Visualizzazione post con etichetta Michael McDowell. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Michael McDowell. Mostra tutti i post

mercoledì 10 giugno 2026

"L'amuleto" di Michael McDowell

L'amuleto (Italian Edition)L'amuleto by Michael McDowell
My rating: 5 of 5 stars

"Era quel gioiello, un oggetto mai visto prima, a sembrarle tanto strano. Era la catenina, e il ciondolo a forma di dischetto, a tormentarla; e conosceva Jo abbastanza da sapere che nessun interrogatorio avrebbe mai potuto cavarle il motivo per cui l'aveva regalato a Larry. Non ancora, quantomeno"


LA TAVOLA OUIJA DI ČECHOV

Negli ultimi dieci mesi McDowell è diventato un autore parecchio presente nelle mie letture, infatti con "L'amuleto" sono arrivata già al terzo titolo di un autore prima del tutto sconosciuto per me, e non ho in programma di fermarmi senza aver per lo meno recuperato quanto uscito in traduzione negli ultimi tre anni per il catalogo di Neri Pozza. Anche perché a ogni nuovo libro mi trovo ad apprezzare sempre di più il suo stile e l'incredibile lavoro fatto su personaggi e ambientazioni, riuscendo a trasportare chi legge in luoghi ed epoche lontane senza alcun cenno di artificiosità che porti a sentirsi straniati dalla storia.

La nostra destinazione in questo caso è la Pine Cone del 1965, un paesino fittizio dell'Alabama celebre per la locale Pine Cone Munitions Factory, dove non solo si fabbricano munizioni ma si ha anche la possibilità di scampare la leva militare. Purtroppo per Dean Howell la cartolina arriva prima del posto di lavoro e solo l'esplosione di un fucile da addestramento gli evita la partenza per il Vietnam, deturpandogli il viso e riducendolo a poco più di un vegetale; fortuna vuole che l'amorevole madre Josephine "Jo" sia pronta a occuparsi di lui e a presentare alle persone che ritiene responsabili di questa tragedia il conto, nella forma di un insolito monile. Tra uno sfiancante turno in fabbrica e l'ennesima commissione domestica, spetta invece alla moglie Sarah l'ingrato compito di trovare la quadra e arrestare la scia di delitti che colpiscono in pochi giorni l'intera città.

Al suo fianco troviamo la vicina e amica Becca Blair, che è solo uno dei molti esempi del talento del caro Michael nella scrittura dei personaggi. L'intero cast è popolato da figure credibili e simpatetiche, siano esse positive o negative; non solo i caratteri centrali quindi, ma anche i semplici comprimari ottengono un'introspezione accurata e coerente con la loro condizione sociale e con le relazioni interpersonali che li coinvolgono. Logicamente Sarah ottiene il maggiore approfondimento, andando a dimostrare una parabola discendente significativa nella sua triste verosimiglianza: la protagonista viene descritta in un primo momento come un'ottima persona, piena di generosità e remore morali che il succedersi degli eventi andrà pian piano a smantellare, fino a una conclusione al cardiopalma.

Ho trovato molto interessante anche il lavoro svolto su Jo e Dean, perché seppur vengano tenuti volutamente in secondo piano dall'autore riescono a estendere un alone minaccioso su tutta la narrazione. La storia di lui ricorda un po' "Il visconte dimezzato", mentre mi sento di accostare lei all'antagonista di "Misery"; si tratta tra l'altro della prima (almeno a livello di pubblicazione) di una corposa schiera di donne malvagie scritte da McDowell nella sua carriera. Non raggiungerà forse le vette di una "Black" Lena Shanks e i continui commenti al suo aspetto sono di certo invecchiati malino, ma si dimostra una figura terrificante e a conti fatti non si percepisce la mancanza di ulteriori risposte sul suo passato, dalle origini dell'amuleto alla sua possibile implicazione in altre vicende delittuose.

Come già accennato, gli altri maggiori punti di forza del volume sono l'ambientazione e lo stile. Avevo ben in mente la puntualità con cui il caro Michael riusciva a raccontare luoghi presi da un'epoca storica diversa senza apparente difficoltà per il lettore contemporaneo che deve entrare in un contesto per lui inedito, ma in questo caso penso si sia superato: ha creato dal nulla un'intera cittadina, descrivendone strade, negozi, usanze locali e indole degli abitanti. E l'ha fatto rimanendo fedele al periodo scelto con una sensibilità parecchio moderna, anche considerando che questo titolo appena approdato nel nostro Paese è stato pubblicato in lingua originale quasi cinquant'anni fa! Anche la sua prosa non pare risentire dello scorrere del tempo, e dalla primissima pagina incanta il lettore con immagini ricche di fascino e una grande accuratezza linguistica. Questo potrebbe far pensare a un testo lento e sfidante, invece la lettura scorre con facilità e gradevolezza estreme: al massimo è proprio il lettore a doversi imporre di prendere una pausa, vuoi per rileggere una frase particolarmente bella oppure per occuparsi di qualsia attività esuli dalla lettura del libro stesso.

Come sempre per le letture che apprezzo maggiormente, ho cercato di individuare dei punti a sfavore, operazione che pratico al contrario anche sui romanzi più sgradevoli ovviamente! Oltre ad alcuni lati già menzionati della scrittura di Jo, in questo caso devo ammettere che l'intreccio rappresenta l'elemento meno riuscito: pur non annoiando la struttura risulta per forza di cose ripetitiva, con il lettore al corrente di tutte le informazioni mentre la protagonista brancola quasi sempre nel buio. Inoltre le scene più propriamente horror sono numerose e parecchio intense; il problema non è tanto il gusto personale (a me non hanno dato granché fastidio, a esempio) quanto il passaggio repentino da un contesto placido alla violenza estrema e grottesca che potrebbe cogliere impreparati. Diciamo che rispetto al mio primo approccio con "Katie", qui capisco un po' meglio la grande amicizia tra l'autore e il caro Stephen…

View all my reviews

mercoledì 28 gennaio 2026

"Gli aghi d'oro" di Michael McDowell

Gli aghi d'oroGli aghi d'oro by Michael McDowell
My rating: 4 of 5 stars

"Il salotto era arredato in uno stile sfarzoso ma singolare. Tutti i mobili, tutte le passamanerie, tutte le tappezzerie, ogni vernice e decorazione erano di un unico colore: oro … L'intero arredo di quella sala opprimente era identico non soltanto per sfumatura, ma anche per origine: là dentro non c'era niente che non fosse rubato"


OFFUSCATO IS THE NEW DICOLORE

La conclusione di "Katie" mi aveva lasciata con alcune perplessità, che il passare dei mesi ha però fatto scemare in favore degli aspetti più positivi di quel romanzo; ecco perché quanto mi è stata regalata una copia de "Gli aghi d'oro" ho cominciato quasi subito la lettura con entusiasmo. E pur dovendo ammettere che anche questo testo non è scevro da difetti, reputo questi ultimi ancor più marginali e trascurabili del precedente. Infatti il mio interesse verso la bibliografia di McDowell è aumentato notevolmente, tanto che non escludo di andare finalmente oltre gli autoconclusivi e affrontare la serie Blackwater.

La città di New York è nuovamente al centro della narrazione: ne diventa anzi l'unico palcoscenico dove il caro Michael allestisce il conflitto tra gli Stallworth e le Shanks. Partendo dal Capodanno 1882, il romanzo copre all'incirca un anno durante il quale le vicende private delle due famiglie fanno chiacchierare l'intera metropoli. A muovere gli eventi è la risoluzione del giudice James Stallworth di screditare l'operato del governo democratico e al contempo mettersi in luce avviando una campagna contro le depravazioni e i crimini perpetrati nel cosiddetto Triangolo Nero, grazie alla collaborazione del genero avvocato Duncan Phair e dell'ambizioso giornalista Simeon Lightner. Il progetto causa non pochi problemi a "Black" Lena Shanks, proprietaria di un banco dei pegni utile a nascondere la sua attività come ricettatrice, che ha diversi conti in sospeso con il giudice e nessuna remora a ripagarlo con la sua stessa moneta.

In questo modo, si delinea fin dalle primissime pagine un gioco di contrasti e antagonismi, che rappresenta senza dubbio il cuore della narrazione: dando l'impressione di una ripresa a volo d'uccello, l'autore ci porta per le affollate strade newyorkesi, passando dai gentiluomini in visita nei salotti più eleganti alle donne disperate che sperano di poter abortire in segreto senza rimetterci la vita; non a caso il capitolo d'apertura è forse il migliore dell'intero romanzo. Accantonate le varie comparse, la prospettiva si sposta in modo più deciso sulle famiglie protagoniste, mostrando immediatamente tutti gli aspetti in cui differiscono. Questo dualismo colloca da un lato l'ottica rigorosa, bigotta e conservatrice degli Stallworth e dall'altro la spregiudicatezza, la ferocia, ma anche l'affetto sincero che caratterizza le Shanks. Ho letto con molto interesse dello scontro tra queste visioni agli antipodi, seppur la prosa non sia troppo sottile nella sua volontà di far pendere la bilancia in favore delle criminali.

Un favoritismo che non mi ha infastidito più di tanto, sia perché ricorda in parte il percorso di rivalsa di Magdalen Vanston (protagonista anticonformista del "Senza nome" di Collins) un personaggio che adoro, sia per l'affinità con Katie e i suoi genitori, che nell'altro romanzo di McDowell ottenevano meno spazio di quanto avrei sperato. Un altro elemento che ho apprezzato seppur con una parziale riserva è l'intreccio: lo reputo ben pianificato e ottimamente ritmato, con le diverse rivelazioni collocate nei momenti più opportuni, ma forse proprio per questo mi ha trasmesso un senso di prevedibilità e soprattutto di convenienza, tanto da dover sospendere un po' l'incredulità in più di una scena.

Come già accennato, gli altri punti deboli del libro sono elementi di contorno, come la presenza di alcune esagerazioni nei passaggi in cui il caro Michael descrive la povertà dei sobborghi (dubito ci fossero file intere di neonati abbandonati per la strada!), le coordinate temporali non sempre chiare nell'immediato , e la rapidità con cui si glissa in alcuni momenti dove avrei gradito maggiore approfondimento: non intendo spoilerare troppo, ma mi riferisco alla morte di un personaggio importante verso la metà del testo. Per il resto, la caratterizzazione è un'enorme voce a favore, grazie tanto al cast -sfaccettato, con il quale è facile entrare in sintonia- quanto alle dinamiche relazionali, che ho trovato sempre coerenti e in più casi genuinamente emozionanti.

Tra i pregi del romanzo non posso poi dimenticare lo stile, scorrevole eppure ricercato e sempre puntuale nella scelta dei termini e delle forme. Allo stesso modo, McDowell ha svolto un lavoro egregio per creare un'ambientazione curatissima e immersiva, raccontando tradizioni dal sapore nobiliare ma anche piccole abitudini della servitù con dovizia di particolari. Un'attenzione puntigliosa estesa anche all'edizione, che può vantare una copertina ricca di easter eggs e una solida traduzione; peccato solo per l'assenza di qualsivoglia cenno biografico, forse eliminato vista la fama dell'autore o la volontà di mantenere il volume compatto e minimale.

Voto effettivo: quattro stelline e mezza

View all my reviews

giovedì 10 luglio 2025

"Katie" di Michael McDowell

KatieKatie by Michael McDowell
My rating: 4 of 5 stars

"«No» disse Katie, che aveva ascoltato con interesse la conversazione dei genitori. Ma il suo «no» non significava che dubitasse della tesi di John. Ribadiva soltanto il rifiuto a rinunciare al martello. A lei il suo martello piaceva tantissimo"


PER NIENTE PET-FRIENDLY!

Come molti italiani, anch'io ignoravo l'esistenza di McDowell finché Neri Pozza non ha cominciato a tradurne le opere un paio di anni fa, oltre un ventennio dopo la sua scomparsa. Ne ero quindi incuriosita, ma non al punto da volermi avventurare in un'intera serie! ecco perché ho rivolto la mia attenzione ai romanzi autoconclusivi, e tra i due pubblicati ho scelto di iniziare con "Katie", principalmente perché è quello del quale avevo sentito più pareri positivi. Pareri che mi sento di poter ben capire, se non di sottoscrivere in pieno: anch'io ho trovato molto piacevole l'esperienza di lettura, ma allo stesso tempo non sono riuscita a mettere a tacere il mio lato critico e le sue lamentatio in merito all'effettivo contenuto.

Dopo un breve scorcio sull'infanzia della futura criminale Katie Slape, il romanzo si sposta interamente nel corso dell'anno 1871. La prospettiva non è fissa su un solo personaggio o luogo, ma alterna principalmente i POV della suddetta Katie e di Philomena "Philo" Drax, seguendole nelle diverse città in cui si muovono, per la maggior parte situate tra il New Jersey, la Pennsylvania e lo Stato di New York. L'antagonismo tra le due giovani comincia quando Katie e la sua famiglia tentato di impossessarsi delle ricchezze di Richard Parrock, nonno di Philo nonché unica possibilità per lei e la madre di nobilitarsi dalla misera vita che conducono nella cittadina di New Egypt. Dopo questo primo contrasto, le strade delle protagoniste continuano ad incrociarsi, tra ghiotte truffe, omicidi efferati e possibili poteri paranormali.

Questo è già un primo elemento che ho trovato affascinante: Katie pare infatti avere delle abilità di preveggenza e telepatia, mai del tutto spiegate ma sfruttate dall'autore per dare un tocco gotico all'atmosfera ed aumentare il senso di pericolo, che raggiunge il suo apice nelle numerose scene gore, non poco disturbanti anche perché spesso sono inaspettate. Almeno nei primi capitoli, quando il lettore non ha ben chiaro quanto sia pericolosa la famiglia Slape, personaggi non propriamente tridimensionali ma parecchio carismatici: di certo non li vorrei come vicini di casa e neppure come conoscenti alla lontana, ma le loro interazioni risultano spassose se si apprezza il dark humor.

Un'altra bella dinamica è quella che vede opporsi Philo e Katie; ad un primo acchito, viene da pensare ad una rivalità un po' infantile (una versione più violenta di quella tra Candy ed Iriza, ed infatti questa storia ricorda molto gli anime degli anni Ottanta con gli orfani sfortunati come protagonisti!) ma poi diventa ben più complessa. Da un lato Katie incarna il volto caotico del male, del tutto incurante del prossimo per quanto legato a lei, ma anche del suo stesso avvenire; dall'altro Philo dimostra quasi esclusivamente buone qualità, senza però essere una personaggia talmente buona e perfetta da accettare passivamente gli eventi.

Tra i pregi del romanzo troviamo poi la solida ambientazione storica -a dimostrazione delle ricerche fatte con cura dal caro Michael- e l'attenzione posta sulle tematiche della posizione sociale e del potere dato dalla ricchezza: non a caso la trama ruota per la maggior parte sull'eredità del vecchio Parrock, fino al significativo epilogo. Mi sembra giusto elogiare anche l'edizione nostrana per l'estetica e non solo (non penso di aver scovato più di un refuso!) ed il ritmo incalzante. Quest'ultimo rappresenta al contempo uno dei principali difetti del libro, perché la narrazione è talmente ben ritmata da risultare affrettata in molti aspetti.

Il primo è la struttura della storia: eventi molto significativi per le vite dei personaggi avvengono con una rapidità ed una casualità estreme. Non si ha mai il tempo per analizzare un ostacolo posto sulla strada di Philo, perché subito arriva la fortuita soluzione! il risultato è, ad esempio, quello di far sembrare la città di New York (pure una New York del 1871) un piccolo paesello di provincia, in cui tutti si conoscono e si incontrano in maniera randomica. Anche la caratterizzazione viene inficiata da questa insensata frenesia, con la sola eccezione delle due personagge principali e della linguacciuta Nedda Maitland; di conseguenza, non si può avere alcuna reazione emotiva alle disgrazie di caratteri che sono poco più di caricature per chi legge.

Oltre a riscontrare una certa difficoltà nel farmi coinvolgere da una narrazione che procede per botte di fortuna inverosimili, ho qualcosa da ridire anche sulla moralità. Per una buona fetta del volume, Philo ha enormi problemi economici, e come lei molte altre giovani donne newyorkesi; questo dà lo spunto a McDowell per parlare di prostituzione, anche in termini di accettazione ed apertura mentale. Peccato che la protagonista, dopo essersi mostrata relativamente tollerante, continui a guardare queste ragazze dall'alto in basso, affermando di non potersi proprio abbassare ad un simile comportamento. E ovviamente la trama risolve in un battibaleno i suoi problemi, permettendole di mantenere intatta la virtù e completare il percorso senza macchia alcuna.

View all my reviews