Estranea by Yael van der WoudenMy rating: 5 of 5 stars
"Che cos'era la gioia, comunque. Che valore aveva una felicità che lasciava dietro di sé un cratere grande il triplo del suo impatto. Cosa sapevano le persone che parlavano di gioia di cosa significasse dormire e sognare solo il fischio degli aerei e i colpi alla porta e alle finestre"
E LE PERE DI PINOCCHIO MUTE!
Tutti ben sappiamo quanto un lettore possa venire influenzato da una bella cover, e io stessa ho scoperto parecchi titoli attratta da una copertina carina, ragionando solo in un secondo momento sull'effettiva sinossi; per questo mi domando a volte quanti bei romanzi mi sono lasciata sfuggire negli anni, solo perché non trovavo gradevole l'aspetto grafico scelto dalla CE. Di certo sarebbe successo con "Estranea" perché Garzanti ha optato per un'immagine monocroma e deprimente, ma per fortuna ho dato ascolto ad alcuni lettori entusiasti e ho così incontrato una penna che mi azzarderei ad accostare a quella della mia adorata Sarah Waters per qualità e gradevolezza.
L'ambientazione è l'Olanda dei primi anni Sessanta, dove vive la protagonista e unico POV Isabel "Isa" den Brave, una donna sulla trentina che dopo la morte dei genitori e la partenza dei fratelli è rimasta sola nella vecchia casa di famiglia. Una solitudine che non sembra pesarle: Isabel si trova a suo agio nella sua vita all'insegna dell'ordine e della routine; a portare un elemento di novità è però Eva de Haas, la nuova fidanzata del fratello maggiore Louis che costringe praticamente Isabel a ospitarla per un mese mentre lui è in Inghilterra per lavoro. La narrazione segue l'evoluzione della protagonista, tanto in relazione al rapporto con Eva quanto a un lato più personale e misterioso legato all'abitazione e a ciò che essa simboleggia.
Questo percorso di crescita parte dal contesto di una persona chiusa e ostile -che addirittura si priva volontariamente di qualsiasi attimo di gioia per paura di perderla dopo- ed è ben motivato dal passato della protagonista, oltre a fornire diversi elementi di riflessione nonché una direzione per la sua storia. Anche Eva aggiunge al volume delle tematiche molto rilevati, in particolare sul disturbo da stress post-traumatico e su un'aspirazione alla rivalsa sociale che ricorda caratteri come Magdalen in "Senza nome". Le due protagoniste sono inoltre supportate da un cast di personaggi tridimensionali e convincenti, perfino nel caso di quelli più marcatamente negativi: il confronto finale tra Isabel e Louis porta quasi a volergli perdonare la miope stronzaggine dimostrata fino a quel momento.
Le solide relazioni sono un altro punto a favore del romanzo, perché portano il lettore a conoscere Isabel sotto diversi aspetti e a comprenderne ancor meglio il cambiamento. Ovviamente il focus è concentrato sul rapporto con Eva, che si avvia come un'ostilità ingannevole da entrambe le parti per poi aumentare lentamente in un crescendo di tensione ben percepibile. Nel raccontare l'amore tra loro, la cara Yael ricorre a dei tropes romance molto popolari come enemies-to-lovers e grumpy X sunshine, sfruttandoli però in maniera intelligente e per nulla scontata. In generale, reputo la sua prosa davvero piacevole (nonostante la sovrabbondanza di due punti) e apprezzo molto l'attenzione data all'ambientazione storica, che è curata ma per nulla invasiva.
Anche gli elementi del conflitto principale sono molto validi, ma lo stesso non si può dire di quelli legati alle sottotrame secondarie, dove si tende a sorvolare su alcuni dettagli oppure a escludere la conclusione di una determinata scena. Questo aspetto incide in qualche modo sul ritmo della storia, che è abbastanza lento nella parte centrale per poi accelerare in vista del finale, con un epilogo a mio avviso fin troppo ottimista per risultare del tutto credibile. Per gusto personale, non ho poi gradito l'ottica quasi positiva in cui si parla di tradimento sentimentale e la notevole prevedibilità dell'intreccio.
Quest'ultimo è un difetto che normalmente considererei significativo a dir poco, e in altri generi -come il mystery- mi porterebbe a ridurre la valutazione di almeno una stellina; qui invece pur avendolo riscontrato durante la lettura non ne sono stata influenzata in modo particolarmente negativo. Questo romanzo ha infatti dimostrato di non aver bisogno di una trama stupefacente per mantenere alta l'attenzione del lettore verso la sua storia: quando l'autore scrive in modo coinvolgente e si basa su personaggi credibili, rimanere incollati alle pagine si trasforma da scelta a vera e propria necessità.
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