giovedì 26 febbraio 2026

"Il problema della pace" di Joe Abercrombie

Il problema della pace (L'Età della Follia #2)Il problema della pace by Joe Abercrombie
My rating: 4 of 5 stars

"Orso stesso indossava un'uniforme ancora più pomposa, e l'unica azione militare cui aveva partecipato era stata circondare una delle sue stesse città e impiccare duecento suoi sudditi. Quando si trattava di impostori, lui era certamente il peggiore in tutto il Cerchio del Mondo"


VOGLIAMO PARLARE DEI FEROMONI CHE RILASCIA LEO?

Mi è servito quasi un intero anno per raccogliere il coraggio necessario a continuare L'Età della Follia, un po' per lo scoraggiamento causato dagli aspetti meno riusciti del primo libro, ma soprattutto per lo scarso interesse verso le narrazioni seriali che ho sviluppato nell'ultimo periodo, motivo per cui trovo terribilmente pesante portare avanti trilogie e affini. Per ovviare al problema ho pensato fosse una buona idea optare per una terapia d'urto: affrontare le serie attualmente in lettura tutte d'un fiato, iniziando il volume successivo non appena terminato quello precedente. E com'è logico ho cominciato dalla storia che attendeva da più tempo di essere conclusa, approdando così a "Il problema della pace", forse il più apprezzato tra i romanzi di Abercrombie. Un apprezzamento che purtroppo non riesco a condividere appieno, ma partiamo con la trama.

Come nel caso di "Un piccolo odio", al lettore vengono proposti sette POV distribuiti nelle diverse terre che compongono il Mondo Circolare. Al Nord continuano le tensioni tra Possente e il Protettorato, che vediamo attraverso gli occhi di Trifoglio da un lato e di Rikke dall'altro, la quale è anche impegnata nel trovare un modo per tenere a bada -e magari poter sfruttare- la Vista Profonda. Vick è inizialmente incaricata di fermare un tentativo di secessione a Westport, ma poi avrà modo di ricongiungersi con gli altri protagonisti ad Adua, dove quasi tutti parteciperanno al matrimonio dell'improvvisamente celeberrimo Lord Isher. Questo sposalizio diventa quasi il nucleo della prima parte, e getta le basi per motivare una cospirazione ai danni del nuovo re Orso e del suo tanto odiato Consiglio Chiuso.

Ovviamente gli eventi risultano molto più articolati, specialmente nei passaggi dove si lascia spazio alle molte voci dei personaggi secondari, tecnica già utilizzata in precedenza dal caro Joe e sempre con esiti brillanti. Non a caso i capitoli dell'attentato organizzato dagli Incendiari e quello della battaglia campale sono tra i migliori del testo, assieme alle scene di confronto tra i protagonisti, nelle quali l'autore riesce a intessere degli ottimi dialoghi, fondamentali per la loro crescita individuale. Quest'ultima riguarda un po' tutte le figure più rilevanti, ma penso che lo sviluppo maggiore qui sia toccato a Vick (di cui finalmente viene svelato del tutto il passato), Rikke e Orso; pure Savine sul finale ha un buon riscatto, che mi fa sperare in un suo futuro chiarimento con Glokta.

In generale, i rapporti tra genitori e figli sono uno dei temi più presenti, e ho apprezzato le diverse sfumature date a essi: troviamo dinamiche più affettuose e altre di aperto contrasto, padri che vorrebbero essere più presenti e figli determinati a mantenerne viva la memoria. Sul piano sociale, Abercrombie sfrutta inoltre il suo universo letterario per creare dei parallelismi non troppo sottili con la contemporaneità. Troviamo quindi una critica abbastanza netta al sistema bancario e per contro un endorsement verso una ribellione atta a sovvertire l'ordine quando questo viene percepito come ingiusto, ma anche al modo in cui i singoli individui recepiscono il fenomeno dell'immigrazione e i suoi effetti. Ovviamente il contesto fantasy permette all'autore di prendersi qualche libertà e allo stesso tempo di toccare temi legati al mondo attuale come l'omofobia.

Per quanto riguarda i personaggi, ho molto gradito il ritorno di alcune vecchie conoscenze, che ritengo siano state utilizzate in maniera intelligente all'interno della storia: non per merito fan service, ma con dei ruoli chiari e credibili. Da parte di un paio di protagonisti invece mi sarei aspettata un contributo maggiore, e penso specialmente a Trifoglio (che esclusa la svolta sul finale serve soltanto a tenerci aggiornati sugli spostamenti di Crepuscolo), Leo e soprattutto Grosso, il quale aveva un sacco di potenziale essendo legato in modo diretto con gli Spezzatori, ma questa sua connessione viene sfruttata ben poco. In generale, credevo sinceramente che questo aspetto così caratteristico della serie rispetto ai lavori precedenti del caro Joe diventasse più centrale, ma immagino se lo sia voluto tenere da parte per il gran finale.

Tra i lati non proprio positivi annovero poi il ritmo abbastanza lento -che caratterizza anche le parti in teoria più dinamiche dell'intreccio-, gli spostamenti un po' troppo veloci e semplicistici, e la presenza di passaggi poco chiari specialmente durante gli scontri e sul lato pseudo-spiritualista legato a Rikke. Per quanto riguarda l'edizione nostrana, ancora una volta il lavoro di traduzione svolto da Rialti non mi ha convinto, perché ho riscontrato delle scelte lessicali sbadate nonché diversi errori: passi il cambiare i nomi da un volume all'altro, ma farlo più volte all'interno dello stesso libro credo sia inaccettabile!

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