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martedì 22 ottobre 2019

BookTag Time - Tim Burton BookTag

BookTag Time

  Tim Burton BookTag


Per il mese di Halloween non può mancare un BookTag a tema horror; in questo caso parliamo di un regista conosciuto soprattutto per le sue storie da brividi, ma spesso anche esilaranti: Tim Burton.
Ad ogni film andremo ad associare un libro in questo BookTag trafugato dal blog Le mie ossessioni librose (potete leggere QUI il post originale).

1. NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS - Un libro che tutti sembrano amare
E io invece no, aggiungerei. Quando ho iniziato la trilogia Captive Prince di C.S. Pacat (analizzo l'intera serie QUI) tutti ne parlavano in toni più che lusinghieri, ma io non ho trovato nulla di troppo originale, al massimo la si può considerare una lettura d'intrattenimento se si spegne preventivamente il senso del realismo e della critica oggettiva.
2. EDWARD MANI DI FORBICE - Un libro con un personaggio che non hai potuto non amare
Per non essere ripetitiva, oggi vi nomino Wednesday da "American Gods" di Neil Gaiman (QUI la recensione), un personaggio dal carisma indiscutibile che gli permette di abbindolare le persone che vuole truffare, e anche noi lettori.
3. LA SPOSA CADAVERE - La ship che nessuno sembra shippare
Credo di essere parte della minoranza che reputa una buona coppia Jacob ed Emma dalla trilogia Miss Peregrine di Ramson Riggs, iniziata con "La casa per bambini speciali di Miss Peregrine" (QUI la recensione). Mi fa sempre ridere pensare che i detrattori di questa ship sono spesso fan di Bella ed Edward... quella non è una coppia per nulla inquietante. Nono!
4. CHARLIE E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO - Il tuo retelling preferito di un classico
Non ho letto molti retelling di classici (di solito preferisco quelli delle fiabe), ma confesso di aver apprezzato questo lato in "Le notti di Salem" di Stephen King (QUI la recensione). Pur dovendo ancora affrontare "Dracula" di Bram Stoker, conosco abbastanza la storia da aver colto gli intelligenti riferimenti disseminati in questa versione moderna e americana del classico gotico.
5. BIG EYES - Un libro di saggistica che ti ha piacevolmente sorpreso
Idem come sopra: di solito non leggo saggistica. Sono quindi costretta a citare "Ritorno al mondo nuovo" di Aldous Huxley (QUI la recensione), compendio al suo romando "Il mondo nuovo", che consiglio sempre a chi vuole conoscere le origini della distopia contemporanea.
6. SWEENY TODD - Un libro con un sacco di violenza
Parliamo di violenza storica, perciò nulla di splatter (se si esclude la parte super angosciante di Aldo!), ma comunque una storia dove sono narrate battaglie ed azioni di guerriglia: "In territorio nemico" di Scrittura Industriale Collettiva (ne parlo QUI) è un romanzo sulla resistenza partigiana durante gli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale che rispetta in pieno queste premesse.
7. JAMES E LA PESCA GIGANTE - Un libro con dei personaggi molto interessanti
Sarò noiosa ma vi devo nominare ancora "Grandi speranze" di Charles Dickens (QUI la recensione). Rimango sempre stupita dalla capacità di questo autore nel tratteggiare i personaggi, specialmente quelli secondari, e in questo titolo ho adorato in particolare Miss Havisham e l'avvocato Jaggers.
8. MISS PEREGRINE-LA CASA DEI RAGAZZI SPECIALI - Un libro che verrà rilasciato a breve e di cui non vedi l'ora
Come avrete ormai capito raramente leggo uscite recenti, quindi non c'è nessun titolo in uscita che attendo: preferisco aspettare sempre di aver letto qualche recensione positiva. Vi cito invece un libro in inglese pubblicato lo scorso anno che conto di leggere a giorni: "To Kill a Kingdom" di Alexandra Christo, retelling della Sirenetta che promette una storia da brividi, quindi perfetto per questo mese.

martedì 20 agosto 2019

BookTag Time - Sei una lettrice maleducata? BookTag

BookTag Time

  Sei una lettrice maleducata? BookTag


Per questo mese ho scovato un BookTag originale, che pone domande sui nostri vizi come lettori e li collega a determinate tipologie di libri.
Il BookTag sulla maleducazione letteraria è stato avvistato sul Blog Libri al caffè, quindi vi invito ad andare QUI per leggere il post originale.

1. ORECCHIE ALLE PAGINE – Un libro che ti ha fatto svisionare a ogni pagina
Per quanto riguarda il fare le orecchie, è un'abitudine che ho perso crescendo e ora uso soltanto segnalibri; a mettermi in crisi è stato invece il verbo "svisionare", che ho inteso come sinonimo di "far innervosire", quindi quale migliore esempio se non "Forever" di Amy Engel (ne parlo QUI)? un romanzo capace di far infuriare anche il lettore più calmo già dalla prima pagina.
2. SOTTOLINEATURE A PENNA - Un libro che ti è rimasto impresso e a cui hai pensato per molto tempo
Le scritte a penna sono bandite dai miei libri dai tempi delle elementari, ma confesso di usare la matita qualche volta. Una lettura che ancora mi fa riflettere dopo anni è "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley (QUI la recensione), anche se in un primo momento non ne ero troppo colpita.
3. SALTAPAGINE – Un libro che 'nanoia
Non giudico chi salta le pagine, ma personalmente mi impegno sempre a leggere tutto per poter dare una valutazione più completa possibile del lavoro dell'autore. Un libro noioso, tanto da averlo sottolineato anche nel titolo della recensione, è senza dubbio "La sposa dell'inquisitore" di Jeanne Kalogridis (QUI la recensione), e questa autrice non si è risollevata ai miei occhi con la lettura successiva.
4. LIBRACCIO – Un libro che hai regalato o hai venduto perché non ti è piaciuto
Purtroppo non riesco a separarmi dai libri, neppure da quelli che ho detestato; al massimo arrivo a prestarli, e già ne sento troppo la mancanza. Sono stata però molto tentata di liberarmi di "Khantis l'egiziano" di Silvio Foini (QUI la recensione), ma si tratta di un regalo quindi quando lo vedo sullo scaffale cerco di pensare a chi me l'ha donato e non all'effettivo contenuto.
5. WIKIPEDIA - Un libro che avresti voluto leggere come riassunto su Wikipedia e basta
Personalmente uso Wikipedia sono per controllare la pubblicazione delle serie (in alternativa a Goodreads) o per farmi un'idea sugli aspetti tecnici dei romanzi classici. Mi sarebbe bastato un riassunto però nel caso di "Il principe prigioniero" di C.S. Pacat (ne parlo QUI), perché la trama non va più in là dello spunto nella sinossi, quindi sarei potuta passare subito al secondo capitolo della trilogia.
6. SPOILER - Un libro che ti è piaciuto talmente tanto che lo hai raccontato troppo
Sia nei libri che nei film o nelle serie TV, cerco di non fare spoiler non richiesti, ma confesso di aver ceduto alla tentazione con "Bunker Diary" di Kevin Brooks (QUI la recensione) nel tentativo di convincere un'amica a leggerlo. Per la cronaca, non ha funzionato.
7. WISHLIST ETERNA – Un libro che hai in wishlist da troppo tempo e che ancora non hai letto
Più che wishlist, credo che qui si parli di TBR (entrambe sono comunque infinite, nel mio caso). Da diversi anni ho sullo scaffale dei romanzi storici la trilogia Dictator di Andrea Frediani, comprata sull'onda dell'entusiasmo per la serie TV "Spartacus"... quindi fare un po' il conto di quanto tempo è passato!
8. ACQUISTO COMPULSIVO – L’ultimo libro che hai comprato
Anche l'acquisto sconsiderato rientra tra i miei vizi letterari, soprattutto quando mi intestardisco nel voler trovare una certa edizione. Mi è successo di recente con "Gargoyle" di Andrew Davidson, che volevo in flessibile anche se ormai è fuori catalogo. Per fortuna esiste l'usato.
9. PREGIUDIZIO – Un libro che non credevi all’altezza e che invece ti ha stupito
Ammetto di avere dei pregiudizi, specie nei confronti di alcuni generi (in particolare, il romance) e del sempre più abusato target YA. Da "L'ultima dei Neanderthal" di Claire Cameron (QUI la recensione) non mi aspettavo nulla di eccezionale, eppure si è rivelata una delle migliori letture di questi ultimi mesi.
10. MACCHIA DI CAFFÈ SULLE PAGINE – Un libro che avresti scritto in modo diverso
Mi capita di avere dei libri con macchie varie (bevande assortite, inchiostro, cioccolato...?), ma ovviamente cerco di evitare. Ne "La psichiatra" di Wulf Dorn (ne parlo QUI) avrei escluso completamente la parte dello stalker inquietante: non vi spoilero di chi si tratta, ma sono tutt'ora convinta che non si adattasse per nulla a quel personaggio, e alla fin fine risulta quasi superfluo.

venerdì 18 gennaio 2019

BookTag Time - Tea e libri BookTag

BookTag Time

  Tea e libri BookTag


Non credo ci sia lettore al mondo che non apprezzi una buona tazza di tè per accompagnare le sue letture, specialmente in mesi freddi come questo!
Ecco quindi un BookTag che permette di associare a varie tipologie di te dei libri; l'originale potete trovarlo QUI, direttamente dal blog Sabrina nel Paese delle Meraviglie.


1. EARL GREY AL DOUBLE BERGAMOTTO - Un libro profondo, intellettuale
Se possa essere considerato intellettuale non lo so, ma sicuramente “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro (QUI la recensione) è un romanzo che spinge il lettore a riflettere su temi profondi e a chiedersi come si sarebbe comportato al posto dei protagonisti.
2. TÈ RICCO - Un libro su cui ritorni spesso
Grande classico del genere distopico, “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley (QUI la recensione) non mi aveva fatto un grande effetto appena terminato; con il passare dei mesi mi sono ritrovata però a ripensarci molto spesso e, ad oggi, lo reputo il migliore nel suo genere per il futuro immaginato.
3. LIMONE - Un libro talmente veloce che è finito prima di aver assaporato le pagine
Anni fa lessi “L'anello di ferro” di Ornella Albanese, un romanzo storico che mescola anche un po' di mistero e del romance. Storia carina che però a distanza di poco tempo ho scordato quasi completamente.
4. CAMOMILLA - Una lettura della buonanotte, rilassante e calmante
Prima di addormentarsi non c'è nulla di più rilassante di un libro di fiabe, meglio se rielaborate ed intrecciate tra loro come nel caso di “Il bacio della strega” di Emma Donoghue (QUI la recensione).
5. LADY GREY - Un classico perfetto per una mattina invernale
Penso all'inverno e subito mi viene in mente la scena d'apertura di “Piccole donne” di Louisa M. Alcott in cui conosciamo le quattro sorelle March che, tra una lamentela ed un sospiro per il padre lontano, si accontentano di un Natale più povero ma che permette loro di stare insieme.
6. ARANCIA - Un libro molto popolare che hanno letto quasi tutti
Forse non l'avranno letto tutti, ma di certo in moltissimi hanno seguito la serie TV tratta da “Tredici” di Jay Asher. Ho completato da poco la lettura di questo romanzo e ve ne parlerò nella mia prossima recensione.
7. ENGLISH BREAKFAST - Un classico in lingua inglese
Con qualche riserva, potrei indicare in Jane Austen la mia autrice classica inglese preferita; e tra i suoi titoli consiglio indubbiamente “Emma” (QUI la recensione), che a distanza da anni rimane comunque il suo lavoro migliore a mio parere, merito soprattutto di una protagonista unica.
8. CANADIAN BREAKFAST - Un libro anglofono, ma non british
In questo caso avevo davvero l'imbarazzo della scelta, quindi ho optato per un libro molto bello del quale però non parlo spesso: “Abbiamo sempre vissuto nel castello” di Shirley Jackson (QUI la recensione). Se volete provare degli autentici brividi di terrore con una storia in cui però non capita nulla, questo è il libro per voi.
9. TÈ VERDE - Un libro sano per la mente
Spero di aver interpretato bene la domanda, perché ho pensato ad un libro capace di svagare la mente, ovvero la trilogia di “Fantozzi, Rag. Ugo”, trasposizione su carta dei divertenti sketch resi celebri dai film di Paolo Villaggio.

domenica 29 ottobre 2017

L’utopia del consumismo - Recensione a “Il mondo nuovo” e “Ritorno al mondo nuovo” di Aldous Huxley

L'utopia del consumismo

Recensione a "Il mondo nuovo" e "Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley



LA SCHEDA TECNICA

TITOLO: Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo
AUTORE: Aldous Huxley
TITOLO ORIGINALE: Brave New World - Brave New World Revisited
TRADUTTORE: Lorenzo Gigli e Luciano Bianciardi
EDITORE: Mondadori
COLLANA: Oscar Moderni
PAGINE: 340

IL COMMENTO

  Tra i maestri della distopia novecentesca, Huxley è stato di certo uno dei più visionari e lungimiranti: romanzi come “1984” nascono dall’esperienza drammatica della Seconda Guerra Mondiale e ne sono quasi una trasposizione su carta, mentre “Il mondo nuovo” già agli inizi degli anni ’30 delineava un governo totalitario in grado di plagiare le menti delle masse per mutarle in un mero strumento da utilizzare per i propri fini.
  Di base, la realtà creata da Huxley ha tutti i presupporti per essere un’utopia anziché una distopia; infatti l’intero pianeta è unito in un solo Stato sovrano e ciò ha portato alla fine di ogni conflitto. La perfezione di questo mondo non si limita all’assenza della guerra, ma si basa soprattutto sul benessere personale dei singoli individui, che qui vivono seguendo con rigore il dogma del “carpe diem” e, senza pensare con rimorso al passato o con aspettativa al futuro, si godono al massimo un presente in cui lo Stato da un lato incoraggia la promiscuità sessuale e dall’altro fornisce gratuitamente una droga innocua che permette di sopportare la vita quotidiana.
  Partendo da siffatte premesse, il mondo nuovo sembra in fondo perfettamente vivibile, ma subito al lettore viene presentato l’altro lato di questa società idilliaca: gli individui non vengono più partoriti e cresciuti nelle famiglie, bensì creati nei laboratori governativi (addirittura clonati, al fine di ottenere un domani gruppi di lavoratori perfettamente sincronizzati) e poi condizionati per tutta l’infanzia per farne adulti pronti a svolgere il loro ruolo nel mondo, sia come manodopera già predisposta ad una certa attività sia come consumatori. Lo Stato si trova così a governare degli individui dei quali, sulla carta, soddisfa ogni desiderio, ma che in realtà desiderano soltanto ciò che possono ottenere o a cui sono destinati.
  Oltre agli evidenti intenti di critica e riflessione, il romanzo possiede anche una trama strutturata, seppur messa in secondo piano; si tratta di una vicenda narrata in modo corale, scelta che rende quasi tutti i personaggi dei (potenziali) protagonisti. Il filone principale riguarda il Selvaggio John che, dalla riserva in cui lo Stato permette la sopravvivenza di alcune persone che ancora vivono “alla vecchia maniera”, giunge nella futuristica Inghilterra; forse è proprio nel confronto con i selvaggi che la meccanicità dei nuovi mondani si evidenzia in modo più accentuato, specie quanto questi ultimi ripetono in modo robotico delle frasi apprese grazie all’ipnopedia.
  Tra i personaggi, Linda è di certo quella che più colpisce il lettore per la sua storia tragica e per il modo in cui ne parla, tanto da provare il suo stesso senso di angoscia al pensiero di trovarsi soli e completamente isolati dalla sola e confortante realtà conosciuta. Decisamente più arduo è empatizzare con Bernard: se da un lato è inevitabile provare pena per chi è vittima della sfortuna, dall’altro il suo carattere strafottente e al contempo pavido lo rende odioso.
  Uno degli aspetti più peculiari del mondo nuovo è sicuramente il ribaltamento riguardo al senso del pudore: ad esempio, i bambini sono spinti alla pratica del cosiddetti giochi eroticim mentre è considerato molto imbarazzante parlare delle figure dei genitori.
  Lo stile dell’autore è scorrevole e dinamico, e tale si mantiene anche nei saggi che compongono “Ritorno al mondo nuovo”.
  Ad alcuni anni di distanza infatti, Huxley riprende quanto narrato nel suo romanzo e lo confronta con la sua realtà contemporanea, trovandovi ben più somiglianze di quante se ne attendesse all’epoca della stesura. Da questo paragone nasce una serie di saggi brevi e semplificati, ma non per questo incapaci di far riflettere e validi ancor oggi, specie quando toccano il tema del condizionamento causato dai mass-media, capaci come e meglio dell’ipnopedia di persuadere l’individuo ad un determinato acquisto.
  Essendo stati scritti dopo il conflitto mondiale, i saggi risultano in gran parte pessimistici sul futuro dell’umanità, e non mancano parecchie stoccate all’indirizzo di Orwell e del suo “1984”, a detta di Huxley meno vicino alla realtà della sua opera.
  A mio avviso, con i suoi saggi, lo scrittore intendeva comunicare un forte appello affinché la libertà di pensiero venga concessa a tutti.

DOVE COMPRARE QUESTO LIBRO
LA VIGNETTA

  Lungimirante e sbruffone: lo adoro!