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martedì 20 agosto 2019

BookTag Time - Sei una lettrice maleducata? BookTag

BookTag Time

  Sei una lettrice maleducata? BookTag


Per questo mese ho scovato un BookTag originale, che pone domande sui nostri vizi come lettori e li collega a determinate tipologie di libri.
Il BookTag sulla maleducazione letteraria è stato avvistato sul Blog Libri al caffè, quindi vi invito ad andare QUI per leggere il post originale.

1. ORECCHIE ALLE PAGINE – Un libro che ti ha fatto svisionare a ogni pagina
Per quanto riguarda il fare le orecchie, è un'abitudine che ho perso crescendo e ora uso soltanto segnalibri; a mettermi in crisi è stato invece il verbo "svisionare", che ho inteso come sinonimo di "far innervosire", quindi quale migliore esempio se non "Forever" di Amy Engel (ne parlo QUI)? un romanzo capace di far infuriare anche il lettore più calmo già dalla prima pagina.
2. SOTTOLINEATURE A PENNA - Un libro che ti è rimasto impresso e a cui hai pensato per molto tempo
Le scritte a penna sono bandite dai miei libri dai tempi delle elementari, ma confesso di usare la matita qualche volta. Una lettura che ancora mi fa riflettere dopo anni è "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley (QUI la recensione), anche se in un primo momento non ne ero troppo colpita.
3. SALTAPAGINE – Un libro che 'nanoia
Non giudico chi salta le pagine, ma personalmente mi impegno sempre a leggere tutto per poter dare una valutazione più completa possibile del lavoro dell'autore. Un libro noioso, tanto da averlo sottolineato anche nel titolo della recensione, è senza dubbio "La sposa dell'inquisitore" di Jeanne Kalogridis (QUI la recensione), e questa autrice non si è risollevata ai miei occhi con la lettura successiva.
4. LIBRACCIO – Un libro che hai regalato o hai venduto perché non ti è piaciuto
Purtroppo non riesco a separarmi dai libri, neppure da quelli che ho detestato; al massimo arrivo a prestarli, e già ne sento troppo la mancanza. Sono stata però molto tentata di liberarmi di "Khantis l'egiziano" di Silvio Foini (QUI la recensione), ma si tratta di un regalo quindi quando lo vedo sullo scaffale cerco di pensare a chi me l'ha donato e non all'effettivo contenuto.
5. WIKIPEDIA - Un libro che avresti voluto leggere come riassunto su Wikipedia e basta
Personalmente uso Wikipedia sono per controllare la pubblicazione delle serie (in alternativa a Goodreads) o per farmi un'idea sugli aspetti tecnici dei romanzi classici. Mi sarebbe bastato un riassunto però nel caso di "Il principe prigioniero" di C.S. Pacat (ne parlo QUI), perché la trama non va più in là dello spunto nella sinossi, quindi sarei potuta passare subito al secondo capitolo della trilogia.
6. SPOILER - Un libro che ti è piaciuto talmente tanto che lo hai raccontato troppo
Sia nei libri che nei film o nelle serie TV, cerco di non fare spoiler non richiesti, ma confesso di aver ceduto alla tentazione con "Bunker Diary" di Kevin Brooks (QUI la recensione) nel tentativo di convincere un'amica a leggerlo. Per la cronaca, non ha funzionato.
7. WISHLIST ETERNA – Un libro che hai in wishlist da troppo tempo e che ancora non hai letto
Più che wishlist, credo che qui si parli di TBR (entrambe sono comunque infinite, nel mio caso). Da diversi anni ho sullo scaffale dei romanzi storici la trilogia Dictator di Andrea Frediani, comprata sull'onda dell'entusiasmo per la serie TV "Spartacus"... quindi fare un po' il conto di quanto tempo è passato!
8. ACQUISTO COMPULSIVO – L’ultimo libro che hai comprato
Anche l'acquisto sconsiderato rientra tra i miei vizi letterari, soprattutto quando mi intestardisco nel voler trovare una certa edizione. Mi è successo di recente con "Gargoyle" di Andrew Davidson, che volevo in flessibile anche se ormai è fuori catalogo. Per fortuna esiste l'usato.
9. PREGIUDIZIO – Un libro che non credevi all’altezza e che invece ti ha stupito
Ammetto di avere dei pregiudizi, specie nei confronti di alcuni generi (in particolare, il romance) e del sempre più abusato target YA. Da "L'ultima dei Neanderthal" di Claire Cameron (QUI la recensione) non mi aspettavo nulla di eccezionale, eppure si è rivelata una delle migliori letture di questi ultimi mesi.
10. MACCHIA DI CAFFÈ SULLE PAGINE – Un libro che avresti scritto in modo diverso
Mi capita di avere dei libri con macchie varie (bevande assortite, inchiostro, cioccolato...?), ma ovviamente cerco di evitare. Ne "La psichiatra" di Wulf Dorn (ne parlo QUI) avrei escluso completamente la parte dello stalker inquietante: non vi spoilero di chi si tratta, ma sono tutt'ora convinta che non si adattasse per nulla a quel personaggio, e alla fin fine risulta quasi superfluo.

lunedì 1 gennaio 2018

Top e Flop 2017


Buon 2018 a tutti!
Per festeggiare l'inizio di questo nuovo anno, voglio fare il punto delle letture del 2017, scegliendo cinque titoli tra i migliori e altrettanti tra i peggiori. Non sarà una classifica, bensì un semplice elenco dei romanzi che più mi hanno intrattenuta, o all'opposto delusa.

Letture TOP 2017

"Cecità" di José Saramago

Cominciamo con un romanzo che mi ha dato davvero tante soddisfazioni, sebbene sia stata al contempo una lettura molto impegnativa a causa della bizzarra formattazione scelta dall'autore.
Saramago immagina un misterioso morbo che priva della vista e getta nel panico l'intera popolazione di un'anonima nazione; panico che genera inevitabilmente una serie di efferrate violenze.
Ad avermi catturata è stato in primis il punto di vista della narratrice, che permette di immergersi pienamente in un mondo senza alcuna possibilità di redenzione. Magistrale l'introspezione dei protagonisti e la riflessione sui limiti della civiltà umana.


"Cime tempestose" di Emily Brontë

Grande classico della letteratura inglese, l'unico romanzo della Brontë è una galleria di splendide descrizioni.
Protagonista è una famiglia maledetta da un odio vecchio di decenni, che affligge ugualmente vittime e carnefici. Gli antici rancori finiscono per intaccare anche le nuove generazioni che solo faticosamente tenteranno di lasciarsi alle spalle il passato.
Menzione d'obbligo all'incantevole, seppur cupa, ambientazione della brughiera inglese.


"Delitto e castigo" di Fëdor Dostoevskij

Un altro classico, in questo caso della letteratura russa, ricco di tematiche su cui riflettere.
La trama segue le vicende, tutt'altro che liete, di un uomo tormentato dal senso di colpa per un delitto nato da un intento idealmente nobile, ma invitabilmente deviato in una violenza priva di giustificazione.
Di questo romanzo ho amato molto i personaggi femminili, all'apparenza secondari e remissivi, ma in realtà capaci di conquistare la scena ed essere decisivi nelle situazioni focali.


"Non lasciarmi" di Kazuo Ishiguro

Quest'anno Ishiguro è stato premiato con il Nobel ed io dopo aver letto questo romanzo non posso che approvare con la mia (assolutamente, non influente) opinione.
Distopico ben cammuffato, questo volume segue la storia di tre amici e dei loro sforzi per vivere in modo normale delle vite straordinarie.
Non si può rimanere insensibili di fronte ad una storia così struggente e, al contempo, chiedersi segretamente se rinunceremmo tanto facilmente ai vantaggi di un mondo del genere.



"Olive Kitteridge" di Elizabeth Strout

Forse per la mole o forse per i temi, i romanzi della Strout mi intimidiscono sempre, ma finiscono poi per catturarmi.
La protagonista è un'insegnante in pensione che a dispetto del carattere non proprio affabile riesce a legare con gli altri ed anche a consigliare saggiamente i suoi compaesani.
Lo stile della Strout è incantevole e si mostra al meglio nei personaggi sfaccettati che tratteggia con maestria.




Letture FLOP 2017 



"Goddess. Il destino della dea" di  Josephine Angelini

Ennesima riprova che un libro per ragazzi non andrebbe letto con troppe aspettative dopo una certa età.
La trilogia si presenta come una rivisitazione in chiave moderna dell'"Iliade" di Omero, peccato che questa idea di base sia stata sommersa da una serie di rimandi ad altre opere e dagli immancabili triangoli amorosi.
Come se non bastasse abbiamo una protagonista dotata di ogni potere immaginabile e di un gruppo di ragazzini mandati in battaglia al posto degli adulti.



"Khantis, l'egiziano" di Silvio Foini

Un po' romanzo storico, un po' avventura fantasy, questo volume è tanto pieno di problemi che qui citetò solo i principali.
Abbiamo personaggi privi di coerenza, una trama povera ed affrettata, delle svolte narrative -a voler essere generosi- assurde.
Quello che ha dato il colpo di grazia al romanzo è però la revisione del tutto assente e, quindi, la punteggiatura a caso.


"La resa di Piers" di Eloisa James

In questo caso la colpa è un po' anche mia, perché mi sono lasciata ingenuamente ingannare dalla copertina della nuova edizione che prometteva una riscrittura di una tra le mie fiabe preferite.
Classico romance simil-storico con una fanciulla bella ed ingenua data in moglie ad un nobile dal carattere indomabile che lei (inaspettatamente) riuscirà a dominare.
In sostanza, il romanzo è un Harmony con parecchie strizzate d'occhio alla serie TV "Dottor House", della quale è in origine una specie di fan fiction.


"Molto forte, incredibilmente vicino" di Jonathan S. Foer

Qui andiamo molto sul soggettivo perché questo libro è amatissimo dal grande pubblico. Nonostate le mie grandi aspettative, o forse proprio a causa di queste, la lettura è stata molto deludente.
Il romanzo segue le avventure di un bambino che non vuole venire a patti con un importante lutto e sceglie invece di immergersi in una sorta di caccia al tesoro.
A mio avviso, il finale è la parte peggiore con una conclusione insoddisfacente per il mistero di fondo.


"Se fossi una strega" di Celia Rees

Cos'è peggio dell'essere delusi da un libro? Essere delusi dal seguito di un libro che si è tanto apprezzato!
In questo secondo volume continua la storia di Mary, ma ben poco di ciò che è raccontato non poteva essere immaginato dal lettore.
La mancanza dei (falsi) documenti storici ha dato il colpo di grazia ad una lettura già traballante di suo.




E per completare, ecco il quadro della mia attuale situazione con le serie. Di seguito le varie trilogie e simili che ho intenzione di continuare, e magari terminare, nel 2018.

  • Pentalogia di Magiusterium, di Holly Black e Cassandra Clare
  • Trilogia di Paper Magician, di Charlie N. Holmberg
  • Trilogia di Miss Peregrine, di Ransom Riggs
  • Prima trilogia di Joséphine, di Katherine Pancol
  • Trilogia de La chimera di Praga di Laini Taylor
  • Trilogia de I segreti delle sorelle Cahill, di Jessica Spotswood
  • "Duologia" di Bellezza Crudele, di Rosamund Hodge
  • Prima trilogia de Il mago nero, di Trudi Canavan
 Le serie sulle quali ho maggiori aspettative sono sicuramente quelle di Katherine Pancol e di Laini Taylor. Speriamo non ci siano (troppe) delusioni!

domenica 21 maggio 2017

Filler in abbondanza, revisione assente - Recensione a "Khantis l’egiziano" di Silvio Foini

Filler in abbondanza, revisione assente

Recensione a "Khantis l’egiziano" di Silvio Foini


LA SCHEDA TECNICA

TITOLO: Khantis l’egiziano
AUTORE: Silvio Foini
TITOLO ORIGINALE: -
TRADUTTORE: -
EDITORE: Watson
COLLANA: Luci
PAGINE: 390

IL COMMENTO

  Mi dispiace sempre dover commentare in modo negativo un libro, ancor di più se è stato un regalo. In questo caso, devo ammettere di essermi approcciata al romanzo in questione senza alcuna informazione sull’autore o sulla trama, che va detto è praticamente irreperibile, anche online.
  Dopo aver completato la lettura, posso quindi dire con cognizione che è molto difficile riassumere le vicende narrate. La causa non è però un intreccio particolarmente elaborato, bensì un trama zeppa di avvenimenti, che si avvicendano con una fretta quasi allarmante; si pensi per esempio al pittore Anen diventato in breve generale, oppure allo schiavo Khanus che in pochi mesi viene nominato Visir della città di Tebe.
  Questo è solo il primo di innumerevoli problemi di questo romanzo, perché la narrazione non è solamente frettolosa, ma anche inconcludente: la missione affidata agli eroi occupa soltanto un minima parte del volume, mentre il resto dei capitoli è incentrato su fatti che non la riguardano affatto e sembrano quindi scritti solo per fare da riempitivo tra il momento in cui gli dei annunciano l’impresa e quello in cui questa viene finalmente compiuta.
  Il romanzo mi ha anche messa in difficoltà per valutarne il genere dal momento che, pur avendo pretesa di romanzo d’avventura, fantastico e a sfondo storico, i protagonisti non fronteggiano mai delle vere e proprie sfide tali da metterli in difficoltà o in pericolo, perché tutto viene risolto senza problemi con l’intervento degli dei.
  Passando quindi ai personaggi, essi dimostrano di essere estremamente bidimensionali, con i “buoni” che sono tali fino alla nausea e i “cattivi” primi della minima motivazione per le loro azioni, in particolare il villain principale (o che come tale viene presentato al lettore), Seth. La rapida narrazione inoltre non concede tempo per valutare i sentimenti dei personaggi, pertanto le reazioni tra queste si instaurano per ordine dell’autore, in modo istantaneo e solo al fine di far procedere la trama.
  In mezzo a tante (troppe?) critiche, vorrei segnalare l’unico aspetto da me apprezzato, seppur solo in parte. Risulta evidente che Foini è un grande conoscitore degli aspetti prettamente storici del romanzo; dai molti nomi delle divinità egizie ai vari faraoni e le rispettive consorti, dai luoghi come le Case della Vita e della Morte alle fasi dell’imbalsamazione. Anche in questo caso, l’autore commette tre grossolani errori: innanzitutto ripete i vari titoli in continuazione, come nel timore che il lettore li dimentichi dopo poche righe, secondariamente dimostra in più occasioni una grande ingenuità, associando i suoi personaggi a determinate azioni. A mio avviso, pare un po’ strano che il medico di corte impieghi la sua giornata per la cura di semplici cittadini o, addirittura, schiavi; il Faraone Amenofi sembra invece perfettamente a suo agio nell’avere al suo fianco l’uomo che sa essere l’amante della moglie, a dispetto della sua posizione e del ruolo che ricopre. Infine, credo sarebbe stata una scelta migliore inserire qualche nota chiarificatrice a fondo pagina, dal momento che molti nomi non vengono spiegati nel testo.
  Lo stile dell’autore da’ il colpo di grazia al romanzo, con la sua acerbezza quasi infantile, l’alternarsi senza logica di imperfetto e passato remoto e con la mancanza di punti e lettere. Le virgole sole si meriterebbero un commento a parte: sembra che siano state disposte alla rinfusa a opera completata. Temo che l’editore non abbia svolto nessun lavoro di revisione, dal momento che ogni capitolo contiene almeno una dozzina di errori.
  Per concludere, una considerazione sul titolo: perché Khantis, se è solo un comprimario? e perché l’egiziano, se lo sono quasi tutti?

DOVE COMPRARE QUESTO LIBRO
LA VIGNETTA

  La coerenza non è di questo mondo.

martedì 7 marzo 2017

Cosa sto leggendo? - 7 marzo 2017


Cosa sto leggendo?

7 marzo 2017

Questo mese ho scelto di spaziare con tre libri diversissimi tra loro come genere e ambientazioni: si parte dalla magica Praga, poi una breve sosta nell’Egitto dei faraoni ed infine lo Stato Unico, entità che tra un migliaio di anni assoggetterà il mondo intero.
  1. "La chimera di Praga" di Laini Taylor, young adult incredibilmente originale, sia nelle ambientazioni che nei personaggi; si tratta del primo volume di una trilogia molto apprezzata anche da chi predilige letture maggiormente impegnative.
  2. "Khantis l’egiziano" di Silvio Foini, romanzo ricevuto in regalo qualche mese fa che ho infine deciso di affrontare spinta dall’interessante trama, anche se finora l’ho trovato molto al di sotto delle aspettative.
  3. "Noi" di Evgenij Zamjatin, un distopico poco conosciuto che catapulta il lettore in un futuro lontano nel tempo e nelle abitudini, dove tutto pare estremamente asettico e impersonale.