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sabato 2 gennaio 2021

"Il Circolo Pickwick" di Charles Dickens

 

Il Circolo PickwickIl Circolo Pickwick by Charles Dickens
My rating: 4 of 5 stars

"Mr. Pickwick trascrisse ogni parola di questa dichiarazione nel suo taccuino, con lo scopo di comunicarla al Circolo quale esempio della singolare longevità della razza equina in condizioni tanto disperate"


MAI VISTO NIENTE DI COSÌ LUNGO, COME DISSE ROCCO LEGGENDO I TITOLI DEI CAPITOLI

Primo romanzo pubblicato da Dickens, "Il Circolo Pickwick" è indubbiamente la sua opera che più risente dell'essere stata pensata come una pubblicazione mensile; il volume pecca infatti di una trama vera e propria, proponendo invece una serie di episodi collegati solo in parte tra loro.
La storia viene narrata da un ipotetico segretario del Circolo che, tramite gli appunti dei soci, ricostruisce le avventure vissute nel corso di svariati mesi dal fondatore Samuel Pickwick e dai suoi amici Tupman, Snodgrass e Winkle, oltre ad una moltitudine di altri personaggi. L'autore non mantiene un'assoluta fedeltà al registro narrativo, aggiungendo spesso scene delle quali non potrebbe in alcun modo essere a conoscenza, ma nel complesso ciò non pregiudica la scorrevolezza della lettura.
La vicenda ha un tono principalmente comico e si pone infatti come una satira della società inglese dell'epoca; tutti i suoi aspetti vengono criticati tramite la loro esasperazione: il matrimonio, la politica locale, il sistema giudiziario e quello carcerario diventano una mera pantomima. L'assurdo apparato composto da avvocati truffaldini, giudici frettolosi e secondini compiacenti diventerà la vittima prediletta della ridicolizzazione anche nelle opere dickensiane successive, essendo un tema ben conosciuto dall'autore che già qui inserisce degli elementi autobiografici.
Come detto, trovare una trama è pressoché inutile: all'inizio della storia Pickwick propone agli amici di intraprendere un breve viaggio didattico nelle città di provincia, e in quest'occasione i nostri incontrano in modo spesso casuale i primi personaggi ricorrenti, tra i quali spiccano indubbiamente per carisma il fedele Sam Weller e Alfred Jingle, maestro dell'inganno e dotato di una parlantina sfiancante.
Seppur i personaggi ricompaiano in scena anche più volte, ogni episodio può considerarsi una vicenda a sè; queste narrazioni vengono inoltre interrotte da una dozzina di brevi storie raccontante dai personaggi come fossero eventi reali o inventate di sana pianta. A differenza del resto della narrazione, questi racconti hanno quasi sempre un tono molto più cupo e si avvicinano alle opere più mature di Dickens.
Questa differenza di tono è uno dei difetti principali, assieme alle mancanze nella caratterizzazione dei personaggi; quelli secondari sono quasi esclusivamente macchiette stereotipate, mentre i protagonisti sembrano privi di un passato, come fossero nati alla prima pagina del libro. Questo è molto evidente soprattutto nell'inverosimile ingenuità dimostrata da Pickwick stesso, come se avesse sempre vissuto in un mondo di gente onesta e cortese per settanta e passa anni.
Nel complesso, il romanzo riesce nel suo intento di porre in ridicolo alcuni costrutti sociali, strappando nel contempo ben più di una risata con il suo umorismo realistico: oltre ad avere degli eccellenti tempi comici, le gag non sono mai sopra le righe e le situazioni in cui si trovano i personaggi loro malgrado risultano verosimili.
L'edizione Newton Compton propone una traduzione valida e un'ottima introduzione. Ovviamente è molto scomoda dal punto di vista della maneggiabilità, ma il difetto più evidente è la presenza di parecchi refusi dati dalla mancanza di una revisione più attenta.

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giovedì 8 ottobre 2020

Top 5 e Recap - Estate 2020

In questa rubrica vado a tirare le somme delle letture completate durante l'ultima stagione, con i cinque titoli migliori e delle statistiche su autori, generi, valutazioni e molto altri.

Tra le mie cinque migliori letture sono presenti ben due classici (potevano essere tre, ma ho dovuto limare la lista per ovvie ragioni): "Tempi difficili" di Charles Dickens e "I tre sconosciuti e altri racconti" di Thomas Hardy, che si confermano due tra i miei scrittori ottocenteschi preferiti; pur avendo apprezzato di più il primo, sono rimasta molto colpita dalla raccolta perché temevo una delusione rispetto ai romanzi, invece Hardy dimostra anche in queste brevi storie un grande talento.
Nomino senza dubbio "Turno di notte", con il suo intreccio di storie tragiche ed emozionanti; un altri titolo che cementifica il mio amore per un autore, in questo caso la talentuosa Sarah Waters. Degno di menzione è anche "La porta di Tolomeo" di Jonathan Stroud, che ha concluso in modo più che degno una delle mie serie preferite di sempre.
Per quanto riguarda le letture in lingua inglese, una solo ha catturato la mia attenzione, tanto da rimanermi in mente anche a distanza di mesi: "The Female of the Species" di Mindy McGinnis, un titolo solo all'apparenza superficiale che merita una chance. E una traduzione!

Passiamo ora alle varie statistiche, premettendo che nei tre mesi passati ho letto un totale di 20 libri.

Cominciamo con gli autori: questa volta le autrici donne hanno dominato le mie letture (12 contro 8 autori uomini), come pure gli scrittori vecchi (13 contro 7 nuovi). Per le nazionalità abbiamo come sempre una maggioranza di autori statunitensi, ma anche parecchi inglesi (10 nomi per i primi e 8 per i secondi, a chiudere la classifica un italiano e un moldavo).

Passando agli anni di pubblicazione, continuano a prevalere i romanzi contemporanei. Il target principale questa volta è quello Adult, anche se di poco: 10 titoli contro 9 Young Adult e un Middle Grade. Per quanto riguarda le serie, ne ho iniziate 3 e ne ho continuata una, ma soprattutto ne ho concluse ben 5! Sono invece 11 i titoli autoconclusivi.

Per la sorpresa di nessuno, il genere più letto è il fantasy (7 libri), seguito da storico e thriller (3 libri ciascuno); abbiamo poi racconti e romance a pari merito (2 libri ciascuno), mentre realismo magico, familiare e sci-fi chiudono l'elenco con un titolo per genere. L'ambientazione più ricorrente è il mondo fantastico (8 libri), ma si difendono bene la contemporaneità e il Novecento europeo (3 libri ciascuno), seguiti dai 2 libri a testa per Inghilterra vittoriana e ucronia/distopia; un solo titolo per America del dopoguerra e antica Roma.

Anche questo trimestre, la maggior parte dei libri è stata letta in italiano, ma con un margine decisamente più risicato (11 titoli contro 9 in inglese) ed il formato che ha dettato legge è la copertina flessibile (18 volumi contro solo 2 in rigida).

Le valutazioni sono leggermente peggiorate rispetto allo scorso trimestre, con parecchi titoli che rimangono nel blando limbo tra le 2 e 3 stelline. La media complessiva è di 3,50 stelline.

sabato 8 agosto 2020

Un classico al mese - "Tempi difficili" di Charles Dickens

«Le alte ciminiere avevano il cielo tutto per sé. Di lì a poco, sbuffando le loro fumate velenose, ne avrebbero oscurato l'azzurro»

 

Un classico al mese

  "Tempi difficili" di Charles Dickens



LA SCHEDA TECNICA

TITOLO: Tempi difficili. Per questi tempi
AUTORE: Charles Dickens
TITOLO ORIGINALE: Hard Times. For These Times
TRADUTTORE: Maria Rita Cifarelli e Cristina Scagliotti
EDITORE: Einaudi
COLLANA: Super ET
PAGINE: 410
VOTO: 5 stelline

IL COMMENTO
 

  "Tempi difficili" è una storia familiare, nella quale Dickens va ad inserire anche elementi tipici del romanzo urbano, nonché diverse riflessioni sulla condizione lavorativa degli operai proletari nell'Inghilterra industriale di metà Ottocento. Questo ha portato molti suoi contemporanei a bollare l'opera come "socialista" nonostante, pur avendo tra i protagonisti alcuni umili lavoratori, il romanzo rimanga sempre incentrato sulla classe borghese ed i giudizi sui personaggi riguardino la loro morale e non la posizione sociale.
  Al centro della vicenda vediamo la famiglia Gradgrind, mentre il resto del cast è impegnato costantemente ad orbitare attorno a loro e le loro vicende. Il capofamiglia Thomas è un glorificatore dei Fatti, qui opposti all'immaginazione e alla creatività; in casa Gradgrind tutto segue la logica ed il ragionamento, tanto che i Fatti arrivano ad essere equiparati a delle divinità,

«Non che essi [i figli di Gradgrind, NdR], per esperienza personale o per sentito dire, sapessero alcunché sugli orchi. Il Fatto ce ne scampi!»

e lo stesso metodo educativo viene esteso a tutti i ragazzi della scuola gestita dall'uomo. Nel corso della storia, anche grazie al confronto con gli altri personaggi, ed in particolare la figlia maggiore Louisa,

«-[...] Siete sempre stato così attento con me, che non sono mai stati bambina. M'avete educato così bene che non ho mai sognato quel che sognano gli altri bambini.»

Thomas arriverà a capire come i Fatti non siano sufficienti per formare il carattere di un individuo adulto. Pur essendo il tema centrale del volume, questa analisi verrà affiancata sulla pagina da personaggi ed eventi estranei; ad esempio, da metà libro in poi si inserisce una sottotrama mistery che pian piano acquisisce un ruolo molto importante per la risoluzione finale.
  Per caratterizzare i suoi personaggi, Dickens ricorre come sempre alla satira. Ad eccezione di quelli che potremmo definire gli eroi della storia -ossia le tre protagoniste femminili, Louisa, Sissy e Rachael, più lo sventurato Stephen- il cast è comporto da personaggi quasi comici, per il loro aspetto e per l'esasperazione dei tratti caratteriali. Abbiamo il circense Sleary che confonde le lettere mentre parla ed il sindacalista Slackbridge, pronto a far leva sul malcontento dei lavoratori, dipinti come facilmente influenzabili,

«Si udirono poche voci gridare con fermezza [...] "Slackbridge, ti sei scaldato troppo! Corri troppo!" Ma erano un gruppo sparuto di fronte a un esercito.»

e ad indirizzarlo verso chiunque ritenga un avversario alla sua portata, che si tratti dell'innocente Blackpool o di Bounderby, forse ben più meritevole dell'astio dei suoi dipendenti. E proprio con quest'ultimo che l'autore arriva a parodiare se stesso, superandosi; presentato come un ricco imprenditore, Bounderby svilisce continuamente il suo passato, raccontando storie al limite del surreale,

«-Non avevo scarpe ai piedi, e le calze, poi, non le conoscevo neppure per nome. Ho passato la giornata in un fosso e la notte in un porcile: ecco come ho festeggiato il mio decimo compleanno.»

storie che però non sembrano tanto fantasiose ai lettori di Dickens che personaggi simili li hanno già incontrati nei suoi libri.
  Oltre al cast, la forza del romanzo deriva senza dubbio dalla ricercatezza delle descrizioni, specialmente quelle dei luoghi all'interno e nei pressi della città fittizia di Coketown.

«I palazzi fatati si illuminarono ad un tratto prima che la pallida luce del mattino rivelasse i mostruosi serpenti di fumo che si snodavano sopra Coketown.»

Una città fatta di squallidi appartamentucoli ed industrie inquinanti, tanto che anche nelle giornate di bel tempo i raggi solari faticano a farsi strada attraverso la cappa di fumo che intrappola l'abitato.
  Per quanto evocative, le descrizioni di Dickens sono state spesso tacciate di pressapochismo, in quanto lui non conosceva direttamente la vita delle realtà industriali nel nord dell'Inghilterra, ma personalmente credo che questo romanzo non ne risenta affatto, perché le fantasiose metafore colmano il divario tra realismo e capacità trasmettere l'immagine desiderata.
  Trovo anche che la critica al presunto socialismo del romanzo, successivamente accantonata, avesse una sua ragion d'essere, anche se in un'ottica positiva. Infatti è Sissy, personaggio molto positivo nella storia, ad esprimere al meglio alcune riflessioni contrarie al sistema capitalista,

«-[...] Ho pensato che non potevo decidere se era una nazione ricca o povera e se io ero in un condizione di prosperità o no, se prima non sapevo chi aveva quei soldi e se a me ne veniva una parte.»

in contrapposizione agli sproloqui inconcludenti di Slackbridge; penso che ciò diventi ancor più significativo una volta letto il lieto fine concesso da Dickens alla ragazza.
  L'edizione Einaudi -che ho acquistato per rimpiazzare quella Newton Compton- può considerarsi promossa: nel testo ci sono alcuni piccoli errori (date un'occhiata anche alla data di morte dell'autore in quarta di copertina!) e l'introduzione non è tra le più lineari, ma la traduzione risulta scorrevole e reputo ottima l'idea di inserire il saggio di George Orwell a fine volume, chiaro e apprezzabile anche da chi non conosce l'intera opera dickensiana.

DOVE COMPRARE QUESTO LIBRO

martedì 4 agosto 2020

TBR - Agosto 2020

TBR - Agosto 2020





La mia TBR si compone di cinque titoli, tra i quali due parte di trilogie o serie, due autoconclusivi e un classico, cercando anche di alternare il più possibile generi diversi.
Per questo ottavo mese i libri prescelti sono:
"La porta di Tolomeo" di Jonathan Stroud; capitolo finale della serie dedicata al jinn Bartimeus (sia che si consideri la trilogia originale o l'intera tetralogia proposta da Salani), che sarà ambientato qualche anno dopo gli eventi de "L'occhio del Golem" (ne parlo QUI) e vedrà finalmente la ribellione contro lo strapotere dei maghi londinesi.
"Renegades" di Marissa Meyer; come mi ero ripromessa in un post di inizio anno, voglio dare una nuova possibilità all'autrice, questa volta con una storia di stampo supereroistico dove assisteremo allo scontro tra Renegades, ossia i classici eroi, e Anarchists, che mirano invece a riconquistare il potere perduto.
"Il terrore viene per posta" di Agatha Christie; anche questa autrice figurava nella lista di scrittori da "riscoprire" nel 2020, e non potevo che farlo con una storia dedicata alla brillante Miss Marple, questa volta alle prese con lettere assassine!
"The Boneless Mercies" di April Genevieve Tucholke; romanzo fantasy in cui un gruppo di sicarie decide di intraprendere una missione molto diversa dal solito per guadagnarsi finalmente una nomea degna dei canti e delle leggende.
"Tempi difficili" di Charles Dickens; in questa opera più matura, l'autore britannico si discosta dalla classica storia dell'orfanello sventurato per concentrasi su un padre di famiglia, tale Thomas Gradgrin, che vede sgretolarsi le certezze di una vita.

domenica 21 giugno 2020

BookTag Time - #iorestoacasa BookTag

BookTag Time

#iorestoacasa BookTag



Come il solito arrivo in ritardo; infatti, la quarantena è ormai conclusa (e speriamo di cuore non debba tornare!) ma volevo comunque portare questo BookTag basato sulle attività che hanno caratterizzato il periodo di reclusione causato dal Covid-19.
Il post originale è stato avvistato sul blog Dreaming Wonderland: fate un salto QUI per leggere le sue risposte!

1. LEGGERE - Un libro per superare questa quarantena
Vi nomino il libro che io ho letto durante buona parte della quarantena, ossia "The Dome" di Stephen King (QUI la recensione). Dal punto di vista della lunghezza, è il titolo ideale per un periodo in cui si ha più tempo da dedicare alla lettura, purtroppo lo spunto della trama (una città isolata da una barriera invisibile in cui gli abitanti pian piano cedono al panico e alla follia) non è decisamente rilassante. Nonostante tutto, se avete uno stomaco forte, ve lo consiglio di cuore perché l'ho adorato.
2. SKINCARE ROUTINE - Un libro con una copertina meravigliosa
Per questa domanda ho scelto uno dei miei acquisti più recenti: "The Female of the Species" di Mindy McGinnis, che ha una cover semplice, ma molto significativa con le femmine di diverse specie animali, oltre ad una base verde lime inusuale e -per questo- capace di attirare l'attenzione.
3. ESERCIZI FISICI - Un libro che rileggeresti spesso
Sarò ripetitiva, ma non posso che citare "Le prime quindici vite di Harry August" di Claire North (QUI la recensione), uno dei miei libri preferiti di sempre! Non l'ho mai riletto, ma avrei voluto farlo appena concluso l'ultimo capitolo.
4. CUCINARE - Un libro con all'interno ricette o un romanzo che abbia come tema la cucina
Con un ragionamento decisamente cervellotico, scelgo "Solo per sempre tua" di Louise O'Neill (QUI la recensione), perché in questo romanzo si parla spesso di quello che le giovani protagoniste mangiano -o, meglio, NON mangiano- per mantenere un fisico perfetto, non tanto per un proprio ideale quanto per venire scelte dai futuri mariti. La critica alla nostra società della O'Neill non va affatto per il sottile.
5. SERIE TV O FILM - Un libro da cui è stato tratto una serie TV o un film
Forse non sapete che il film "Alla ricerca di Jane" è stato ispirato dal romanzo "Tutta colpa di Mr Darcy" di Shannon Hale (ne parlo QUI). E se non lo sapevate, continuate a vivere nell'ignoranza: guardatevi il film, fatevi quattro risate in tranquillità e lasciate stare quel libro abominevole!
6. ATTIVITÀ CREATIVE - Una graphic novel, fumetto o manga
Proprio in questo periodo sto recuperando il manga Claymore di Norihiro Yagi. Vado piano perché sono parecchi volumetti, ma devo dire che mi sta piacendo molto: partendo da una trama alquanto semplice (una guerriera mezza-demone impegnata nella caccia ai mostruosi yoma) sviluppa un intreccio inaspettatamente complesso.
7. BALLARE - Un classico
Per motivi banalmente numerici, non ho potuto includere "Grandi speranze" di Charles Dickens (QUI la recensione) tra i migliori classici letti nel 2019, quindi voglio citarlo e consigliarlo. È un ottimo titolo, specialmente per i personaggi iconici tratteggiati da Dickens e ormai parte dell'immaginario collettivo.
8. ASCOLTARE MUSICA - Un libro che ti ha ricordato una canzone mentre lo leggevi
A questa domanda devo per forza dare una risposta molto soggettiva. Quando vedo in libreria "Il segreto delle gemelle" di Elisabetta Gnone penso subito alle canzoni dell'album "Most Wanted" di Hilary Duff, e viceversa ascoltando quei brani mi ricordo del libro in questione. Il motivo è alquanto banale: quando ho letto quel romanzo era appena uscito l'album e lo ascoltavo a ripetizione, anche mentre leggevo.
9. COCCOLARE UN AMICO PELOSO E NON - Un libro con protagonisti degli animali
Forse non saranno propriamente da coccolare (specie se si pensa al caro Napoleone o ai suoi cucciolotti!), ma come non nominare i personaggi de "La fattoria degli animali" di George Orwell (QUI la recensione)? un'allegoria geniale che non sacrifica per questo la trama lineare. Ovviamente, consigliato a tutti.
10. MOVIMENTIAMO LA QUARANTENA - Pesca nella tua libreria una lettura a sorpresa
Nope! Mi spiace ma con le letture sono alquanto metodica e non voglio rischiare di trovarmi in TBR un libro che stato conservando per un certo periodo o una nuova serie da iniziare. Sorry not sorry.