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sabato 18 luglio 2020

BookTag Time - I Social BookTag

BookTag Time

I Social BookTag




Il BookTag che ho scelto per questo mese riguarda i più popolari social network, ormai onnipresenti nella nostra quotidianità, ai quali sono state associate delle domande in base al tipo di piattaforma.
Ho notato questo BookTag sul blog Il Baule d'inchiostro, quindi vi invito a fare un salto QUI per vedere il post originale.

1. TWITTER - Un libro che vuoi condividere con il mondo
Ci sono stati diversi libri eccellenti nelle letture degli ultimi mesi, ma uno decisamente poco conosciuto e degno di essere letto da più persone è "Girls Made of Snow and Glass" di Melissa Bashardoust (QUI la recensione). Spero che nominarlo di continuo porti nuovi lettori ad esserne incuriositi.
2. FACEBOOK - Un libro che ti è piaciuto molto e che è stato raccomandato da qualcun altro
In un video di qualche mese fa, Tiffany del canale YouTube Miss Fiction Books citava "Nessun dove" di Neil Gaiman (QUI la recensione) come il suo libro preferito dell'autore. Dopo averlo letto -e adorato- posso dire di essere assolutamente d'accordo con la sua valutazione.
3. PINTEREST - Un libro che hai letto prima del blog, ma di cui non hai parlato molto nel tuo blog
Un libro del quale credo di non aver mai parlato qui, ma che lessi anni fa e amai moltissimo, è "Quelli che ci salvarono" di Jenna Blum. Si tratta di un romanzo sull'olocausto, che affianca la vita di una madre -durante la Seconda Guerra Mondiale- e una figlia -nella parte ambientata ai giorni nostri.
4. MYSPACE - Un libro che non pensi di rileggere
Come ho già detto più volte, da anni non rileggo nulla: preferisco concentrarmi su titoli nuovi, anziché idealizzare quelli che già conosco. Comunque, un romanzo che non rileggerei neanche se avessi tempo illimitato a disposizione è "Replay: una vita senza fine" di Ken Grimwood (QUI la recensione), perché più ci penso più fatico a digerire la feroce misoginia di quel titolo.
5. INSTAGRAM - Un libro che vale la pena di comprare solo per la bellissima copertina
Ammetto di aver effettivamente notato "An Enchantment of Ravens" di Margaret Rogerson (QUI la recensione) per la sua splendida cover, e nel complesso è stata anche una valida lettura. Peccato che la cara Bowater ormai faccia illustrazioni a nastro senza cambiare mai il soggetto, e le sue copertine si assomigliano un po' tutte.
6. YOUTUBE - Un libro che vorresti che diventasse un film
Credo che "The Jane Austen Project" di Kathleen A. Flynn (QUI la recensione) abbia il potenziale necessario per diventare un buon prodotto audiovisivo, soprattutto per l'accostamento tra le scene in costume nell'Inghilterra Regency e quelle nel futuro ipertecnologico dal quale partono i protagonisti.
7. SKYPE - Un libro con i personaggi con cui vorresti parlare al posto di leggere solamente le loro avventure
Come molti lettori, anch'io immagino di poter interagire con i personaggi dei libri, spesso per insultarli quando fanno qualcosa di stupido. Mi è capitato con la trilogia Il quarto elemento di Kat Ross (analizzo l'intera serie QUI), anche se in questo caso non ci sono state tante ingiurie quanto momenti in cui le interazioni tra i personaggi erano così ben descritte da farmi desiderare di partire subito alla volta di Karnopolis e dintorni.

domenica 8 dicembre 2019

Ma un uomo, no non è contento mai - Recensione a “Replay: una vita senza fine” di Ken Grimwood

Ma un uomo, no non è contento mai

Recensione a "Replay: una vita senza fine" di Ken Grimwood


LA SCHEDA TECNICA

TITOLO: Replay: una vita senza fine
AUTORE: Kenneth M. Grimwood
TITOLO ORIGINALE: Replay
TRADUTTORE: Maurizio Nati
EDITORE: Fanucci
COLLANA: Immaginario
PAGINE: 330
VOTO: 3 stelline

IL COMMENTO

  Replay: una vita senza fine è un romanzo fantascientifico che si sviluppa dal presupposto di una persona intrappolata in un perpetuo ciclo temporale, e pertanto costretta a rivivere continuamente lo stesso periodo della propria vita.
  Questo volume non presenta una trama degna di nota, bensì prosegue seguendo il percorso del personaggio principale, ovvero Jeffrey Winston. Jeff è un uomo di mezza età dalla vita abbastanza ordinaria: capisce ormai di non potersi aspettare nulla di più, né dalla carriera come giornalista, né dal matrimonio con Linda; questa placida esistenza viene bruscamente interrotta quando Jeff muore per un attacco cardiaco, ritrovandosi pochi istanti dopo nella sua stanza del college, improvvisamente ritornato un diciottenne degli anni Sessanta,

«[...] allora che ne sarebbe stato del ricordo di quell’episodio? Da dove era venuto e che fine avrebbe fatto?
In un certo senso era come se stesse rivivendo la sua vita, facendola scorrere di nuovo come il nastro di una videocassetta; [...]»

  Dopo un periodo di comprensibile confusione, inizia per Jeff una serie di esistenze estremamente diverse: si arricchisce a dismisura, corona il suo sogno di un matrimonio felice, si prefigge l'obiettivo di rendere il mondo migliore, ma soprattutto si pone molte domande sul suo particolare modo di morire e “rinascere”,

«Chi diavolo era Nelson Bennett? [...] un colpo della sorte, uno strampalato qualunque, manipolato da forze assai più potenti di qualsiasi cospirazione dell’uomo per far sì che il flusso della realtà non si corrompesse?»

  Il romanzo aveva tutte le carte in regola per conquistarmi ma, dopo l'entusiasmo iniziale delle prime due o tre vite alternative, proprio come il protagonista sono rimasta abbastanza delusa da questa storia, soprattutto perché non c'è alcuna volontà di dare delle spiegazioni concrete, ed anche il finale rimane quasi aperto. L'unico messaggio che si può trarre è la visceralità dell'egoismo umano: a dispetto delle sue molteplici esistenze, Jeff non riesce mai a saziarsi della vita (o meglio, della sua coscienza di essa) ed arriva perfino a sfruttare le sue conoscenze per convincere degli scienziati governativi a studiare il suo caso.
  Il personaggio di Jeff è molto complesso, anche se da uno spirito con così tanta esperienza ci si potrebbe aspettare un comportamento decisamente più maturo. La possibilità di riscrivere la propria esistenza inizialmente lo esalta,

«Non desiderava cambiare niente di tutto questo, e nemmeno porsi domande, tanto meno tornare a quell’altra realtà in cui aveva vissuto, o forse immaginato di vivere. Adesso poteva avere tutto ciò che aveva sempre desiderato, e il tempo e le energie per godersi tutto.»

capisce ben presto che si tratta però di una maledizione, in quanto ogni sua azione -sia essa positiva oppure malvagia- non ha alcuna ripercussione perché la nuova linea temporale la cancellerà dalla memoria delle altre persone.

«Jeff non avrebbe mai più dato vita a un essere umano, come aveva fatto con Gretchen, per poi vedere negata la sua intera esistenza. Lei non viveva più neanche nel ricordo, se non in quello dello stesso Jeff, [...]»

Cover turca
  Escluso Jeff, gli altri personaggi del romanzo sono descritti in modo estremamente superficiale, tanto che spesso ricalcano degli stereotipi collaudati. Il trattamento peggiore è riservato però alle donne, che vengono rigorosamente divise tra avide manipolatrici e angeli del focolare; in generale il modo in cui vengono descritti i personaggi femminili è abbastanza svilente,

«[Sharla] ha un’aria dozzinale. Costosa, ma dozzinale; come Las Vegas, come Miami Beach. Dal più superficiale dei complimenti appariva subito chiaro che Sharla era, né più né meno, una macchina progettata per fottere, nulla di più.»

ed anche Pamela che all'inizio è presentata come una coprotagonista viene ben presto oscurata dall'ombra del prepotente ego di Jeff. Anche le scene tra loro lasciano addosso uno spiacevole senso di disagio perché, a dispetto della centenaria età mentale, si comportano come degli adolescenti:

«Jeff riuscì a sorridere. -Una minorenne. L’idea non mi dispiace.
[...]
-Cristo... è già da un anno e mezzo che aspetto di stare con te.»

  Promuovo la scelta di dare ampio spazio allo sfondo storico delle vicende, facendo sempre intrecciare le vite di Jeff con la Storia, principalmente americana ma non solo,

«Giunse a Savannah verso mezzogiorno; [...] Jeff si fece strada con prudenza fra le barricate, consapevole delle dimostrazioni e delle successive violenze razziali che sarebbero scoppiate quella settimana.»

Sono rimasta invece interdetta dal banale messaggio di un libro che aveva un grosso potenziale, ma purtroppo ha dimenticato per strada pezzi importanti, come ad esempio il personaggio di Struat.


DOVE COMPRARE QUESTO LIBRO

martedì 3 dicembre 2019

TBR - Dicembre 2019

TBR - Dicembre 2019


La mia TBR si compone di cinque titoli, tra i quali due parte di trilogie o serie, due autoconclusivi e un classico, cercando anche di alternare il più possibile generi diversi.
Per questo dodicesimo mese i libri prescelti sono:
Decadenza di una famiglia” di Matteo Strukul; quarto e (con mia somma gioia!) ultimo libro in questa serie di companion dedicate ad alcune figure di spicco nella famiglia Medici; in questo caso si parla di Maria de’ Medici, seconda moglie di Enrico IV e -al suo fianco- sovrana di Francia.
Chocolat” di Joanne Harris; non ho ancora ben capito se si tratti o meno di una serie, comunque questo romanzo dovrebbe essere il primo di una trilogia incentrata sulla pasticciera Vianne Rocher, che con i suoi dolci e la sua esuberanza porterà scompiglio in un paesino della provincia francese.
Bellezza selvaggia” di Anna-Marie McLemore; romanzo collegato al filone del realismo magico, questo volume parla di un gruppo di donne dai poteri misteriosi che hanno votato la loro esistenza alla salvaguardia di un giardino incantato.
Replay: una vita senza fine” di Ken Grimwood; questa storia sfrutta uno dei miei tropi letterari preferiti ovvero la reincarnazione, che porta di conseguenza alla creazione di più realtà parallele; l’ho adorato ne “Le prime quindici vite di Harry August” di Claire North (QUI la recensione), perché non qui?
Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald; una delle opere più celebri pubblicate negli anni Venti, di questo classico avevo già un’edizione decisamente infelici di recente sostituita con questa che presenta anche una lunga introduzione al romanzo.