martedì 3 marzo 2026

"Not quite dead yet" di Holly Jackson

Not quite dead yetNot quite dead yet by Holly Jackson
My rating: 3 of 5 stars

"Jet non era stata solo attaccata o aggredita. Quelle erano parole più scialbe, una taglia unica. Quello che aveva subìto era… un delitto. Qualcuno l'aveva uccisa. Uccisa più che al novanta percento, a meno che lei non fosse in lizza per un altro miracolo"


VEROSIMIGLIANZA, VADE RETRO!

Novelle a parte, con "Not quite dead yet" mi sono messa in pari con l'attuale bibliografia della cara Holly, un'autrice che fin dal suo romanzo d'esordio è riuscita a conquistare il mio interesse, ma soprattutto a mantenerlo accesso con i suoi spunti intriganti per ben sei libri. Qui abbiamo però un parziale passo falso, non solo per la relativa lentezza della parte introduttiva, ma soprattutto per una mancanza di brillantezza nell'intreccio in quello che ho visto etichettare da tanti lettori come il suo miglior romanzo. Speravo che anche per me si sarebbe rivelato tale, raggiungendo o magari superando lo stupendo "As Good As Dead", invece mi sono trovata davanti un mystery con davvero pochi elementi di mistero; e a lettura ultimata ancora non riesco a capire se mancasse la capacità di sorprendere o solamente la volontà di farlo.

Per la terza volta le indagini ci portano lontano dalla Patria dell'autrice, pronta a lasciare il suo caro Regno Unito in favore di Woodstock, una città del Vermont. L'ambientazione è circoscritta a questa località, e allo stesso modo pure le tempistiche risultano a dir poco limitate; la ragione di ciò si trova nella premessa stessa del volume: la ventisettenne Margaret "Jet" Mason viene aggredita la notte di Halloween, riportando delle ferite al cranio tali da dover scegliere tra un rischiosissimo intervento chirurgico e la morte certa nell'arco di una settimana. La protagonista opta per la seconda opzione, con il fermo proposito di sfruttare ogni momento a sua disposizione per trovare il proprio assassino.

Un concept originale e dal grande potenziale, che porta con sé anche una prospettiva decisamente insolita, ossia quella di una persona consapevole di avere i giorni contati e per questo priva di molti dei blocchi morali o legali con cui tutti gli altri devono fare i conti. Jet non sarà la mia personaggia preferita scritta da Jackson, ma è comunque una protagonista ben caratterizzata e dalle solide motivazioni; una figura che permette all'autrice di piazzare sul tavolo riflessioni interessanti sul tema del lutto. Essendo prossima alla morte, Jet si trova infatti nella ristretta cerchia dei mortali che sono costretti a venire a patti con una mortalità alla quale non hanno mai pensato pur capendo a livello logico come essa sia inevitabile. Non nego di aver trovato personalmente fastidiosa la chiara volontà di commuovere il lettore con questo espediente, però la cara Holly evita come può di toccare le vette di pietismo tipiche degli spot della Chiesa Cattolica in periodo di denuncia dei redditi.

Tra i pregi del romanzo includerei anche il resto del cast, perché tutti i comprimari si dimostrano solidi e coerenti nella loro scrittura. Grazie a loro Jackson può inoltre trattare diverse tipologie di rapporti interpersonali, includendo anche delle dinamiche familiari tossiche non scontate; confesso che mi sarei aspettata un'analisi maggiore del legame tra Jet e i suoi genitori, ma chiaramente l'attenzione è stata diretta verso altro. Un punto di forza da non sottovalutare è poi il ritmo: è in effetti un po' lento nella parte introduttiva, ma una volta iniziata davvero l'indagine fila a meraviglia.

Dovendo elencare invece le debolezze del testo, ho individuato un grosso difetto attorniato da tanti piccoli nèi che un editing più attento avrebbe magari sistemato. Non mi ha convinta a esempio la scelta di scrivere in prima persona includendo al contempo commenti e pensieri della protagonista, ho trovato noioso il ricorso tanto frequente a battute di dark humor sempre uguali, e di cattivo gusto alcune riflessioni sull'ex di Jet e sulla violenza di genere in senso lato; inoltre credo ci voglia qualcosa di più che una manciata di parolacce per scrivere un romanzo targettizzato per un pubblico di adulti.

Ad avermi maggiormente delusa è stato però l'intreccio mystery vero e proprio. Sarà che la cara Holly mi aveva abituato a personaggi ben più perspicaci, ma trovo inaccettabile far procedere un'investigazione sfruttando una simile quantità di convenienze di trama! penso in particolare alla scena della chat nel telefono di Luke, ma anche all'inverosimile definizione grafica di una certa webcam… Mi rendo conto che ogni romanzo pretenda un pizzico di sospensione dell'incredulità, ma qui si arriva a livelli assurdi, e non mi riferisco soltanto al comparto medico per il quale l'autrice si tutela citando la licenza poetica nei ringraziamenti. Tutto questo ci unisce poi a un giallo privo di rivelazioni stupefacenti: ogni scoperta dei protagonisti può essere azzardata con capitoli di anticipo, e questo potrebbe rendere la lettura piacevole se volete sentirvi brillanti, peccato che io fossi alla ricerca di un titolo meno prevedibile.

Voto effettivo: tre stelline e mezza

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