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giovedì 23 agosto 2018

BookTag Time - Tumblr BookTag

BookTag Time

Tumblr BookTag

Per questo mese ho trovato un BookTag con delle domande davvero curiose; dovrebbe essere ispirato al social Tumblr ma, sebbene io l’abbia frequentato parecchio alcuni anni fa, non ho sinceramente capito quale attinenza ci sia.
Ho visto questo BookTag sul canale YouTube di Matteo Fumagalli e QUI potete ascoltare le sue risposte.

1. Cosa fai se ti regalano un libro che sai non ti piacerà?
Di solito, per paura che mi chiedano se mi è piaciuto o meno, lo leggo comunque. Ma confesso di aspettare il più al lungo possibile prima di farlo.
2. Qual è la copertina più bella che ricordi?
Non riesco sinceramente a pensare ad una copertina migliore di tutte le altre, ma quelle disegnate da Paolo Barbieri mi hanno convinto per anni a comprare i libri di Licia Troisi. Tra tutte la più bella per me è quella de “Le spade dei ribelli”, secondo libro della tetralogia I regni di Nashira.
3. Rosso o Nero: preferisci i personaggi impulsivi o quelli che seguono la logica?
Decisamente i personaggi che seguono la logica, ragionando e pianificando le proprie azioni; quelli troppo avventati di solito mi irritano e risultano degli stupidi.
4. L’autore che vorresti incontrare?
Non capisco se la domanda mi permetta di riportare in vita degli autori defunti, nel caso credo che la mia scelta ricadrebbe su Charles Dickens, per la sua capacità di creare dei personaggi sempre nuovi e la sua genuina ironia. Se invece mi dovessi limitare agli autori in vita, penso che punterei su George R.R. Martin per ordinargli in modo alquanto brusco di darsi una mossa a concludere la sua saga!
5. Qual è il primo libro che hai letto?
Nessuno può ricordare il primo libro che abbia mai letto! Se valgono gli audiolibri (o meglio, i genitori che leggono i libri), credo che il mio primo vero romanzo sia “Pinocchio” di Carlo Collodi.
6. Se potessi portare via gratuitamente tre libri da una libreria, quali sceglieresti? (Non ci sono limiti, anche libri antichi o edizioni limitate)
Di preciso non mi viene in mente nulla di particolarmente prezioso, mentre punterei sicuramente a qualche libro anche economico ma fuori catalogo e quindi introvabile per altri canali.
7. Un classico per l’infanzia che rileggeresti sempre.
Come avrete capito da QUESTO BookTag, “Piccole Donne” di Louisa May Alcott è il classico per ragazzi che preferisco e rileggerei volentieri anche oggi.
8. Quale libro ti ha conquistato solo leggendo la trama?
La sinossi di “Vita dopo vita” di Kate Atkinson (QUI la recensione) prometteva una storia incredibile e mi ha subito convinto a comprare questo libro; purtroppo il romanzo non mi ha convinto per nulla, quindi è la prova che spesso le trame possono risultare ingannevoli.
9. Il personaggio che ti ha fatto pensare “Perché non sei reale?!”
Mi capita spesso di voler interagire con i personaggi dei quali leggo, dovendo scegliere una punterei su Karou, protagonista della trilogia di Laini Taylor iniziata con “La chimera di Praga” (QUI la recensione). È un personaggio coraggioso ed indipendente, ed ha anche dei poteri sovrannaturali che potrebbero tornare utili in diverse occasioni.
10. Qual è il libro che vorresti aver scritto?
In contrasto a quanto detto nella domanda numero 6., qui punterei parecchio sul guadagno quindi vorrei aver scritto un libro o una serie di successo, ma anche con minimo di qualità.
11. I tre generi letterari senza i quali non puoi sopravvivere.
Innanzitutto il fantasy, che amo dalla mia infanzia, poi il distopico e lo storico, generi che invece ho imparato ad apprezzare più tardi.

lunedì 16 aprile 2018

Affollato (tra parentesi) - Recensione a “Vita dopo vita” di Kate Atkinson

Affollato (tra parentesi)

Recensione a "Vita dopo vita" di Kate Atkinson


LA SCHEDA TECNICA

TITOLO: Vita dopo vita
AUTORE: Kate Atkinson
TITOLO ORIGINALE: Life After Life
TRADUTTORE: Alessandro Storti
EDITORE: Nord
COLLANA: Narrativa
PAGINE: 520

IL COMMENTO

  Prendete una generosa porzione di reincarnazione buddhista, aggiungete un pizzico delle realtà alternative presenti in “The Flash” ed amalgamate con q.b. di Homura Akemi. Infornate per poco più di 500 pagine e spolverate con giochi di ruolo a piacere. Otterrete così qualcosa di certamente confuso e caotico, ma che molto si avvicina a “Vita dopo vita” di Kate Atkinson.
  Come già mi era successo con “Il circo della notte” di Erin Morgenstern (QUI la recensione), è stata una recensione particolarmente entusiasta a spingermi verso la lettura di questo romanzo; in questo caso però non era la sinossi a tenermi lontana dal volume, bensì l’atroce copertina che per qualche bizzarra associazione di idee mi faceva pensare ad un thriller.
  L’originale storia (che nulla ha in comune con il genere thriller, tranquilli) è stata il principale motivo per cui ho acquistato e subito letto il libro: la protagonista Ursula Todd si trova suo malgrado a vivere più e più volte, con ogni nuova nascita che segue immediatamente il momento della morte. In tutte le vite però c’è qualcosa di diverso, e questo mi aveva subito fatto pensare a degli universi paralleli in cui i personaggi si comportano in modo differente andando così a modificare le loro storie e, a volte, la Storia.
  Dopo alcune vite, Ursula inizia a provare dei déjà vu dovuti a situazioni che ricorda pur non avendole di fatto ancora vissute; in particolare, queste sensazioni le permettono di presagire dei potenziali rischi mortali che tenta quindi di evitare. Ha così origine una sorta di missione in cui la protagonista non solo cerca di salvare la propria vita, ma anche quelle di familiari ed amici. In ogni esistenza qualcosa finisce per andare storto, seppure Ursula sia sempre più preparata e motivata: ecco quindi che alle timeline alternative si sommano la reincarnazione -menzionata più volte anche nel testo-, un alternarsi di varie vite come avviene in tanti videogame ed una quest molto simile a quella intrapresa da Homura in “Puella Magi Madoka Magica” per cambiare il corso degli eventi.
  Ritengo che l’autrice abbia tentato di adottare una narrazione simile a quella di Kazuo Ishiguro, con la storia ridotta al mero pretesto per veicolare un determinato messaggio al lettore. L’esperimento non è purtroppo riuscito: la trama del romanzo è talmente densa di avvenimenti, di personaggi e di diversi generi letterari che risulta a dir poco arduo capire cosa la Atkinson volesse trasmettere.
  Ma quali generi affollano questo volume? Il primo a saltare all’occhio è di sicuro quello storico, sia per l’ambientazione scelta che parte dal 1910 e giunge fino agli anni Sessanta, sia per l’accuratezza con cui questa viene descritta; c’è poi il romanzo di stampo familiare, sebbene la protagonista sia Ursula la sua famiglia e chi gravita attorno ad esse le rubano spesso la scena; sono presenti anche elementi mistici, quasi fantastici, anche se in alcune vite non vengano mai citati mentre in altre siano ribaditi con frequenza; da ultimo, la storia di Ursula assume a volte le caratteristiche tipiche dei racconti supereroistici, ma anche questo aspetto non è sempre predominante.
  Tutto questo agglomerato di generi, nasconde il positivo insegnamento del romanzo: è necessario riflettere sulla fragilità della vita umana ed agire di conseguenza, non ossessionati dal motto “carpe diem”, ma dando il giusto valore ad ogni attimo.
  Ho trovato lo stile della Atkinson abbastanza piacevole, seppur a tratti lento ma adatto all’ambientazione. Buona l’idea di riproporre più volte alcuni eventi per mostrare diversi punti di vita o alternative possibili; a piacermi molto bene è stato l’uso eccessivo delle parentesi, utilizzare per inserire brevi frasi ma anche interi paragrafi di testo.
  Ultime osservazioni (negative?): la traduzione è buona, ma un paio di volte presenta il termine “retroterra” riferito ad una persona; consiglio poi una lettura senza interruzioni per non perdersi nessuna delle auto-citazioni.

DOVE COMPRARE QUESTO LIBRO
LA VIGNETTA

  Enzo Miccio Mode ON!

venerdì 2 febbraio 2018

Cosa sto leggendo? - 2 febbraio 2018

Cosa sto leggendo?

2 febbraio 2018



Avete mai fatto caso ai tempi di lettura? In questo mese più che mai sto leggendo in tempi record due libri iniziati con poco entusiasmo, mentre il terzo (ehm ... quello-di-mezzo ... ehm) cominciato con grandi aspettative si è rivelato davvero lento.
  1. "Eleanor & Park - Per una volta nella vita" di Rainbow Rowell, l'unico tipo di romance che riesca a tollerare: non si limita a raccontarci una storia d'amore tanto scontata da mettere direttamente i nomi nel titolo, ma affronta molti tempi importanti, soprattutto per i ragazzi.
  2. “Vita dopo vita” di Kate Atkinson, un romanzo veramente difficile da collocare, perchè ad uno scenario storico si vanno ad aggiungere una trama a tratti fantasy e dei personaggi degni di un romanzo familiare.
  3. “Alzate l'architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione” di Jerome David Salinger, due racconti incentrati sulla famiglia Glass, in particolare sul maggiore dei figli, Seymour che sorprende il lettore rivelandosi un personaggio -anzi una persona- a dir poco speciale.