Quattro casi per Hercule Poirot by Agatha ChristieMy rating: 3 of 5 stars
"Il signor Satterthwaite si mordicchiò un labbro nel tentativo di reprimere un sorriso. Forse stava pensando che, quando c'era di mezzo l'egoismo, c'era poco da scegliere fra Hercule Poirot e Gervase Chevenix-Gore"
OMICIDI, FURTI E ABUSI SULLA PUNTEGGIATURA
Continua il mio recupero delle letture dedicate al detective più belga e meno modesto della letteratura mondiale con l'antologia "Quattro casi per Hercule Poirot", la seconda raccolta di narrazioni brevi incentrate esclusivamente su di lui. A comporre il volume concorrono tre novelle e un racconto stringato, e si tratta di opere già pubblicate in precedenza oppure create rielaborando delle vecchie storie della cara Agatha. Un volume che ho letto con piacere (salvo gli immancabili e anacronistici accenni di colonialismo e sessismo) ma che non è quasi mai riuscito a stupirmi e soprattutto a coinvolgermi come capita invece con i romanzi dell'autrice.
Il più deludente è forse stato proprio il primo, ossia "Delitto nei Mews", termine che indica uno specifico quartiere londinese nel quale un tempo sorgevano scuderie e rimesse, poi riconvertite in abitazioni; qui nella Guy Fawkes Night il colpo di pistola che causa la morte della giovane vedova Barbara Allen si mescola agli scoppi dei fuochi d'artificio. All'apparenza si tratterebbe di un suicidio per quanto immotivato, ma le analisi forensi raccontano un'altra storia, quindi l'ispettore capo Japp avvia un'indagine assistito dall'immancabile Poirot e finendo per ricoprire in parte il ruolo che tante volte è stato del capitano Arthur Hastings. Scoprire chi nasconda la verità tra la coinquilina Jane Plenderleith, il fidanzato Charles Laverton-West e il vecchio amico maggiore Eustace non è impossibile, ma l'aspetto meno riuscito arriva per me con la ricostruzione finale: viene assegnata un'importanza capitale a una caratteristica fisica della vittima, che a conti fatti è un elemento a favore tanto di un'ipotesi quanto del suo opposto. Sottotono anche la caratterizzazione dei personaggi, in particolare nelle loro reazioni alla tragica morte della donna.
Il cast diventa un po' più importante e variegato nel caso de "Il furto incredibile", che ricorda in parte una storia di spionaggio con il poliedrico Lord Charles Mayfield che intende cogliere in fallo la signora Vanderlyn, presunta spia internazionale, magari durante la sottrazione di alcuni importanti progetti bellici; peccato che non solo il crimine riesca, ma la donna sembri al di sopra di ogni sospetto. Ovviamente si rende necessario l'intervento del buon Hercule per ricostruire quanto accaduto, e ci troviamo nuovamente di fronte a una risposta grossomodo scontata nonché quasi inutile al fine di dare una degna conclusione alla novella. Non mi ha fatto impazzire neanche l'auto-elogio di Lord Mayfield, che pur essendo un carattere di fantasia ricorda fin troppo una tipologia di individui non particolarmente simpatici.
Molto simpatica è stata invece "Lo specchio del morto", altrimenti nota come la mia storia preferita della raccolta, e non soltanto per il gradito ritorno del signor Satterthwaite dai tempi di "Tragedia in tre atti", ma soprattutto per le vibes da telenovela che sono uno dei miei principali talloni d'Achille. La storia mi ha fatto pensare per molti versi ad "Aiuto, Poirot!", con l'investigatore convocato con sollecitudine dal bizzarro Gervase Chevenix-Gore presso la sua magione, solo per arrivare quando ormai il baronetto è defunto; anche qui si sospetta un suicidio, ma poi la situazione si complica per l'intervento degli innumerevoli parenti e ospiti che affollano l'abitazione e la scena. Un giallo abbastanza tipico e dalle svolte non proprio strabilianti, ma comunque intrattenente e con una risoluzione coerente e soddisfacente, seppur un po' affrettata.
Fretta che caratterizza l'interezza del racconto "Triangolo a Rodi", nel quale troviamo Poirot in vacanza sull'isola greca (seppur allora fosse una colonia italiana) deciso a tenere la mente lontana dai delitti; purtroppo per lui e per l'immancabile vittima, la tensione creatasi tra le coppie formate dall'appariscente Valentine e dal comandate Tony Chantry e da Marjorie Emma e Douglas Cameron Gold sembra destinata a sfociare in una tragedia. Una storiella che, escluso l'elemento crime, ricorderebbe più una puntata di Temptation Island che un'indagine condotta dall'ineffabile Poirot; e rimarrebbe senza infamia e senza lode, non fosse per gli infelici commenti sulla gelosia e sugli stereotipi femminili.
Di conseguenza, ho chiuso il volume su una nota non particolarmente piacevole, anche per merito di un'edizione che mortifica la punteggiatura senza alcuna ragione. Per fortuna quasi una decina di libri si frappongono tra me e la prossima raccolta christieniana, seguendo l'ordine di pubblicazione delle avventure del buon Hercule: ergo, un sacco di spunti ben più interessanti e intrattenenti, prima di dover tornare su queste micro-avventure da Settimana Enigmistica.
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