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giovedì 14 novembre 2019

BookTag Time - The Lunar Chronicles BookTag

BookTag Time

  The Lunar Chronicles BookTag


Sto finalmente concludendo la lettura della serie The Lunar Chronicles, da noi ribattezzata Cronache Lunari, di Marissa Meyer: ho già terminato "Winter" e darò una chance anche alla raccolta di novelle "Stars Above", per poi parlare della tetralogia e dei volumi collegati in una Lettura d'Insieme.
Nel frattempo, ho scovato sul blog Questione di libri un BookTag (potete leggere QUI il post originale) che basa le sue domande proprio sui personaggi principali della serie, così ho pensato di riproporlo per l'occasione.

1. CINDER, LA CYBORG - Un libro che spesso non viene apprezzato
Un libro talmente sopravvalutato che qui in Italia non viene neppure più stampato è sicuramente "Gargoyle" di Andrew Davidson (QUI la recensione); personalmente, ho adorato la storia del nostro anonimo protagonista e mi spiace che così poche persone l'abbiano letto e apprezzato.
2. KAI, IL PRINCIPE - Un libro in cui c’è una famiglia reale
Qui vado sul banale e nomino "Una regina al potere" di Matteo Strukul (ne parlo QUI), dove la protagonista è Caterina de' Medici, sovrana e reggente al trono francese; vediamo in scena anche molti altri membri della famiglia reale dei Valois.
3. ADRI, LA MATRIGNA CATTIVA - Un libro con pessimi genitori
Per questa domanda ho rispolverato un vecchio titolo perché il "Musica per un amore proibito" di Hanni Münzer (QUI la recensione) la cara Martha fa una figura alquanto discutibile: prima parte per un viaggio improvviso, senza dire nulla alla figlia, e poi rimane bloccata per giorni in una stanza d'albergo senza venire a capo di nulla. Complimenti!
4. IKO, IL CORAGGIOSO BRACCIO DESTRO - Un libro con un personaggio spensierato e ironico
Come non nominare Bartimeus, coprotagonista ne "L'anello di Salomone" di Jonathan Stroud (ne parlo QUI) e in tutta la serie a lui dedicata. Senza dubbio è il jinn più esilarante e scanzonato della letteratura: lei sue battute sono spiazzanti sia quando vuole deridere, sia quando fa del sarcasmo.
5. SCARLET, LA SALVATRICE - Un libro con un personaggio impegnato in una missione
Ne "La scuola dei maghi" di Trudi Canavan (QUI la recensione) Lord Dannyl è effettivamente impegnato in un viaggio che lo porterà oltre i confini del regno... e a perdere un sacco di tempo perché il terzo libro di questa serie renderà purtroppo inutile il suo impegno.
6. WOLF, IL LOTTATORE - Un libro in cui è presente un’epica battaglia
Sarà una risposta scontata, ma scelgo di nominare "Lo scontro finale" di Rick Riordan, ossia l'ultimo libro della prima pentalogia di Percy Jackson; l'ho letto ormai parecchi anni fa, ma ricordo che la conclusione era molto valida, a differenza di quella della seconda serie, motivo per cui ho smesso con questo autore.
7. LEVANA, LA CATTIVA - Un libro con l’antagonista peggiore di tutti
Non sapendo se la domanda chiedesse un antagonista valido (quindi il peggiore da trovarsi di fronte) o se peggiore fosse qui sinonimo di pessimo, ho pensato a Jael, in particolare a come si comporta in "Sogni di mostri e divinità" di Laini Taylor (ne parlo QUI). Lui è un antagonista brillante nelle battaglie e nelle strategie, ma anche un totale inetto quando arriva nel mondo umano e si dimostra impreparato alle nuove difficoltà.
8. THORNE, IL FURFANTE - Il libro con un personaggio in grado di abbindolare gli altri con le proprie parole.
Ogni tanto devo nominarlo per forza: Artemis Fowl, protagonista della saga omonima di Eoin Colfer, è un genio del crimine la cui risorse principali sono l'intelletto e la sagacia. Nessuno meglio di lui può abbindolare il prossimo con le chiacchiere!
9. CRESS, L’HACKER - Un libro sulla tecnologia o di genere sci-fi
Non leggo tanti libri di questo genere (se non si include il sottogenere della distopia), quindi la scelta è caduta quasi inevitabilmente su "Wildcards. Invasione" di vari autori, tra i quali George R.R. Martin, una raccolta di novelle con protagonisti supereroi e alieni di vario tipo.
10. ERLAND, IL DOTTORE - Un libro incentrato su una malattia, sia fisica che mentale
Per non andare sul banale John Green, voglio optare per "Sette minuti dopo la mezzanotte" di Patrick Ness (QUI la recensione) dove la malattia terminale della madre del protagonista è il tema centrale della storia.
11. WINTER, L’ALIENATA - Il libro con il personaggio più folle che tu abbia mai incontrato
Forse non sarà il più folle in assoluto, ma l'antagonista in "Silver" di Kerstin Gier (ne parlo QUI) si dimostra decisamente bisogno di cure psichiatriche. Non voglio fare spoiler (tanto da non dire nemmeno il genere del personaggio in questione), ma vi assicuro che sarete della mia stessa opinione arrivati sul finale della storia.
12. JACIN, IL SOLDATO - Un libro a tema militare
E per concludere, un'altra risposta relativamente semplice: "La cruna dell'ago" di Ken Follett (QUI la recensione), che si ambienta verso la fine del secondo conflitto mondiale ed ha per protagonisti soldati e spie, oltre ad essere molto accurato dal punto di vista storico.

giovedì 17 novembre 2016

Una famiglia di sciroccate - Recensione a "Musica per un amore proibito" di Hanni Münzer

Una famiglia di sciroccate

Recensione a "Musica per un amore proibito" di Hanni Münzer

SCHEDA TECNICA

TITOLO: Musica per un amore proibito
AUTORE: Hanni Münzer
TITOLO ORIGINALE: Honigtot
TRADUTTORE: Lucia Ferrantini
EDITORE: Giunti
COLLANA: A
PAGINE: 460

COMMENTO

  Vorrei poter chiedere alla Giunti cosa diamine avessero in testa quando hanno scelto di tradurre "Honigtot" (letteralmente, l'Ambrosia dei Morti) con "Musica per un amore proibito"; di certo si tratta di una scelta di marketing, ma credo che a tutto ci dovrebbe essere un limite, perchè io a lettura terminata non sono davvero riuscita a capire quale fosse, questo amore proibito!
  Questo romanzo (che pretende di essere sia storico sia familiare) inizia e termina nel presente, con una madre e sua figlia alla ricerca delle proprie origini. Queste parti sono però mal strutturare e risultano essere soltanto un pretesto dell'autrice per narrare la storia che realmente le interessa. Inoltre dopo aver utilizzate per tutto il volume la narrazione in terza persona, la Münzer inserisce un ultimo capitolo narrato in prima persona da Felicity, una delle protagoniste, senza un evidente ragione, dal momento che quanto viene detto non riguarda i suoi sentimenti più profondi o la spiegazione di qualcosa noto a lei soltanto.
  Un elemento di cui si sente molto la mancanza per tutto il libro è la descrizione fisica dei personaggi; difatti l'autrice ci fornisce ben poche informazioni in tal senso, dando invece ampio spazio alle ambientazioni, che risultano pertanto la parte più curata, anche perchè la nzer ha vissuto realmente nei luoghi di cui parla.
  Anche il comparto storico, in quanto a dati, è molto accurato e si nota il grande lavoro di ricerca alla base, seppur alcune parti (leggasi, interi paragrafi) sembrino copia-incollati da un libro di testo scolastico e mal si uniformano alla trama.
  Passando appunto alla trama, questa risulta ben poco originale dal momento che l'argomento trattato (nazismo-olocausto-Seconda Guerra Mondiale) è già stato completamente sviscerato in moltissimi romanzi; nonostante ciò, la Münzer riesce a mantenere una buona suspence fino al finale, in cui la maggior parte dei quesiti viene chiarita.
  Ho apprezzato molto la caratterizzazione di alcuni personaggi secondari, in primis Marlene; l'autrice ha però il "vizio" di farli comparire solo quando sono utili ai fini della trama (specie nel caso di Wolfgang), e questo mi porta ad un'altra mancanza che mi ha fatto storcere il naso: la mancanza di realismo in parecchie scene. Per citare solo alcuni esempio abbiamo personaggi che, nel bel mezzo di un dialogo concreto e/o quotidiano, attaccano con discorsi lunghissimi e infarciti di metafore ricercate; un religioso rivelatosi abile interprete proprio della lingue antica che è necessario tradurre per dare una svolta alla trama ma, anzichè fare una semplice traduzione, sforna in quattro e quattr'otto un romanzo con tanto di scene e dialoghi dei quali non dovrebbe conoscere l'esistenza; un'amica che, nel mezzo di una seria emergenza, scherza su quanto sia affascinante il fratello prete.
  Forse nel timore di annoiare i lettori, l'autrice salta volutamente alcune parti della storia, oppure le fa riassumere brevemente dai personaggi, oppure ancora descrive direttamente anni interi in poche parole; questa scelta mi ha lasciata perplessa in più punti.
  Vorrei infine parlare di ciò che ho maggiormente detestato in questo romanzo: le protagoniste. Per comodità (?) ci vendono presentante in base al grado si odio che suscitano nel lettore, e abbiamo quindi: Felicity, la pronipote, che prima vuole mollare tutto per salvare il mondo, senza sapere neppure il motivo, e poi ci ripensa, si rimette con il fidanzato-oggetto e lascia salvare il mondo agli altri (parole sue!); Martha, la nipote, che senza una valida giustificazione lascia la figlia ed il marito malato, parte per Roma, si rinchiude in una stanza d'albergo senza rispondere a nessuno e comunque non conclude nulla senza aiuto; Elizabeth, la matriarca, che nel mezzo delle conversazioni si aliena pensando alla musica e dimostra a più riprese un'incredibile ingenuità, tramandata poi a tutta la famiglia; e concludiamo con Deborah, la figlia, una sado-masochista bipolare, che sia accorge di quanto le accade attorno solo quando se lo ritrova di fronte, per poi scordarsene una volta girata la testa. 

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