lunedì 14 novembre 2022

"Basta un caffè per essere felici" di Toshikazu Kawaguchi

Basta un caffè per essere feliciBasta un caffè per essere felici by Toshikazu Kawaguchi
My rating: 4 of 5 stars

"Quello era il caffè diventato protagonista di una leggenda metropolitana una decina d'anni prima. Di solito le leggende metropolitane sono inventate di sana pianta, e invece si diceva che in quel caffè si potesse davvero tornare nel passato"


QUATTRO FUNERALI E UN MATRIMONIO

Dopo la lettura di "Finché il caffè è caldo" non ero troppo convinta di voler continuare la serie, specialmente perché non riuscivo neanche ad immaginare cosa potesse essersi inventato di nuovo l'autore per i volumi successivi; nel frattempo però mi è stato regalato "Basta un caffè per essere felici", quindi mi sono sentita spronata a proseguire. Ma metto già le mani avanti: salvo altri (sempre graditi!) doni, non ho in programma di leggere il terzo libro a breve.
Anche in questo seguito, il volume è diviso in quattro novelle, in alcuni casi con il titolo in comune con le precedenti. Torniamo quindi al misterioso caffè edochiano in cui, seguendo un rigido decalogo di regole e raccomandazioni, è possibile viaggiare nel tempo e rivivere quindi un momento del passato oppure dare una sbirciata al futuro. I personaggi che fruiscono di questo particolare servizio sono dei volti nuovi, ma dietro al bancone tornato Kazu e Nagare Tokita, questa volta affiancati da Miki, la figlioletta settenne di lui.
Forse perché già sapevo che tipo di narrazione aspettarmi, questo libro mi ha convinta un po' di più del primo capitolo. Sono di nuovo promossi l'atmosfera sognante, quasi magica, che si respira nel caffè ed il concetto ben ragionato dietro ai viaggi nel tempo. Mi sono piaciuti anche il parziale senso di evoluzione che si percepisce nelle vicende -nonostante le storie rimangano scollegate tra loro- e la scelta di creare una narrazione più ampia e corposa, andando pian piano a fornire maggiori informazioni sui personaggi ricorrenti.
Ho apprezzato la possibilità di vedere qualche scorcio di una realtà molto diversa da quella occidentale, in cui si vive secondo altri valori e ci si relaziona in maniera più formale. Ad avermi colpita principalmente però sono state le intenzioni dei viaggiatori: l'autore dimostra sicuramente una maggiore inventiva in questo senso, soprattutto perché deve tener conto della regola per cui non si può in alcun modo influenzare il corso della Storia.
Purtroppo per alcuni aspetti questa serie non riesce ancora a conquistarmi: trovo lo stile di Kawaguchi abbastanza povero, a tratti quasi asettico, con una prosa che si perde in tediose ripetizioni (specialmente delle regole per viaggiare nel tempo, ribadite in ogni singola novella!) rendendo il ritmo a dir poco indolente. Per mio gusto personale poi non vado matta per le storie in cui si tenta palesemente di arruffianarsi il lettore con vicende tragiche in modo estremo; un difetto oggettivo è invece la presenza di informazioni di cui un dato personaggio non dispone nel suo POV, seppur in terza persona.
Devo infine bocciare per la seconda volta l'edizione di Garzanti che, oltre ad avere un rapporto qualità/prezzo discutibile, non propone nessun contenuto utile a far comprendere al lettore la cultura giapponese, e in alcuni casi non riporta neppure la traduzione dei termini lasciati in originale! A questo punto temodi non potermiaspettare nulla di più da parte loro per il terzo capitolo della serie.

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mercoledì 9 novembre 2022

"The Quick. Misteri, vampiri e sale da tè" di Lauren Owen

The Quick: Misteri, vampiri e sale da tèThe Quick: Misteri, vampiri e sale da tè by Lauren Owen
My rating: 4 of 5 stars

"Eppure l'aveva ferita, aveva avuto sulle labbra il gusto del suo sangue e sentito per un istante fluire dentro di sé la sua vita, la sua forza ... Aveva desiderato la sua morte"


SE COLLINS AVESSE SCRITTO DI UOMINI GAY

"The Quick. Misteri, vampiri e sale da tè" è un libro che mi ha incuriosito per anni, specialmente per merito della bella cover realizzata per l'edizione italiana; però finivo sempre per rimandare questa lettura perché non ne ho mai sentito parlare troppo, o in toni particolarmente lusinghieri. E ammetto che inizialmente la media delle valutazioni su Goodreads mi ha frenato un po', ma con il procedere della narrazione mi sono appassionata sempre più alla storia, che si è rivelata alla fine una piacevolissima sorpresa.
Il romanzo segue un gran numero di personaggi e gruppi spesso in contrasto tra loro nell'Inghilterra di fine Ottocento, ma il focus principale è riservato a Charlotte e James Norbury, sorella e fratello di buona famiglia originari dello Yorkshire. Dopo un rapido excursus sulla loro infanzia, la storia inizia effettivamente con l'arrivo di James a Londra dopo gli studi ad Oxford; il giovane spera di fare strada come scrittore, ma si trova suo malgrado coinvolto nei misteriosi affari dell' Ægolius, un club per gentiluomini a dir poco esclusivo.
Come già accennato, il cast dei personaggi è estremamente ampio: questo spunto è solo una minima parte della trama complessiva. A tal proposito, voglio subito menzionare quelli che ritengo essere i due soli difetti del romanzo: la fiacchezza del ritmo nella prima parte e l'eccesso di materiale narrativo; a mio parere, l'autrice aveva abbastanza idee e personaggi interessanti da ricavare per lo meno una trilogia! mi è sinceramente dispiaciuto che figure brillanti e non scontate come Augustus "Gus" Mould, Adeline Swift o Lucy Price venissero relegati a ruoli secondari.
Ad onor del vero c'è un'altra piccola problematica, ma riguarda unicamente questa edizione. Ritengo che la copertina ed il sottotitolo -per quanto carini e in linea con la storia raccontata- potrebbero far pensare ad un libro per ragazzi, mentre l'età dei protagonisti, il tono della prosa e le tematiche affrontate fanno da subito capire quale sia il target in realtà.
Ma passiamo ora ai (tanti) motivi per cui mi sento di consigliare questo titolo, andando in controtendenza rispetto alla maggioranza dei lettori. Il primo elemento ad avermi colpito è lo stile: la prosa di Owen è perfettamente in linea con il contesto storico scelto, ed adegua anche il lessico ai diversi POV presenti. Di conseguenza, un altro aspetto ben riuscito e da subito evidente è l'ambientazione, tratteggiata con grande cura per i dettagli, specialmente quelli legati alla vita quotidiana dei londinesi di bassa estrazione, umani o vampiri che siano.
Ho apprezzato molto anche l'attinenza ad alcuni autori classici, in particolare diversi passaggi mi hanno fatto pensare a "La donna in bianco" di Collins per l'atmosfera e la presenza di documenti nel testo, altri a Dickens: una scena specialmente sembra proprio uscita da "Oliver Twist", ma con dei piccoli vampiri al posto dei ragazzini di Fagin. Ovviamente ho gradito il formato mixed media, che rende sempre più intrigante una lettura, e in questo caso contribuisce in egual modo a creare maggior mistero e a far intuire ai lettori più attenti diversi sottotesti.
Il vero punto di forza di questo libro si scopre solo dopo un po', ed è rappresentato dai suoi personaggi. La cara Lauren è stata molto brava nel capovolgere un sacco di stereotipi e nel creare delle backstory ai protagonisti che permettono di comprendere al meglio gli avvenimenti del presente. A fine lettura mi sono veramente affezionata a tutto il cast, e proprio per questo avrei voluto che ognuno di loro avesse il giusto spazio.
Ma veniamo alla parte spooky: questo romanzo riesce a dare i brividi? Non particolarmente, devo dire: non è il primo elemento che viene in mente se ripenso all'esperienza di lettura; in compenso non mancano dei momenti un po' creepy legati al vampirismo, inoltre il clima gotico e decadente si percepisce molto bene e lo rende comunque un titolo adatto al periodo halloweeniano.

Voto effettivo: quattro stelline e mezza

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lunedì 7 novembre 2022

"Io sono leggenda" di Richard Matheson

Io sono leggendaIo sono leggenda by Richard Matheson
My rating: 4 of 5 stars

"Non c'erano più psichiatri che potessero diagnosticare nevrosi infondate e allucinazioni uditive. L'ultimo uomo al mondo era inesorabilmente costretto a subire le proprie illusioni"


OLLIO E... THOR (PIÙ UN SACCO DI VAMPIRI)

Prima di iniziarne la lettura, di "Io sono leggenda" avevo soltanto una vaghissima idea, nata principalmente dal materiale promozionale dell'ultimo adattamento con Will Smith. Mi aspettavo quindi una storia d'azione, con il protagonista che lotta per la sopravvivenza in un mondo ormai dominato dai vampiri; e la trama del romanzo in effetti non si allontana troppo da questo spunto, ma sceglie di focalizzarsi sulla parte psicologica, accantonando quasi completamente il lato più adrenalinico.
Come accennato, la narrazione si apre su una realtà distopica in cui un'epidemia ha portato ad un passo dall'estinzione la specie umana, trasformando i contagiati in creature assetate di sangue. In questo scenario si muove Robert "Bob" Neville, unica persona non infetta nel raggio di svariati chilometri; dopo aver visto morire tutti i cari, l'uomo decide di convertire in una fortezza notturna la sua casa, mentre passa le giornate a dare la caccia ai vampiri bloccati nel loro sonno comatoso.
Così descritta la trama potrebbe apparire un po' scarna, e in effetti è proprio così: gli eventi realmente impattanti si possono contare sulle dita di una mano, e questo non è dato dalla brevità del testo quanto da una precisa intenzione dell'autore, che ha preferito mostrare il processo di deterioramento in atto nella mente di Neville, costretto a vivere del tutto isolato e in costante stato di allerta a causa degli attacchi notturni. Oltre allo sterminio dei succhiasangue, il nostro eroe è impegnato anche nella ricerca scientifica: tenta infatti di capire come si sia diffusa l'epidemia e quali siano i modi più efficaci per uccidere i vampiri.
La limitatezza della trama e il volersi focalizzare un po' troppo sull'aspetto scientifico del vampirismo sono forse i due elementi che meno mi hanno convinta di questa lettura. Non posso dire di aver apprezzato del tutto neppure il modo forzato con cui Matheson inserisce diversi flashback nella narrazione ed il finale decisamente affrettato: si tratta di certo di una risoluzione inaspettata, che stupisce il lettore, ma non avrebbe guastato qualche pagina in più per arrivarci in modo graduale.
Per contro, mi sono piaciuti molto lo stile ed il tono della narrazione: nulla lascia intuire che si tratti di un classico (seppur moderno) perché la prosa è praticamente contemporanea. Promuovo anche l'idea alla base ed il tentativo di modernizzare in parte la figura del vampiro perché, seppur possano sembrare concetti alquanto banali nel 2022, sono stati senza dubbio davvero innovativi per gli anni Cinquanta.
Il maggior punto di forza del romanzo si ha però nel ritratto psicologico del protagonista. Matheson ribalta i ruoli presenti nelle narrazioni gotiche classiche per mostrarci i pensieri di un uomo rimasto solo in un mondo di mostri; il risultato è un protagonista allo stesso tempo brillante nelle sue ricerche quanto folle per le paranoie che lo guidano. E forse proprio questo è l'aspetto più inquietante della storia: i brividi qui non riguardano la violenza bestiale dei vampiri, ma i fondi limacciosi della psiche umana posta in una situazione estrema.

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mercoledì 2 novembre 2022

"Dark Shadows. La maledizione di Angelique" di Lara Parker

Dark Shadows. La maledizione di AngeliqueDark Shadows. La maledizione di Angelique by Lara Parker
My rating: 3 of 5 stars

"«Cos'è stato a renderlo così?» ... «Una maledizione. Un nemico ha pronunciato una maledizione, la vendetta consumata. Ci vuole un enorme potere per lanciare una maledizione simile. Un enorme potere e un enorme odio insieme»"


HOW TO CREARE ASPETTATIVE FASULLE

Libro acquistato all'uscita del film con l'idea di leggerlo per poi confrontarlo con l'adattamento; in pochi saranno stupiti di scoprire che, oltre a non aver letto il romanzo fino ad'ora, non ho mai recuperato neanche il film. Ma forse in questo c'è qualcosa di positivo, infatti "Dark Shadows. La maledizione di Angelique" non è l'ispirazione alla base del quasi omonimo lungometraggio di Tim Burton: entrambe le opere sono invece figlie della soap opera a tema sovrannaturale trasmessa tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta, infatti Parker era l'interprete della strega Angelique prima che quest'ultima assumesse i connotati di Eva Green nel 2012.
Il romanzo si potrebbe considerare un prequel rispetto alla soap perché la narrazione principale ruota attorno alle origini di Angelique Bouchard, figlia di una guaritrice discendente da schiavi, che nel corso della sua vita si avvicina sempre più al mondo dell'occulto. La ragazza diventa così una strega, e sono proprio le sue abilità a salvarla in diverse occasioni, oltre a permetterle di attuare una vendetta nei confronti dell'amato Barnabas Collins quando lui le preferisce una ricca ereditiera. Questi avvenimenti e molti altri sono raccontati tramite lunghi flashback opposti alle brevi parentesi ambientate nel 1971: qui troviamo un Barnabas guarito dalla maledizione ma ancora prigioniero del suo passato e delle azioni che l'hanno portato a perdere i suoi cari.
Premetto che a mio avviso questa storyline avrebbe potuto essere molto ridimensionata, se non direttamente eliminata; risulta infatti meno interessante e si basa su personaggi e premesse per nulla chiari, probabilmente perché già ben noti allo spettatore della soap, ma non ad un lettore neofita purtroppo. Per fortuna la maggior parte del volume è dedicata alla storia di Angelique, partendo dall'infanzia spensierata sull'isola della Martinica per poi snodarsi in vicende sempre più tragiche ed oscure.
Si sarà intuito che ho trovato estremamente affascinate questa protagonista, oltre a ritenere molto solida e ben motivata la lenta costruzione della sua discesa nella malvagità, un tipo di sviluppo caratteriale sulla carta vincente ma spesso difficile da rendere bene. Penso che l'autrice abbia gestito correttamente anche gli elementi di foreshadowing: forse i colpi di scena non saranno sbalorditivi, ma la cara Lara riesce comunque a creare una sana curiosità attorno all'intreccio del romanzo.
Un altro elemento che ho apprezzato sono i personaggi secondari (tra i quali devo per lo meno menzionare il mio preferito, aka Césaire), ai quali l'autrice ha cercato evidentemente di dare una caratterizzazione oltre agli stereotipi. Ben resa anche l'atmosfera gotica ed enigmatica, che da il suo meglio nelle scene un po' oniriche in cui Angelique ricorre ai suoi poteri.
Purtroppo questo titolo ha anche parecchi difetti, oltre alla già menzionata debolezza della parte ambientata nel presente. Lo stile non è sempre all'altezza della storia raccontata, e lo si nota specialmente in alcuni dialoghi estremamente artificiosi e retorici, mentre la descrizione delle creature sovrannaturali è degna dell'immaginazione di un bambino: streghe votate al Maligno e vampiri che si trasformano in pipistrelli stonano parecchio con l'ambientazione cupa e angosciante creata da Parker.
Ma la pecca maggiore è da attribuire in toto alla CE italiana che, per cavalcare l'onda pubblicitaria del film, ha realizzato un'edizione in cui tutto (sottotitolo, cover, sinossi) rimanda al personaggio di Barnabas; e per quanto io mi sia poi affezionata alla strega Angelique, non sarà difficile immaginare come le mie aspettative iniziali siano state deluse allo scoprire come questa non fosse la storia del vampiro.
Avevo perfino inserito il titolo in una TBR a tema vampirismo! Per lo meno lo spirito halloweeniano è stato rispettato: i vampiri non si sono quasi visti, però le atmosfere della storia e il fascino oscuro della magia la rendono una ottima lettura spooky.

Voto effettivo: tre stelline e mezza

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venerdì 28 ottobre 2022

"I segreti di Coldtown" di Holly Black

I segreti di ColdtownI segreti di Coldtown by Holly Black
My rating: 2 of 5 stars

"Sulle pagine di gossip quasi tutto lo spazio era occupato dai vampiri, che ormai venivano trattati come celebrità; a mano a mano che aumentavano gli omicidi, cresceva anche l'interesse del pubblico"


TREMATE, TREMATE, GLI EMO SON TORNATI

Black non è propriamente un'autrice nuova per me, dal momento che un paio di anni fa ho letto la pentalogia Magisterium, pubblicata in collaborazione con Clare. "I segreti di Coldtown" è però il primo romanzo che leggo scritto esclusivamente da lei, e basandomi su questa narrazione la vedrei bene a collaborare con A.G. Howard piuttosto che con la cara Cassandra: entrambe soffrono palesemente di una feroce nostalgia per i primi anni duemila, infatti tutti i loro personaggi sono abbigliati e si atteggiano come dei perfetti emo goth. In questa storia non si parla però di fatine arrivate dal Paese delle Meraviglie bensì di vampiri, in una versione decisamente aggiornata.
L'ambientazione fa infatti pensare ad una realtà quasi distopica, ma la premessa è puramente fantastica: i vampiri da sempre popolano il mondo in gran segreto, ma alcuni anni prima il neo vampiro Caspar Morales ha dato il via ad un infezione di massa che ha portato in poco tempo alla diffusione del vampirismo su tutto il pianeta. Ogni Paese reagisce come può a questa pandemia, e gli Stati Uniti in particolare istituiscono delle enormi zone di quarantena chiamate Coldtown, in cui rinchiudere vampiri, persone infette e qualunque cittadino abbia la sfortuna di trovarsi all'interno dei confini. Le reazioni dell'umanità alla scoperta del vampirismo sono estremamente varie: c'è chi vede i vampiri come una minaccia da distruggere e chi li venera neanche fossero delle celebrità, arrivando ad entrare spontaneamente nelle Coldtown per farsi mordere.
La diciassettenne Tara Bach invece cerca di ignorare il fenomeno che ha causato la morte di sua madre, ma non può più farlo quando una festa alla quale partecipa durante l'estate si trasforma nel ricco banchetto di un gruppo di vampiri. Convinta di essere infetta, la ragazza parte alla volta della Coldtown di Springfield assieme ad Aidan Marinos -amico da sempre, ex da poco e vampiro a breve- e al misterioso vampiro Gavriil "Gavriel". Durante il viaggio verso questa quarantena volontaria, al trio si uniscono i gemelli Jennifer "Midnight" e Jack "Winter", blogger e aspiranti vampiri; in scena entreranno poi molti altri personaggi sopra le righe tra cui l'antico vampiro Lucien Moreau, ora divenuto una sorta di star grazie al suo reality online.
Oltre alla scorrevolezza della narrazione, aiutata dalla brevità dei periodi, questo titolo ha pochi punti di forza che abbiano superato indenni la prova del tempo. Personalmente ho apprezzato come l'autrice abbia aggiornato la figura del vampiro, qui trasformato in celebrità del mondo contemporaneo; per chi ha letto i romanzi di Anne Rice non sarà nulla di inedito, ma nel target YA è sicuramente un elemento insolito. Molto ben scritte le descrizioni dei personaggi, con tanti dettagli e particolari che li rendono facili da identificare; mi sento di promuovere anche il tentativo di dare un background ai protagonisti tramite brevi capitoli di flashback.
Sull'altro piatto della bilancia troviamo però una narrazione resa confusa dal comportamento casuale dei protagonisti, soprattutto nelle prime scene che avranno dei chiarimenti poco convincenti solo molto più avanti; la stessa confusione caratterizza il world building, che pur essendo affascinante nella sua estetica decadente presenta parecchie incongruenze.
Per quanto riguarda la trama, sono presenti diverse svolte decisamente deboli e nessun colpo di scena degno di questo nome. Anche le relazioni interpersonali non mi hanno fatta impazzire: ad esclusione dell'amicizia pregressa con Aidan, tutti gli altri rapporti instaurati dalla protagonista sono molto forzati perché manca il tempo materiale per svilupparli degnamente.
Ma come anticipato il più grande difetto di questo romanzo è il suo rientrare in una tipologia di libri per ragazzi ormai superata: leggere di bellocci tenebrosi che si innamorano delle protagoniste senza motivo, personaggi che agiscono senza mai riflettere un attimo sulle conseguenze e ragazze che indossano abiti favolosi per andare ad inutili balli, penso abbia stufato un po' tutti.
Ovviamente anche questo titolo rientrava nella mia TBR halloweeniana, e su questo fronte devo purtroppo segnalare che non ci sono stati molti brividi, ma sicuramente tante risate.

Voto effettivo: due stelline e mezza

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