venerdì 17 luglio 2026

"Il mio coinquilino è un vampiro" di Jenna Levine

Il mio coinquilino è un vampiro (My Vampires, #1)Il mio coinquilino è un vampiro by Jenna Levine
My rating: 4 of 5 stars

"Continuavo a fissare l'interno del frigo, con la mente che sbandava nel tentativo di dare un senso a quello che stavo vedendo. Dovevano esserci almeno trenta sacche di sangue là dentro, disposte in file ordinate di fianco alla ciotola dei kumquat, al mio gallone ormai dimezzato di succo d'arancia e a una confezione di formaggio Velveeta"


CHE TRAGICO SPRECO DI VINO E CAFFÈ!

Dopo la tediosa mancanza di direzione de "Il serpente dell'Essex" sentivo la necessità di passare a una storia dalla trama chiara e netta, anche se semplice all'estremo. Sono approdata quindi a un libro completamente diverso, perché seppur "Il mio coinquilino è un vampiro" abbia a sua volta un elemento paranormale e misterioso di contorno, difficilmente avrei potuto trovare una narrazione più lontana da quella di Perry che nell'esordio della cara Jenna. Un primo romanzo che dovrebbe rappresentare anche l'inizio di una trilogia di companion romantiche incentrate sul soprannaturale, ma per ora rimane l'unico pubblicato in Italia, tra l'altro con un'edizione parecchio curata e per nulla scontata al giorno d'oggi.

Lo spunto da cui parte la vicenda è rappresentato dall'annuncio con il quale un certo Frederick "Freddie" John Fitzwilliam cerca una persona con cui condividere il suo appartamento a Chicago; a rispondere è la nostra protagonista e narratrice Cassandra "Cassie" Greenberg, una talentuosa artista visiva in difficoltà economiche che rischia di essere sfrattata a breve. La sua situazione è talmente disastrosa che la giovane donna sorvola sul bizzarro comportamento di Frederick e sul suo ancor più insoluto arredamento, almeno fino a quando la rivelazione della natura vampirica di lui (non lo conto come spoiler, visto il titolo!) porta dei sostanziosi cambiamenti nel loro rapporto. Sullo sfondo, intravediamo sia i tentativi di Cassie per migliorarsi dal punto di vista lavorativo ed economico, sia una potenziale minaccia alla romance dal passato di Frederick.

Non bisogna però lasciarsi spaventare perché il tono rimane marcatamente cozy per l'intera narrazione, con soltanto un breve picco di drama nel momento della scoperta di lei. Rispetto ad altre storie sentimentali molto in voga (come quelle di Henry o di Jimenez), l'ironia e la leggerezza la fanno sempre da padrone e nessun tema è mai affrontato con eccessiva serietà e pesantezza; l'unico scoglio emotivo affrontato dalla protagonista riguarda i suoi passati insuccessi nel mondo del lavoro -che la portano a nutrire dubbi sulla carriera scelta-, ma anche questo non incrina mai la positività generale. Seppur il suo conflitto non sia reso in maniera drammatica, le insicurezze di Cassie hanno una loro concretezza e contribuiscono a farne una protagonista ben scritta, che non manca di buonsenso e di carisma; mi sento di poter promuovere anche il suo interesse amoroso, sebbene per com'è stato caratterizzato non aspiri certo a diventare più di un coprotagonista a livello di introspezione.

Un punto positivo e molto importante visto il genere è l'ottima chimica nella coppia, che riesce a gettare da subito le basi per una solida romance nonché a mantenere la tensione per buona parte del volume. Tra gli aspetti più riusciti collocherei anche la prosa, che di certo è parecchio semplice ma funziona e si combina benissimo al ritmo incalzante; ho apprezzato anche l'umorismo di Levine perché in generale è abbastanza efficace e non risulta mai invadente. Il testo è inoltre arricchito dalla presenza di numerosi documenti -come lettere, mail, chat, appunti e pagine di diario- il cui intelligente utilizzo permette di ampliare una storia altrimenti confinata al solo POV della protagonista.

Se il parziale formato mixed media mi è piaciuto, lo stesso non si può dire del segmento finale, che ho trovato parecchio rapido e appesantito da diverse scene pseudo-filler più lunghe del necessario. Nutro diversi dubbi anche sulle tempistiche narrative (l'intera vicenda copre a malapena un mese, ma in alcuni momenti si parla di un lasso temporale decisamente più lungo, per esempio) e sul cliché del migliore amico gay della protagonista, che ovviamente è ordinato, si intende di abbigliamento e le fa da confidente sentimentale: diciamo che ce la si poteva giocare un filino meglio. Per quanto riguarda il world building, non mi aspettavo granché e in effetti è quanto ho avuto dal momento che, tra battutine, stereotipi e informazioni confuse, la figura del vampiro qui raccontata si mantiene coerente con la grande leggerezza (o la poca serietà, decidete voi!) dell'insieme.

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