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mercoledì 6 gennaio 2021

Top 5 e Recap - Autunno 2020

In questa rubrica vado a tirare le somme delle letture completate durante l'ultima stagione, con i cinque titoli migliori e delle statistiche su autori, generi, valutazioni e molto altro.

Per questo trimestre mi sono imposta di individuare un solo classico da inserire nella classifica dei migliori cinque titoli, e la scelta è ricaduta inevitabilmente su "Il Maestro e Margerita" di Michail Bulgakov, specialmente per la presenza degli scagnozzi di Woland: Behemoth e Korov'ev sono dei personaggi indimenticabili.

Per le altre quattro posizioni mi sono sbizzarrita, inserendo un thriller, uno storico, un fantasy e il continuo di una serie. Non poteva infatti mancare "Il gioco di Gerald" di Stephen King, che come sempre mescola in modo egregio i due volti del terrore: quello grottescamente surreale del cowboy spaziale e quello fin troppo vicino alla realtà del ricordo cancellato di Jessie. Quasi altrettanto angosciante è stata la lettura di "L'altra Grace" di Margaret Atwood, consigliata soprattutto per la fedele ricostruzione degli ambienti e dei costumi, che permettono un'immersione completa nel Canada di metà Ottocento.

Sul versante del fantasy troviamo Claire Eliza Bartlett con "We Rule the Night" -aka il miglior titolo in lingua della stagione- che ho apprezzato per l'originalità dell'ambientazione e per le tematiche molto attuali, e Joe Abercrombie che ritorna nella Top con il secondo volume della trilogia La prima legge, "Non prima che siano impiccati". Ovviamente il merito è tutto del cast di personaggi sfaccettati ed iconici.

Passiamo ora alle varie statistiche, premettendo che nei tre mesi passati ho letto un totale di 21 libri.

Partendo agli autori, troviamo di nuovo le autrici donne al comando delle mie letture (14 contro 7 autori uomini), mentre abbiamo una riscossa degli scrittori nuovi (15 contro 6 vecchi). Nessuna novità invece sulla nazionalità principale: regnano incontrastati ben 11 autori statunitensi, ma vediamo anche un mix interessante di altre provenienze (in particolare, 5 britannici, 2 ucraini, 2 canadesi e un olandese).

Come sempre, la prevalenza dei titoli letti ricade nell'ultima decade, come data di pubblicazione. Questo trimestre abbiamo però un pareggio nei target: 9 libri a testa per Adult e Young Adult, a seguire 2 Middle Grade e un New Adult. Poca ciccia sul fronte delle serie: 2 iniziate, altrettante continuate e solo una conclusa. Per contro troviamo ben 16 titoli autoconclusivi!

Relativamente ai generi, abbiamo una prevalenza di romanzi fantasy (7 libri), tallonati a poca distanza da ben 5 thriller; a seguire, romance, sci-fi e realismo magico con 2 titoli ognuno, fiaba, formazione e storico con un solo titolo ognuno. L'ambientazione più presente è il mondo fantastico (addirittura 9 libri!), mentre al secondo posto abbiamo la contemporaneità con 6 titoli; un libro ciascuno per la Russia rivoluzionaria, l'Europa ottocentesca, l'Asia del 1200, il Nord America dell'Ottocento, le realtà ucroniche/distopiche e la Francia degli anni Venti.

Sono grosso modo stabili le percentuali per quanto riguarda la lingua, con una leggera prevalenza dei titoli in italiano (12 contro 9 in inglese), mentre nel formato c'è stata una decisa rimonta della coperta rigida, pur non arrivando a superare i libri in flessibile (8 dei primi contro 13 dei secondi).

I miei voti sono stati leggermente più generosi della stagione passata, ma poche letture hanno saputo colpirmi davvero. La media complessiva è di 3,62 stelline.

martedì 13 ottobre 2020

Un classico al mese - "Il Maestro e Margherita" di Michail Bulgakov

«Il terzo della compagnia era un gatto sbucato da chi sa dove, grosso come un maiale, nero come il carbone o come un corvo, con tremendi baffi da cavalleggero»

 

Un classico al mese

  "Il Maestro e Margherita" di Michail Bulgakov


LA SCHEDA TECNICA

TITOLO: Il Maestro e Margherita
AUTORE: Michail Afanes'evič Bulgakov
TITOLO ORIGINALE: Master i Margarita
TRADUTTORE: Vera Dridso
EDITORE: Einaudi
COLLANA: ET Classici
PAGINE: 410
VOTO: 5 stelline

IL COMMENTO

  "Il Maestro e Margherita" è un romanzo che potrebbe rientrare in diversi generi perché racchiude in se tante storie: ci sono elementi esoterici quasi fantasy e scene grottesche più vicine al thriller moderno, una relazione romantica affiancata a momenti comici che strappano sempre una risata. A conti fatti, direi che la componente più rilevante è quella del thriller dal momento che essa guida la maggior parte della trama, ma non vanno sottovalutati tutti gli altri elementi.
  La storia è ambientata nella Russia post-rivoluzionaria e si sviluppa nell'arco di pochi giorni: inizia con l'apparizione di Satana, sotto le mentite spoglie dell'illusionista Woland, per le vie di Mosca e termina quando l'essere sovrannaturale ed il suo diabolico seguito -una volta terminata la loro missione- lasciano la città, mentre i moscoviti cercano di ricostruire quanto successo in modo razionale; nel mezzo, un susseguirsi di scene oniriche, surreali e riferimenti biblici così frequenti da rivaleggiare con le citazioni a Puškin,

«"[...] un tale mi segue dappertutto con la sua pergamena di capra e trascrive di continuo le mie parole. Ma una volta ho dato un'occhiata a quella pergamena e sono rimasto inorridito. Di tutto quello che c'era scritto, non avevo detto una parola."»

che vanno a creare una sorta di vangelo apocrifo, concentrato sulle figure di Levi Matteo, di Guida di Kiriat e -soprattutto- del quinto procuratore della Giudea, il cavaliere Ponzio Pilato.
  A dispetto di quanto promesso da Eugenio Montale in quarta di copertina, Woland non è propriamente il protagonista della storia, pur essendo uno dei personaggi centrali: per assurdo, molto più spazio viene concesso ai suoi accoliti, che si fanno riconoscere per l'inconfondibile humour nero e la capacità di causare scompiglio per la città. Oltre a mescolare assieme tanti generi, Bulgakov crea infatti un romanzo corale, tanto che il lettore si affeziona alle storie di Ivan, del Maestro e di Margherita quanto a quelle dei loro comprimari. Si notano anche dei netti parallelismi, soprattutto come l'autore associ se stesso alla figura del Maestro e, di conseguenza, a quella di Jeshua Hanozri.
  La narrazione è caratterizzata dal già citato umorismo tetro, che ben si adatta alle tante scene forti e quasi splatter,

«Ohimè, gridavano invano: non poteva telefonare, Michail Aleksandrovič. Lontano, molto lontano dal Gridoedov, in una sala enorme illuminata da lampadine di mille candele, giaceva su tre tavoli zincati ciò che ancora poco prima era stato Michael Aleksandrovič.»

ma anche dalle interruzioni nelle quali l'autore si rivolge in modo diretto ai suoi lettori, spesso con l'intenzione di richiamare l'attenzione dell'audience.

«E lei parla di marene e di pesce persico! E le beccacce, i beccaccini, i tordi, [...] Ma fermiamoci qui, ti stai distraendo, lettore! Seguimi!...»


  Risulta da subito palese, anzi molto evidente, l'intento satirico del romanzo: nei confronti della società russa dell'epoca, del regime dittatoriale stalinista,

«"Tra l'altro, ho detto," raccontò il prigioniero, "che ogni potere è violenza sull'uomo, e che verrà un tempo in cui non vi saranno né potere, né cesari, né qualsiasi autorità. [...] non occorrerà alcun potere."»

e dell'elite dei letterati; non a caso il diabolico turista e i demoni al suo servizio si trovano ad interagire quasi esclusivamente con autori, critici e figure collegate al mondo dell'arte in generale, ed il loro scopo è una sorta di vendetta. Pur essendo presentati come personaggi negativi, Woland e soci hanno un fine quasi nobile, e le persone che colpiscono vengono dipinte da Bulgakov come meritevoli di quel danno.
  La critica verso la mentalità contorta del regime è espressa dalle reazioni dei cittadini alle straordinarie imprese di Korov'ev e Behemoth: i moscoviti si chiamano a vicenda "compagni" e chiedono la Nostra Marca, ma alla prima occasione bramano la ricchezza personale e dimenticano i loro alti ideali, e a volte persino la ragione.

«Anche l'odore non lasciava adito a sospetti: era il delizioso odore inconfondibile del denaro appena stampato. [...] Qualcuno era a quattro zampe nel passaggio tra le poltrone, frugava sotto i sedili. Molti erano saliti sulle poltrone per acchiappare le banconote sventate e capricciose.»

  Andando oltre la satira, sono presenti riflessioni sulla natura umana, in una serie di nette contrapposizioni: tra l'ateismo imposto dallo Stato e la fede che ancora resiste (come vediamo nella scena in cui Ivan vaga per la città sotto shock reggendo un cero votivo), tra destino prestabilito e libera scelta,

«"[...] ma non riesce a fare neppure quella, perché scivola e va finire sotto un tram! Non mi verrà mica a dire che è stato lui a dirigere se stesso in quel modo!"»

tra l'innocenza di chi viene arrestato in modo arbitrario e la colpa di coloro che invece riescono a rimanere impuniti.
  Bisogna essere molto pignoli per non apprezzare a pieno questo romanzo. Dovendo trovare comunque una critica, ritengo un po' ripetitive le scene in cui i seguaci di Woland (Margherita e Nataša comprese) portano alla pazzia i moscoviti; tra l'altro non è chiaro perché mantengano la loro messinscena una volta smascherati: ad esempio, quando Poplavskij sente parlare il gatto Behemoth, perché Korov'ev continua a fingersi addolorato,

«Da lontano giungevano i singhiozzi di Korov'ev, [...].»

per la morte di Berlioz? ormai lo zio di Michail dovrebbe aver capito perfettamente che gli inquilini dell'appartamento non sono persone comuni, quindi tanto valeva smettere l'inutile sceneggiata.


DOVE COMPRARE QUESTO LIBRO

domenica 4 ottobre 2020

TBR - Ottobre 2020

TBR - Ottobre 2020


Come in febbraio, anche per questo mese vorrei mettere in pausa la mia solita TBR di cinque titoli per dedicarmi interamente a delle letture horror o simili, in occasione di Halloween. In particolare, tra i libri che vorrei leggere non ci sono serie perché quelle attualmente in lettura non hanno elementi spaventosi, quindi mi sono limitata ai romanzo autoconclusivi.Avrò perciò un mese di letture spooky (almeno spero) che comprendono tre titoli in italiano, tre in inglese e l'immancabile classico:
"Il figlio del cimitero" di Neil Gaiman; il primo volume che ho acquistato di uno dei miei autori preferiti: c'è da chiedersi perché io non l'abbia ancora letto... ma proprio per aspettare il mese di Halloween! La storia dovrebbe essere rivolta ad un pubblico giovane, ma già da "Coraline" (ne parlo QUI) ho capito che Gaiman riesce ad essere terrificante anche nei middle grade.

"Thornhill" di Pam Smy; di questo titolo so ben poco, ma il fatto che sia una sorta di meta-romanzo -dove le pagine di testo e le tavole illustrate vanno affiancate per completare la storia- mi ha convinta subito a fare questo acquisto.

"Il gioco di Gerald" di Stephen King; un altro dei miei autori contemporanei preferiti che in questo titolo lascia da parte mostri spaziali per concentrarsi sulla mostruosità della mente umana: potrebbe essere un disastro, ma la mia fiducia in King non vacilla.

"Stepsister" di Jennifer Donnelly; sequel ideale della fiaba di Cenerentola, nella quale vediamo cosa succede alle due brutte sorellastre dopo il lieto fine della bella protagonista, con tanto di piedi tagliati come nella versione originale della storia.

"Strange Grace" di Tessa Gratton; un fantasy per ragazzi abbastanza particolare, non tanto per lo spunto della trama (il tipico villaggio che offre sacrifici al diavolo per ottenere la prosperità) quanto per la relazione poliamorosa tra i tre protagonisti.

"The Dark Descent of Elizabeth Frankenstein" di Kiersten White; romanzo ispirato dal classico del gotico "Frankenstein" di Mary Shelley (QUI la mia recensione) che si concentra sul personaggio della moglie dello scienziato Victor.

"Il Maestro e Margherita" di Michail Bulgakov; e concludiamo con uno dei più amati classici russi del Novecento: una storia tra l'horror e il surreale con Satana in persona che si palesa per le vie della Mosca comunista.