volume, che alterna il confronto tra le protagoniste nel presente alle loro interazioni passate. Per quanto riguarda invece il mistero da cui parte la storia, pur reputandolo intrigante, ho trovato che venisse sviscerato troppo lentamente; mantengo una parziale riserva anche sui tanti riferimenti ai racconti di Edgar Allan Poe, perché aiutano di certo a dare un tono più maturo ed oscuro alla storia, ma spingono l'autrice ad inserire diverse sottotrame che stonano -per contenuto o tono- con la vicenda principale.
Voto effettivo: quattro stelline e mezza
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