martedì 16 giugno 2026

"Imperium" di Colin Meloy

Wildwood. Imperium (Wildwood Chronicles, #3)Wildwood. Imperium by Colin Meloy
My rating: 3 of 5 stars

"Le parole comparvero sul velo di nebbia, scribacchiate dal dito spettrale della defunta Governatrice Vedova; Zita impallidì nel vederle … aveva scoperto un'intima intesa con la donna, e nel profondo del suo cuore la capiva. Oh sì, adesso la capiva"


È ANCORA UNA SERIE PER BAMBINI, GIUSTO?

Due serie concluse in quasi metà anno non sembra un gran risultato, specie considerando che erano entrambe già cominciate nel 2025; ma con la persistente lentezza che caratterizza il mio attuale rapporto con la lettura, ogni piccolo risultato portato a casa mi fa sentire meglio. Anche se si tratta di una trilogia che dal primo libro ha cominciato un chiaro e triste peggioramento nella qualità. E purtroppo non mi riferisco solo all'edizione cartacea, che da sola è stata una mezza delusione: alla qualità grafica inferiore nelle illustrazioni in bianco e nero si aggiunge l'inspiegabile scelta di raggruppare al centro tutte quelle a colori su carta lucida, anziché piazzarle accanto alle pagine corrispondenti. La CE voleva forse creare un simpatico gioco di abbinamento delle coppie, tra immagine e citazione nel testo?

Facciamo però qualche passo indietro per spendere due parole -senza troppi spoiler- in merito all'intreccio. Sono passati un paio di mesi (o forse due settimane, a seconda del capitolo) e ritroviamo Prue diretta a Bosco Sud nella sua missione di riunire i creatori dell'Alexei robotico, obiettivo che la porta a scontrarsi con il Sinodo, una setta di invasati affamati di potere mascherata da affidabile istituzione religiosa. Al contempo, Elsie e Rachel si sono ridotte a vivacchiare assieme agli altri Inadottabili ai margini del Deserto Industriale, ma l'incontro con un altro gruppo avverso ai Titani dell'Industria le porta a sperare di poter salvare Carol e Martha. Anche in questo caso, le loro non sono le uniche prospettive presenti nel testo, ma per la maggior parte le altre compaiono in un capitolo soltanto.

E come se tutti questi POV trainati dai primi due volumi non fossero abbastanza, Meloy decide di inserirne un altro principale, più un paio di secondari giusto per dare un pizzico di colore (o per rendere ancor più dispersiva la narrazione, scegliete voi!); e quindi eccoci con Zita, una ragazzina di Bosco Sud che viene convinta da una sorta di spettro a dare il via a un pericoloso rituale, destinato poi a configurarsi come la minaccia definitiva. Un'idea per niente male di base, non fosse che questo ennesimo avversario da sconfiggere porta l'autore a dover risolvere in maniera rapida tutte le sottotrame imbastite in precedenza. Se nel caso della rivalsa contro i Titani lo spazio dedicato non è poi tanto esiguo, l'intera parentesi del Sinodo viene davvero conclusa con una leggerezza tale che si finisce per non comprendere la ragion d'essere di questa linea di trama: serviva solo a tenere impegnata Prue per un po' di pagine?

Nel complesso, l'intreccio non mi ha quindi convinto granché: ho trovato l'inizio abbastanza fiacco e il finale troppo rapido e allegorico per i miei gusti. L'autore liquida in poche righe il destino dei personaggi principali -senza neppure un tentativo credibile di verosimiglianza- e dimentica direttamente quello dei meno rilevanti, come Esben e Carol; una sorte simile tocca all'ambientazione, perché a parte prendere nota della nuova figura al potere nel Bosco non sappiamo cosa sia successo ai diversi ordini religiosi o ai burocrati di Bosco Sud, che da soli hanno causato ben più danni dell'antagonista principale! Tutto quello di cui il lettore è spinto a interessarsi si riduce agli Irregolari di Bosco Selvaggio, che possono riprendere tranquillamente le loro ruberie, seppur non sia chiaro ai danni di chi visto il disgregarsi di ogni istituzione civile.

La trama non si fa inoltre mancare una buona dose di incoerenze all'interno del volume stesso, ma ancor di più in confronto con i capitoli precedenti. Riporto un esempio per ogni tipo di questo approccio svogliato del caro Colin: Elsie e Rachel che ricevono delle lettere dai genitori nonostante vivano come delle fuggitive e il loro ultimo indirizzo utile corrisponda a un edificio distrutto, e la motivazione alla base dell'accordo tra Alexandra e i genitori di Prue che viene completamente travisata nel loro dialogo iniziale. Forse dovrei chiudere un occhio perché alla fin fine è pur sempre una storia per ragazzini, ma sospetto che perfino delle persone così giovani noterebbero l'estrema disomogeneità dei riferimenti temporali tra un POV e l'altro. Ultimo ma non meno importante tra i difetti del romanzo è il cambio di tono: già nel secondo libro ci si allontanava per una buona metà dal contesto prettamente favolistico perché era necessario introdorre la storyline delle sorelle Mehlberg, ma qui andiamo oltre con parecchi elementi poco in linea con il target dal punto di vista della maturità, a esempio il disgustoso Spongiforme e i fin troppo cruenti attentati dinamitardi.

E nonostante tutto ci sono stati dei momenti positivi, abbastanza da far superare tranquillamente la sufficienza a questo titolo. In primis, tra tanti spunti e caratteri abbandonati a loro stessi, la conclusione della sottotrama sui Titani è stata gestita nei tempi e nei toni giusti; ho continuato a sentire la mancanza di un maggiore approfondimento -specie quando sono gli adulti a occupare il centro della scena-, ma si sono venuti a creare dei bei momenti a livello emotivo e di tensione. Anche le reunion tra diversi personaggi principali e non (mi tengo sul vago, altrimenti temo di sciupare il finale) sono state molto coinvolgenti e gradevoli da leggere, e di certo lo stile e la fantasia dell'autore non si sono fatti mancare. Devo dire di aver apprezzato anche il modo intelligente in cui ha gestito la figura di Curtis, sicuramente meglio rispetto al capitolo precedente! Eppure tutto questo non basta riaccendere il mio affetto verso la trilogia, al punto da dirmi felice della scelta di adattare solo il primo volume nel film che uscirà a ottobre. Anche la versione cartacea avrebbe potuto mettere lì la parola fine.

Voto effettivo: tre stelline e mezza

View all my reviews

Nessun commento:

Posta un commento