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martedì 15 luglio 2025

"Delitto all'ora del tè" di Catherine Coles

Delitto All'Ora del TèDelitto All'Ora del Tè by Catherine Coles
My rating: 2 of 5 stars

"Il suo volto pareva sereno, tanto che avrei quasi potuto credere che si fosse sdraiata a fare un pisolino. Se solo non avesse avuto quel coltello dal manico nero che le spuntava dalla pancia. Perché Helen non stava dormendo; era certamente morta"


MA DOVE CASPITA CORRI, CATHERINE?

Come mi è capitato di accennare nella recensione di "Scende la notte", l'unica ragione per cui ho acquistato quel romanzo era avere un titolo da abbinare al seguito di "Un misterioso omicidio e molti segreti"; risulta quindi crudelmente ironico che il cozy romantasy di Cross mi sia piaciuto mentre il cozy mystery di Coles sia risultato parecchio inferiore rispetto al primo capitolo. Come giallo "Delitto all'ora del tè" non sarebbe malaccio, ma perde tutte le particolarità che arricchivano la serie, a vantaggio di un focus ridondante (e, spesso, fuori luogo) su elementi non proprio di mio gusto.

Questa volta l'azione compre un arco temporale molto breve: dal delitto alla risoluzione passano solo pochi giorni. L'ambientazione rimane il Berkshire del 1947, ma la cittadina di Westleham viene lasciata da parte per spostarsi nella vicina Winteringham, dove la protagonista Martha Miller è stata chiamata ad inaugurare la Sagra Campestre di Winteringham e del Distretto dall'organizzatrice Annie Raynor, in virtù della sua brillante risoluzione del primo caso. La donna arriva nel paesino scortata tra gli altri dalla sua cucciola Lizzie, ed è proprio il setter ad individuare il corpo senza vita Helen Kennedy, nipote del vicario locale Frederick "Freddie" Butler, dando così il via all'indagine principale.

L'intreccio che si dipana da questo spunto non è nulla di spettacolare o di troppo originale, soprattutto se siete ben avvezzi al genere, però risulta gradevole da seguire, anche per il buon ritmo con cui viene sviluppata la narrazione. Oltre alla mera investigazione, l'elemento che ho trovato più interessante riguarda gli accenni al passato del vicario Luke Walker, perché contribuiscono ad ampliare un poco il contesto, nonché a dare una maggior profondità alla sua caratterizzazione. L'autrice decide di non inserire troppi chiarimenti, ma si può facilmente intuire quali motivazioni spingano questo personaggio.

Un aspetto teoricamente positivo, sul quale però solo molto combattuta, è la presenza di messaggi femministi, collegati sia ai ruoli di genere che alla cultura patriarcale, causa di victim blaming e slut shaming. Di base, sono contenta di vedere inclusi temi di questo genere, tra l'altro in maniera organica e motivata all'interno del romanzo; purtroppo la prosa di Coles non risulta all'altezza, rendendo le argomentazioni dei personaggi (tanto da una parte quanto dall'altra della discussione) didascaliche e ripetitive. Inoltre, trovo le osservazioni espresse a dir poco anacronistiche, considerando che questa è un'ambientazione storica e non un contesto ucronico in cui i protagonisti si possono permettere di inneggiare ai diritti della donna come farebbero dei giovani attivisti sui social nella contemporaneità.

Passando ai difetti che ho riscontrato mettendo questo libro in confronto con il suo predecessore, si sono perse totalmente le sottotrame legate al rapporto di Martha con la sorella ed alla sua ricerca del marito; nel testo viene ricordato più volte che lei vuole bene a Ruby e che Stan è scomparso lasciandola in difficoltà, senza però dare alcuno sviluppo concreto. Per contro, la cara Catherine ha deciso di investire una quantità di spazio all'attrazione proibita tra Martha e Luke; e non ci sarebbe nulla di male, se questi accenni non fossero inseriti nei momenti meno opportuni (sì, anche quando salta fuori un cadavere!) e farciti di gelosia tossica ed insensata. Questo è proprio un esempio di romanzo giallo, fantasy, sci-fi, o altro rovinato dalla sovrabbondanza di romance: tanto valeva scrivere direttamente un cozy romance! anche perché questa parentesi non ha alcuna risoluzione a fine volume.

E per arrivare alla quella fine il lettore dovrà comunque sopportare una narrazione terribilmente affrettata -soprattutto nei primi capitoli, in cui l'autrice sembra avere l'impellente bisogno di arrivare al ritrovamento del cadavere-, un ruolo più da pagliacci del solito per i rappresentanti delle forze dell'ordine di turno, ed una struttura narrativa parecchio bislacca: Martha e Luke passano ad un interrogatorio all'altro, fanno una breve pausa per riepilogare quanto scoperto, e poi ricominciano da capo con il primo testimone, il tutto seguendo un percorso forzato e meccanico, che ricorda quasi un videogioco con delle interazioni obbligatorie per poter proseguire nell'avventura.

Il sunto della mia delusione però potrebbe essere la motivazione dietro questa storia: se nel primo libro la protagonista aveva un'ottima ragione per voler risolvere il caso, dal momento che era finita in cima alla lista dei sospettati, qui non c'è alcun motivo per cui lei venga spronata e finisca per convincersi a passare davanti alle autorità. La scusa adotta da Martha -ovvero, fare giustizia per la piccola Janet- non regge proprio, perché la polizia ha le stesse informazioni ed il medesimo obiettivo; lei diventa quindi l'esatta rappresentazione del dilettante che cerca di intralciare le forze dell'ordine perché chi scrive ha deciso che non saranno queste ultime a risolvere il caso.

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martedì 9 luglio 2024

"Un misterioso omicidio e molti segreti" di Catherine Coles

Un misterioso omicidio e molti segreti (The Martha Miller Mysteries, #1)Un misterioso omicidio e molti segreti by Catherine Coles
My rating: 4 of 5 stars

"Alice bevve, e tutti gli altri la seguirono. Per un lungo istante, l'atmosfera di euforica celebrazione rimase intatta. Dopodiché, Alice barcollò in avanti. Si schiantò contro il tavolo di fronte a lei, rovesciando a terra piante e vasi"


RECENSIONE DI UN GIALLO

Perdonate il titolo più che didascalico assegnato a questo commento, ma non potevo scegliere altrimenti di fronte ad "Un misterioso omicidio e molti segreti"; un po' come intitolare un thriller "Un'emozionante avventura e molti colpo di scena"! Ed in fondo perché tradurre l'originale "Poison at the Village Show" con qualcosa di sensato, ad esempio "Avvelenamento alla fiera di paese"? molto meglio chiedere ad un'AI di creare il titolo più generico possibile per un romanzo mystery. Non ho le prove che alla redazione di Newton Compton le cose siano andate effettivamente così, ma il sospetto non me lo toglierà nessuno.

Superata la perplessità per il titolo, il volume si apre sulla campagna inglese nel secondo dopoguerra. La narratrice Martha Miller vive a Westleham, una località immaginaria nel Berkshire, ed affronta non poche difficoltà dal momento che alcuni compaesani sospettano un suo coinvolgimento nella sparizione del marito Stan, avvenuta un anno prima. Costretta a convivere con la sorella Ruby per guadagnare qualche soldo, Martha investe tutte le sue energie nella coltivazione di piante e fiori, ma tutto l'impegno per migliorare la propria immagine sembra vano quando la presidentessa del comitato del villaggio Alice Warren muore dopo aver bevuto un bicchiere del suo gin fatto in casa.

Le circostanze del delitto spingono ovviamente Martha a voler far luce sull'identità del colpevole, per non essere additata lei stessa come avvelenatrice. La sua indagine da un lato mi è piaciuta per la verosimiglianza degli ostacoli che la limitano, ma dall'altro mi è sembrata fin troppo amatoriale e caotica; anche per questo motivo lo smascheramento nel finale dell'assassino non risulta del tutto soddisfacente: non è una rivelazione shockante, eppure il ragionamento illustrato dalla protagonista sembra sbucato dal nulla in modo un po' conveniente alla trama.

L'altro grosso difetto di questo romanzo è il suo ritmo, che si potrebbe definire frenetico a voler essere generosi. In realtà tutto è narrato con una fretta incomprensibile: ad esempio, appena Alice muore il poliziotto del posto comincia subito a fare il quarto grado a Martha, senza che si sia ancora stabilita la causa del decesso. Lo stesso problema affligge le relazioni tra i personaggi, che si evolvono sulla base di un breve dialogo (come l'inimicizia tra la protagonista e la pettegola del paese, trasformata in un batter d'occhio in simpatia) oppure nascono dal nulla, ed è il caso di Luke Walker, il nuovo vicario che dalla sua prima comparsa dimostra un immotivato interesse per Martha.

A compensare questi rapporti un po' artificiosi troviamo il legame con la sorella Ruby, che ha invece uno sviluppo più graduale e credibile. In realtà i personaggi non mi sono dispiaciuti nella loro caratterizzazione: forse macchiettistica in alcuni casi, ma decisamente utile a renderli carismatici; su tutti spicca la protagonista, che riesce nel difficile compito di mantenere la sua voce narrante in equilibrio tra umorismo e concretezza.

Nel corso della narrazione, Martha è inoltre in grado di dare il via ad un valido percorso di crescita personale, che la porta a mettere in discussione le sue convinzioni come anche fare dei progetti per il futuro, con l'ambizione di raggiungere una condizione di vita più felice. Accanto alla protagonista, la cittadina di Westleham ed i suoi abitanti rappresentano l'altro punto di forza del romanzo, perché l'autrice riesce a tracciare i contorni di un'ambientazione molto gradevole ed immersiva, nella quale non mi dispiacerebbe affatto tornare con il secondo capitolo di questa serie di avventure companion.

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