martedì 6 ottobre 2026

"Un bel pasticcio per Riley Thorn!" di Lucy Score

Un bel pasticcio per Riley Thorn! The dead guy next doorUn bel pasticcio per Riley Thorn! The dead guy next door by Lucy Score
My rating: 2 of 5 stars

"«Mi sono innamorata del "bravo ragazzo" abbronzato. Non ho intenzione di rimpiazzarlo con il ragazzaccio tatuato. Questa storia è una ricetta per il disastro».
«I disastri possono essere molto divertenti», replicò lui"



RAVEN INCONTRA ONLY MURDERS IN THE BUILDING

Avendo ormai appurato che il romance puro può piacermi e anche parecchio, ho pensato di spingermi a valutare qualche esempio di contaminazione con altri generi letterari, sempre nell'ottica di capire quali elementi dei libri rosa mi convincono maggiormente, e dovrei pertanto ricercare in futuro. Temo però di aver esagerato puntando su "Un bel pasticcio per Riley Thorn!" che ha la pretesa di unire in un solo volume mystery, fantasy, e romance appunto; il tutto condito con delle vibes cozy e uno smaccato tono umoristico. All'atto pratico, questo titolo è un giallo, ma si fatica quasi a intuirlo in un simile marasma di elementi che sgomitano per ottenere dello spazio nell'intreccio.

L'intreccio, che vede come ambientazione la città di Harrisburg -nella Pennsylvania natale dell'autrice stessa-, alterna le prospettive della coppia protagonista: Riley "Rye" Thorn, correttrice di bozze e sensitiva svogliata (l'aggettivo si applica a entrambi gli ambiti), e l'investigatore privato nonché primo fan di sé stesso Nicholas "Nick" Michael Santiago. I due si conoscono quando lui si interessa per ragioni lavorative a Dickie Frick, il dirimpettaio losco sul quale lei ha appena avuto una premonizione traumatica. Partendo da questo elemento di mistero, la storia racconta la fiacca e fortuita indagine che Riley e Nick portano avanti mentre si sviluppa la loro problematica storia d'amore; sullo sfondo, dozzine di personaggi e sottotrame di dubbia utilità.

Nel consegue che il problema principale del titolo è la mancanza di un intervento significativo da parte dell'editor, il quale avrebbe magari potuto limare le scene ripetitive e dare una bella sfoltita al cast. Per quanto riguarda le prime, rendono il ritmo stranamente lento e danno al lettore l'impressione di star rileggendo sempre gli stessi dialoghi in una storia già molto scontata e zeppa di cliché, mentre il secondo è talmente pieno di caratteri simili tra loro -a livello di indole, contributo, e senso dell'umorismo- che non ci si riesce ad affezionarsi a nessuno e si ha spesso difficoltà a distinguere gli uni dagli altri. Eppure tra tutti questi (ne ho contati circa 50!) personaggi, i casi più preoccupanti sono rappresentati dalla guida spirituale Gabriel "Gabe" e da Jasmine "Jas", aka la migliore amica di Riley: lui non sembra neppure un personaggio di finzione al punto che, se gli altri hanno la consistenza della carta velina, lui è intangibile come un gas a parte nel suo immotivato odio verso Nick; lei è presentata con una tempistica a dir poco insensata e svolge una funzione che avrebbe potuto essere ricoperta da un'altra mezza dozzina di caratteri.

Se i comprimari non funzionano, con i personaggi principali non va molto meglio. Il conflitto alla base della romance viene spesso rimarcato, ma riguarda molto più l'atteggiamento di lui che le loro effettive divergenze come coppia. In modo simile, i traumi che Riley e Nick si portano dietro avrebbero della potenzialità, peccato che nel caso di lei vengano trattati con grande superficialità specie da parte di chi li ha causati, e da parte di lui si ponga tanta solennità su una questione quasi ridicola per com'è stata gestita. A non farmi impazzire per questi personaggi c'è poi il modo in cui Score ha scelto di scriverli: Riley ha un minimo di crescita solo dopo aver passato la maggior parte del romanzo a farsi calpestare dal comportamento autoritario di chiunque la circondi, in particolare dallo stesso Nick che si presenta come il gemello malvagio di Flynn Rider, o meglio riunisce in sé l'arroganza di quest'ultimo alla prepotenza di Gaston trasformando il suo POV in una vera sofferenza per la sottoscritta.

Nonostante la fama e la quantità di volumi pubblicati, la penna della cara Lucy non mi ha conquistata. Trovo che la scelta di optare per la terza persona sia stata dettata soprattutto dalla volontà di nascondere delle piccole rivelazioni, ma nel pratico finisce solo per generare tanta confusione nei dialoghi; anche l'umorismo è poco riuscito, principalmente per l'eccesso di battute sullo stesso tono e che sfruttano le medesime meccaniche comiche. Sul lato fantasy invece non mi aspettavo granché, e infatti mi sono trovata davanti un'accozzaglia di luoghi comuni e frasi supercazzolose, ma quasi nessuna spiegazione vera e propria. Pertanto, pur rimanendo fedele al mio proposito di proseguire nell'esplorazione del romance, mi informerò molto meglio prima di affrontare il prossimo ibrido; e in particolare verificherò che non vengano neppure menzionate le fossette di chicchessia! Non riesco a immaginarmi un tizio come sexy se in faccia sfoggia delle guanciotte degne di Ciccio Bello!

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