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venerdì 18 dicembre 2020

Un classico al mese - "Il malinteso" di Irène Némirovsky

«Capiva solo ora che Yves non era altro che un impiegato, e si sentì turbata e rattristata all'idea che lui fosse sottomesso ai suoi doveri d'ufficio»

 

Un classico al mese

  "Il malinteso" di Irène Némirovsky



LA SCHEDA TECNICA

TITOLO: Il malinteso
AUTORE: Irène Némirovsky
TITOLO ORIGINALE: Le Malentendu
TRADUTTORE: Marco Rinaldi
EDITORE: Newton Compton
COLLANA: I Mammut Gold
PAGINE: 100
VOTO: 4 stelline

IL COMMENTO

  "Il malinteso" è un romance relativamente breve, nonché la prima opera pubblicata ufficialmente dell'autrice franco-ucraina. Il titolo gioca sull'accostamento tra le incomprensioni sociali e quelle sentimentali in una travagliata relazione tra due amanti nella Parigi degli anni Venti.

  La storia segue i punti di vista alternati dei due protagonisti. Da un lato abbiamo Yves, rampollo di una famiglia molto agiata, che ha visto sfumare la sua fortuna economica in seguito alla Grande Guerra,

«Yves Harteloup era nato nel 1890, in piena "fin de siècle", epoca benedetta, in cui a Parigi c'erano ancora uomini che potevano vivere senza lavorare, in cui si era perversi con impegno e viziosi con orgoglio, [...].»

oltre ad aver patito anche diverse ferite come soldato impiegato al fronte; Yves è rassegnato a doversi adattare ad un tedioso lavoro d'ufficio, ma è privo di ogni ambizione e ancora fatica a perdere i dispendiosi vizi di un tempo. L'altra faccia del romanzo è quella della giovane ed avvenente Denise, sposata con un conoscente di Yves da subito rimane colpita dall'uomo -incontrato durante una vacanza estiva- tanto da essere profondamente turbata ogniqualvolta lui la trascura per un paio di giorni.

  L'intero volume ruota attorno al rapporto tra i protagonisti, che passano da un'iniziale attrazione limitata al piano fisico,

«L'amore... più che altro una breve avventura nella quale avrebbe lasciato il cuore mentre l'altro avrebbe appagato solo la sua vanità, il suo desiderio. [...] Come ogni uomo, le avrebbe fatto la corte per ventiquattr'ore, e poi, la sera, sarebbe venuto a bussare alla sua porta, [...].»

ad un amore allo stesso tempo generoso ed egoista da entrambe le parti: Denise dimostra uno sconfinato affetto ma pretende continue dimostrazioni d'amore, Yves rinuncia ad una vantaggiosa offerta lavorativa per rimanerle vicino eppure non trova mai il coraggio di parlare con franchezza dei suoi problemi.

  E proprio sull'incapacità di comunicare di questa coppia si focalizza la maggior parte del romanzo. Yves e Denise vivono due esistenze troppo diverse per arrivare anche solo a comprendere le esigenze l'uno dell'altra,

«Capiva di aver ferito profondamente il suo orgoglio, di avergli maldestramente ricordato che era povero (come se la vita non lo facesse abbastanza!). Ma non era colpa sua: aveva agito senza riflettere; non riusciva a capacitarsi che per qualcuno anche due miserabili biglietti da cento franchi fossero una somma considerevole...»

nonostante gli sforzi fatti ed i consigli di alcuni personaggi secondari.

  Oltre a questo tema principale, la Némirovsky si ritaglia qualche piccolo spazio per puntare l'attenzione su altre problematiche, come l'abissale differenza tra la
generazione dei protagonisti e quella dei loro genitori,

«Per amare come loro ci vuole tempo libero, ricchezza... e poi, erano così felici... la loro vita era tranquilla, sicura, comoda, gioiosa... loro avevano bisogno di emozioni, mentre noi abbiamo solo bisogno di riposo.»

separate in modo indelebile dal conflitto mondiale che ha stravolto le abitudini di vita di tutti. E di guerra si parla anche attraverso gli occhi di Yves, che ha vissuto in prima persona l'esperienza e, in un passaggio breve ma indubbiamente intenso a livello emotivo, analizza cosa provi chi combatte al fronte una volta tornato alla vita civile.

«Ma il tempo passava e "quella cosa" rimaneva, [...] quella specie di amara ostilità verso gli altri, verso tutti quelli che non hanno sofferto, che non hanno visto.»

  Oltre ai protagonisti, il resto del cast è abbastanza dimenticabile, con dei ruoli prestabiliti che limitano le loro azioni. Possiamo però vedere già qui alcune delle figure ricorrenti nell'opera dell'autrice, come l'ebreo avaro e la madre scostante, che antepone i suoi desideri al bene dei figli.

  Lo stile dell'autrice è indubbiamente l'elemento che mi ha colpito di più, fin dalle prime pagine: l'ho trovato impeccabile soprattutto nelle parti descrittive, nelle quali riesce a creare delle immagini poetiche ma non eccessivamente complesse,

«Yves accostò le tende, che di colpo proiettarono sul pavimento i complicati motivi dei loro merletti come a formare un leggero tappeto, ondeggiante e delicato, il cui disegno mutava ogni volta che venivano mosse da un soffio di brezza marina.»

che risultano così facilmente visualizzabili dal lettore.

  L'edizione Newton Compton per una volta non mi ha fatto sospirare, anzi ho trovato l'introduzione interessante e davvero utile per chi si approccia alla Némirovsky per la prima volta.


DOVE COMPRARE QUESTO LIBRO

domenica 6 dicembre 2020

TBR - Dicembre 2020

TBR - Dicembre 2020

 

La mia TBR si compone di cinque titoli, tra i quali due parte di trilogie o serie, due autoconclusivi e un classico, cercando anche di alternare il più possibile generi diversi.

Per questo dodicesimo mese i libri prescelti sono:

"Archenemies" di Marissa Meyer; per questo secondo libro nella serie dedicata ad un mondo diviso tra supereroi e villain, la sinossi non si scuce troppo ma visto il finale di "Renegades" (ne parlo QUI) mi aspetto che i personaggi secondari ottengano più spazio nella storia.

"Il sognatore" di Laini Taylor; come mi ero ripromessa ad inizio anno, torno finalmente a leggere di un'autrice che ho molto apprezzato in passato; in questa recente duologia si seguono le avventure dello studioso Lazlo Strange, impegnato nella ricerca della mitica città di Pianto.

"L'altra Grace" di Margaret Atwood; romanzo basato su eventi reali, questa storia ripercorre la vita di Grace Marks che -nel Canada di metà Ottocento- venne accusata di aver partecipato ad un duplice omicidio dai dettagli tanto grotteschi quanto lacunosi.

"We Rule the Night" di Claire Eliza Bartlett; avventura fantastica con protagoniste una coppia di ragazze che, al fine di scampare ad una vita in carcere, accettano di arruolarsi in un corpo militare aereo impegnato in missioni notturne potenzialmente letali. 

"Il malinteso" di Irène Némirovsky; nella mia ricerca di autrici del passato, mi sono ricordata di questo Mammut dedicato alla celebre scrittrice francese; il romanzo in questione è la sua prima opera e si focalizza su un matrimonio nato grazie a (o, a causa di) un fraintendimento tra i due protagonisti.