giovedì 14 maggio 2026

"Nelle profondità del bosco proibito" di Colin Meloy

Wildwood: Nelle profondità del bosco proibito (Wildwood Chronicles, #2)Wildwood: Nelle profondità del bosco proibito by Colin Meloy
My rating: 4 of 5 stars

"Il sentiero di pietra su cui stavano camminando era in effetti un ponte ... un intrico pazzesco di ponti identici, che coprivano l'intera larghezza dell'abisso sotto di loro; la scena si ripeteva anche sopra le loro teste. A Curtis tornarono in mente i video che aveva visto al museo della scienza: la distesa di tessuti connettivi che costituiva il cervello umano"


WILDWOOD IS THE NEW WONDERLAND

Il finale de "I segreti del bosco proibito" regalava ai lettori una conclusione abbastanza chiara per gli eventi scatenanti di quella narrazione. Per questa ragione cominciare "Nelle profondità del bosco proibito" non è così semplice per i lettori, e dev'esserlo stato ancora di più per lo scrittore: a dispetto di tutto il suo impegno, il caro Colin si è trovato a creare il classico libro di mezzo, dove la necessità di gettare delle solide basi per l'epilogo della trilogia lo ha portato a sacrificare in parte la scorrevolezza e l'incisività del secondo capitolo. Si ottiene così un volume dove si introducono nuovi personaggi e dinamiche senza però dare alcun tipo di ricompensa alla fine; tutto rimane in sospeso, anche quando delle rivelazioni sono presenti, e l'impressione per chi legge è quella di trovarsi tra le mani soltanto la metà di una storia più ampia.

Le prospettive proposte questa volta aumentano fino a includere quattro protagonisti, tre antagonisti e un breve sguardo su un paio di comprimari, ma le linee di trama rimangono due. Ad alcuni mesi dalle avventure nel Bosco, Prue è tornata alla sua vecchia vita con non poche difficoltà: la quotidianità le risulta noiosa, le piante continuano a distrarla con i loro sussurri, e soprattutto dei sicari sono sulle sue tracce; in suo soccorso ricompare il neo-bandito Curtis, assieme al quale parte per una nuova missione che mette in gioco le sorti dell'intero Bosco. Gli altri POV principali sono affidati a Elsie e Rachel, sorelle dello stesso Curtis che i genitori ignari affidano alle cure di Joffrey Unthank e della sua compagna Desdemona. All'apparenza l'uomo è un industriale di successo nella produzione di parti meccaniche e gestisce l'orfanotrofio dove vengono alloggiate le due ragazze, ma in realtà cova una vera e propria monomania verso la Landa Impenetrabile, le cui risorse è determinato a ottenere.

In questo seguito l'autore decide di riflettere sugli eventi successivi alla classica vittoria dei buoni al termine di una narrazione fiabesca oppure di un'avventura fantasy. Sarebbe stato facile liquidare la scelta di Curtis di rimanere tra i banditi come ininfluente per la sua famiglia, oppure lasciar intendere che i problemi di malagestione a Bosco Sud si fossero risolti in automatico alla sconfitta della Governatrice Vedova. Meloy invece indaga più a fondo queste dinamiche, concentrandosi anche sulle conseguenze del ritorno all'Esterno di Prue, che sulla carta dovrebbe aver raggiunto i suoi obiettivi ma realizza invece di non essere affatto felice lontana dal Bosco. Gli spunti scelti sono quindi molto validi, ma rimango perplessa per il modo e le tempistiche con cui vengono poi sviluppati.

L'effetto più palese è un chiaro problema di ritmo: la conclusione del primo sarebbe potuta essere definitiva e crea pertanto un duplice problema, da un lato con la sottotrama di Elsie e Rachel che richiede molto spazio e cura -specie per non risultare ridondante rispetto alla scoperta del Bosco fatta dagli altri protagonisti- e dall'altro con le nuove vicende legate a Prue e Curtis. In confronto, la parte affidata alle sorelle Mehlberg risulta molto più interessante, per i collegamenti con la figura di Unthank e per i nuovi elementi di world building, mentre l'avventura dei due amici ha un sentore di già visto; li troviamo quasi sempre a interagire con figure ben note in luoghi conosciuti ne "I segreti del bosco proibito", mentre il Deserto Industriale e il Vincolo Periferico offrono degli elementi inediti.

La missione di Prue non mi ha fatto impazzire anche per il senso di predestinazione che sempre accompagna le azioni della protagonista; questo rende meno appassionante le sue vicende e più scontata una trama già costellata da numerose e fortuite coincidenze. Ci si potrebbe aspettare almeno un bilanciamento dato dai confronti emotivi, ma tanto gli scontri tra lei e Curtis quanto le divergenze caratteriali tra Elsie e Rachel non hanno avuto a mio avviso abbastanza spazio per essere esplorati. A conti fatti, il punto di vista di Curtis risulta essere il più debole (a dispetto dei molti elementi da sviluppare attorno al suo personaggio) assieme a quello di Darla, una nuova personaggia dalla quale mi sarei aspettata un ruolo decisamente meno prevedibile. Tra gli aspetti meno riusciti includo poi la parentesi del Sottobosco, perché basandomi sul titolo stesso avevo immaginato fosse il centro di una buona metà del libro, mentre a conti fatti lo troviamo relegato ad alcune scene nella parte finale, e come ambientazione non è granché memorabile.

Decisamente più rilevanti sono le prospettive di Rachel ed Elsie -con i loro caratteri agli antipodi, che comunque trovano la forza per collaborare e farsi coraggio l'un l'altra- da un lato e di Unthank e Desdemona dall'altro; questi ultimi sono degli antagonisti per nulla banali e integrati con intelligenza all'interno della narrazione. Anche Prue si difende benino nel suo ruolo di protagonista testarda e risoluta, ma non per questo sciocca o avventata: mi è piaciuta soprattutto al momento di prendere consapevolezza del suo potere e di trovarsi di fronte al dilemma di come fosse corretto utilizzarlo. Per la seconda volta mi sento poi di promuovere sia il world building che lo stile, che si confermano dei capisaldi della serie, con la speranza di affiancare loro l'intreccio una volta recuperato l'ultimo capitolo e verificato che l'epilogo sia valso oltre cinquecento pagine di costruzione.

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