Ellie all'improvviso by Lisa JewellMy rating: 3 of 5 stars
"Laurel vedeva spesso ragazze che assomigliavano a Ellie, dopo la scomparsa. Non è mai arrivata a inseguirne nessuna per strada gridando il nome della figlia come succede nei film ... Era questione di un attimo, poi tornava la delusione"
LA SENSITIVA ARMOCROMISTA MI MANCAVA
Già in occasione del commento per "Il serpente dell'Essex" avevo sottolineato come le edizioni di Neri Pozza non riuscissero a presentare granché bene i titoli da loro pubblicati. "Ellie all'improvviso" ha fornito un'ulteriore conferma a questa mia teoria perché, in un volume che raggiunge a malapena le trecento pagine, oltre un terzo della vicenda viene tranquillamente inserito nella sinossi; così non solo risulta noioso leggere la versione estesa delle informazioni che già si hanno, ma l'editore punta in modo forzato l'attenzione sui dettagli più rilevanti per l'intreccio, e questo non è proprio l'ideale in una storia fondata sul mistero e sulla volontà di stupire il lettore. Un vero peccato dal momento che, al contrario, la traduzione è più che valida e la copertina seppur alquanto anonima conferisce il tono giusto per questa storia.
Storia che si articola in cinque parti, contraddistinte da quattro diverse prospettive e in alcuni casi da una diversa collocazione temporale. A dare il via sono i POV di Laurel ed Ellie Mack, un duo madre e figlia parecchio legato, tanto che la prima non si fa problemi a identificare la seconda come la sua cocchina pur avendo altri due figli più grandi. Seguiamo Ellie nel 2005 quando scomparve misteriosamente e Laurel dieci anni dopo mentre riempie le sue giornate di impegni per impedirsi di pensare. Nella vita della donna sembra arrivare finalmente un po' di felicità grazie alla nuova relazione con il coetaneo Floyd Dunn e all'incontro con Poppy, la brillante ed estroversa figlioletta di lui.
Anche saltando a piè pari la sinossi, non c'è modo di indorare la pillola: al massimo si capisce tutto a pagina cento e non già dal prologo, ma l'intreccio rimane comunque di una semplicità inaspettata se si considera il genere di riferimento, e con la tensione non va molto meglio. Purtroppo la cara Lisa sceglie di fornire ai suoi lettori fin troppe informazioni, di conseguenza i personaggi risultano ottusi in modo imbarazzante per la lentezza con cui arrivano alle rivelazioni palesi per chi legge. Ho poi trovato fuori luogo la svolta simil-paranormale e fastidiose le continue imbeccate che i comprimari sono costretti a dare a Laurel per fara arrivare a deduzioni a conti fatti neppure così rilevanti perché questo romanzo non ha proprio nulla del giallo: tutti i misteri si risolvono in modo più che esaustivo da soli. Un elemento tipico del genere mystery però c'è, ossia l'incompetenza da parte della polizia, qui associata alla mancanza di professionalità di personale sanitario e assistenti sociali.
Con la prosa non va granché meglio, e dire che ero curiosa di capire se la bibliografia di Jewell potesse diventare una mia nuova fonte di letture! Definirei il suo stile poco più che elementare, con un utilizzo irritante delle ripetizioni e un chiaro eccesso nelle descrizioni inutili come l'abbigliamento dei personaggi, dove ovviamente non manca mai il dettaglio delle marche neanche fossimo in uno spot pubblicitario. Sono inoltre presenti molte frasi che peccano di naturalezza e rendono i dialoghi per niente spontanei; per contro, il ritmo è decisamente buono e riesce quasi da solo a far raggiungere la sufficienza al testo.
Riguardo ai personaggi, la mia opinione è un po' meno netta, perché da un lato ho davvero apprezzato il lavoro di introspezione fatto su Ellie -infatti la sua prospettiva è di certo la più convincente ed emozionante- ma dall'altro ho trovato la caratterizzazioni di Laurel non sempre coerente (vedasi al sua cecità nei confronti di alcuni indizi che le vengono letteralmente urlati in faccia) e dell'altro POV femminile: non faccio nomi per evitare spoiler, però si tratta di una personaggia parecchio esasperata per i miei gusti. Sul quarto protagonista non mi esprimo proprio, principalmente perché ha appena qualche capitoletto e non è riuscito a comunicarmi granché, come del resto hanno fatto gli altri comprimari; mi è invece piaciuta parecchio la decisione di alternare queste voci all'interno delle singole parti portando avanti la narrazione con scene brevi e ben amalgamate. Questi sono gli aspetti che mi lasciano in ambasce riguardo all'autrice, perché spero sia migliorata con il proseguire della sua carriera. Di certo eviterò come la peste le sinossi targate Neri Pozza, altrimenti mi rovino ogni volta la sorpresa!
View all my reviews
Nessun commento:
Posta un commento