sabato 25 luglio 2020

Post Chiacchiericcio - New Adult: cosa, quando e perché

Post Chiacchiericcio

New Adult: cosa, quando e perché




Nominata sempre più di frequente negli ultimi anni, l'etichetta New Adult rimane tutt'oggi qualcosa di poco chiaro (o perfino oscuro) per gran parte dei lettori, che non hanno ben compreso cosa vada a categorizzare o perché sia sbucata dal nulla, come un pokémon nell'erba alta. Facciamo quindi un po' di chiarezza attorno a questa espressione, andando ad analizzare cos'è, quando è "nata" e per quale motivo.
Iniziamo con il dire che New Adult è un target demografico, utilizzato dai (bravi) autori per stabilire quale sia il pubblico al quale stanno proponendo il loro romanzo. Sebbene molti lo scambino per un sinonimo di romance o libri erotici con protagonisti giovani, l'etichetta NA può essere affibbiata a qualunque genere letterario; gli unici aspetti da tenere in considerazione sono l'età dei protagonisti, il lessico adottato e le tematiche affrontate.
In un romanzo NA i protagonisti hanno dai diciannove ai trent'anni, con qualche eccezione; si tratta quindi di adulti, ma comunque abbastanza giovani per avere determinati interessi e comportamenti. Vista l'età, i personaggi sono generalmente studenti universitari o lavoratori al primo impiego, e di conseguenza gli argomenti trattati vanno dalla ricerca dell'indipendenza economica al trasloco in una nuova città, dalla nascita di una storia d'amore più matura al desiderio di formare una propria famiglia. Sia il linguaggio che i contenuti sono simili a quelli dei libri Adult: questo può creare qualche dubbio sul target, ma gli altri elementi vanno a chiarire il tutto.
L'etichetta NA è molto recente, essendo comparsa sul mercato e nelle piattaforme online per lettori solo negli ultimi dieci anni. Quindi prima non si scrivevano libri per questa fascia di pubblico? Certamente, ma venivano inglobati genericamente nei due target più vicini, ossia Young Adult e Adult; ora però si sente la necessità di fare una distinzione più netta. E sono i lettori stessi a chiederlo!
Le cause della comparsa dei libri New Adult sono da ricercarsi in quell'insieme di aspetti sociali, economici e politici che hanno creato una nuova categoria di consumatori, tra gli adolescenti e gli adulti. I lettori NA sono infatti molto simili ai personaggi di questi romanzi, determinati da tutte le difficoltà che diventare degli adulti comporta oggigiorno, a differenza di qualche decennio fa, quando il salto era immediato e coincidente con la maggiore età.
Da qui l'importanza di capire e dare spazio a questo target, non limitandolo alle cover con torsi nudi di ragazzi palestrati. Gli scrittori devono comprendere i cambiamenti sociali, ed è nel loro stesso interesse farne una risorsa per raggiungere sempre più persone con le loro storie.

E voi? Leggete ed apprezzate i libri New Adult, oppure credete sia sono un'etichetta come tante e non avrà un futuro?
Se vi va, rispondetemi con un commento sotto questo post.

mercoledì 22 luglio 2020

Un classico al mese - "Nove racconti" di J.D. Salinger

«Una volta che aveva cominciato a raccontare il nostro interesse non cadeva più»

 

Un classico al mese

  "Nove racconti" di J.D. Salinger



LA SCHEDA TECNICA

TITOLO: Nove racconti
AUTORE: Jerome David Salinger
TITOLO ORIGINALE: Nine Stories
TRADUTTORE: Carlo Fruttero
EDITORE: Einaudi
COLLANA: Super ET
PAGINE: 200
VOTO: 4 stelline e mezza

IL COMMENTO
 

  "Nove racconti" è una racconta di brevi storie (tutte tra le venti e le trenta pagine), scritte da Salinger tra il 1948 e il 1953, anno in cui sono state pubblicate per la prima volta in un volume unico.
  I racconti presentano molti elementi in comune, pur non essendoci un filone narrativo unico, né collegamenti dati dalla presenza degli stessi personaggi; l'unica eccezione riguarda la famiglia Glass, già protagonista nel duo formato da "Alzate l'architrave, carpentieri" e "Seymour. Introduzione" (QUI la recensione), che in questa raccolta torna con i fratelli Seymour e Beatrice "Boo Boo", rispettivamente nel primo e nel quinto racconto, anche se sono presenti dei lievi accenni ai membri di questa famiglia in altre storie.
  Senza entrare nel dettaglio dei singoli racconti -cosa che ne pregiudicherebbe la lettura ad altri, vista la loro brevità-, si può notare come, già dai personaggi principali, siano evidenti molte analogie: la maggior parte sono agiati borghesi, che Salinger mette alla berlina sottolineandone l'attaccamento ai beni di lusso

«-Se quella valigia non può reggere un bambino di dieci anni [...], non è degna di stare nella mia cabina,- disse la signora McArdle, senza aprire gli occhi.»

o ad altri elementi che possano indicare il loro status. Impegnati quasi esclusivamente in attività di diletto, come chiacchierare nei salotti o rilassarsi in vacanza, questi personaggi sono la personificazione di una sensazione di malessere, un disagio che impedisce loro di essere felici nonostante tutti i confort. Sotto questo aspetto molti di loro ricordano il protagonista de "Il giovane Holden" (QUI la recensione):

«Prese una sigaretta dal proprio pacchetto, ignorando quelle contenute in una scatola trasparente sulla tavola, e l'accese col suo accendino.»

come lui, sono persone mediamente giovani, li vediamo sempre impegnate a fumare sigarette e guardano alla vita con un distacco annoiato o dolente.
  Questo continuo malessere è causato principalmente da due fattori. Il primo è la difficoltà a stabilire delle relazioni sentimentali, per problemi di incomunicabilità

«Il Capo la teneva per la manica della pelliccia di castoro, ma lei si liberò. Si allontanò di corsa dal campo e [...] continuò finché non la vidi più.»

o di lontananza fisica; i personaggi di Salinger sembrano incapaci di dar voce alle proprie emozioni e lasciano allontanare le persone care, come se una corrente placida ma inarrestabile le portasse sempre più lontano.
  Il secondo elemento, che in alcuni casi è collegato strettamente al primo, è la guerra. La raccolta fa riferimento al secondo conflitto mondiale ed alla Guerra di Corea, sia in modo diretto sia attraverso brevi aneddoti, dal momento che diversi personaggi sono proprio dei soldati.

«Mi disse che aveva l'impressione di far carriera anche lui, nell'esercito, ma in una direzione diversa da tutti gli altri. Disse che alla sua prima promozione, invece di dargli i galloni gli avrebbero tolto le maniche della giubba.»

Soldati che rimangono profondamente segnati dall'esperienza militare, tanto da riportare dei deficit fisici e -soprattutto- mentali; da notare come questi vengano considerati con sufficienza dalle persone estranee, che giudicano dall'alto della loro estraneità alle psicopatologie di guerra,

«-Ho scritto a Loretta che hai avuto un collasso nervoso.
-Oh?
-Sì. Lei la trova interessantissima, [...] Dice che nessuno si becca un collasso nervoso solo per la guerra e simili. Dice che tu dovevi già essere un tipo instabile, prima ancora di fare il soldato.»

rappresentate con grande delicatezza e cura da Salinger.
  Opposti a questi altezzosi psichiatri dilettanti abbiamo invece i bambini; nei racconti sono quasi sempre presenti, e dimostrano una capacità quasi istintiva nel cogliere la realtà, a dispetto dei loro limiti naturali. Ad esempio, il figlio di Boo Boo afferma che:

«-Sandra ha detto alla signora Snell... che papà è un... grosso... pancione... di un kike

fraintendendo la parola kite (ossia, aquilone) ma cogliendo il senso generale della conversazione. Si può notare facilmente come questi bambini tendano ad assumere comportamenti molto maturi, nonché a guardare con una sorta di venerazione alle figure genitoriali assenti.
  In linea generale, potete capire come i racconti abbiano un tono prevalentemente triste, trattando anche tematiche tragiche, nonostante ciò non mancano dei momenti più leggeri e quasi umoristici.

«Io -un uomo che aveva vinto tre primi premi, un INTIMO AMICO DI PICASSO (che a quel punto cominciavo a crede di essere davvero)- venivo usato come traduttore.»

In diversi casi inoltre, è presente un colpo di scena finale che capovolge lo sviluppo stesso della storia, almeno per come era stata presentata fino a quel momento. Bisogna ammettere che Salinger riesce davvero a stupire i suoi lettori con una sola frase.

DOVE COMPRARE QUESTO LIBRO

sabato 18 luglio 2020

BookTag Time - I Social BookTag

BookTag Time

I Social BookTag




Il BookTag che ho scelto per questo mese riguarda i più popolari social network, ormai onnipresenti nella nostra quotidianità, ai quali sono state associate delle domande in base al tipo di piattaforma.
Ho notato questo BookTag sul blog Il Baule d'inchiostro, quindi vi invito a fare un salto QUI per vedere il post originale.

1. TWITTER - Un libro che vuoi condividere con il mondo
Ci sono stati diversi libri eccellenti nelle letture degli ultimi mesi, ma uno decisamente poco conosciuto e degno di essere letto da più persone è "Girls Made of Snow and Glass" di Melissa Bashardoust (QUI la recensione). Spero che nominarlo di continuo porti nuovi lettori ad esserne incuriositi.
2. FACEBOOK - Un libro che ti è piaciuto molto e che è stato raccomandato da qualcun altro
In un video di qualche mese fa, Tiffany del canale YouTube Miss Fiction Books citava "Nessun dove" di Neil Gaiman (QUI la recensione) come il suo libro preferito dell'autore. Dopo averlo letto -e adorato- posso dire di essere assolutamente d'accordo con la sua valutazione.
3. PINTEREST - Un libro che hai letto prima del blog, ma di cui non hai parlato molto nel tuo blog
Un libro del quale credo di non aver mai parlato qui, ma che lessi anni fa e amai moltissimo, è "Quelli che ci salvarono" di Jenna Blum. Si tratta di un romanzo sull'olocausto, che affianca la vita di una madre -durante la Seconda Guerra Mondiale- e una figlia -nella parte ambientata ai giorni nostri.
4. MYSPACE - Un libro che non pensi di rileggere
Come ho già detto più volte, da anni non rileggo nulla: preferisco concentrarmi su titoli nuovi, anziché idealizzare quelli che già conosco. Comunque, un romanzo che non rileggerei neanche se avessi tempo illimitato a disposizione è "Replay: una vita senza fine" di Ken Grimwood (QUI la recensione), perché più ci penso più fatico a digerire la feroce misoginia di quel titolo.
5. INSTAGRAM - Un libro che vale la pena di comprare solo per la bellissima copertina
Ammetto di aver effettivamente notato "An Enchantment of Ravens" di Margaret Rogerson (QUI la recensione) per la sua splendida cover, e nel complesso è stata anche una valida lettura. Peccato che la cara Bowater ormai faccia illustrazioni a nastro senza cambiare mai il soggetto, e le sue copertine si assomigliano un po' tutte.
6. YOUTUBE - Un libro che vorresti che diventasse un film
Credo che "The Jane Austen Project" di Kathleen A. Flynn (QUI la recensione) abbia il potenziale necessario per diventare un buon prodotto audiovisivo, soprattutto per l'accostamento tra le scene in costume nell'Inghilterra Regency e quelle nel futuro ipertecnologico dal quale partono i protagonisti.
7. SKYPE - Un libro con i personaggi con cui vorresti parlare al posto di leggere solamente le loro avventure
Come molti lettori, anch'io immagino di poter interagire con i personaggi dei libri, spesso per insultarli quando fanno qualcosa di stupido. Mi è capitato con la trilogia Il quarto elemento di Kat Ross (analizzo l'intera serie QUI), anche se in questo caso non ci sono state tante ingiurie quanto momenti in cui le interazioni tra i personaggi erano così ben descritte da farmi desiderare di partire subito alla volta di Karnopolis e dintorni.

lunedì 13 luglio 2020

Diamo l'invasione in mano a Ruby - Recensione a "Le Gazze Ladre" di Ken Follett

«Alla squadra era assegnato il nome in codice Gazze Ladre ... ricordava la leggenda della gazza ladra di Reims»

Diamo l'invasione in mano a Ruby

Recensione a "Le Gazze Ladre" di Ken Follett


LA SCHEDA TECNICA

TITOLO: Le Gazze Ladre
AUTORE: Kenneth M. Follett
TITOLO ORIGINALE: Jackways
TRADUTTORE: Annamaria Raffo
EDITORE: Mondadori
COLLANA: Oscar Edizione speciale
PAGINE: 580
VOTO: 3 stelline

IL COMMENTO

  "Le Gazze Ladre" è un romanzo in bilico tra il genere storico e quello d'azione: in particolare abbiamo come ambientazione la Francia dei giorni immediatamente precedenti allo Sbarco degli Alleati, unita ad una storia di spionaggio militare tipica di molte narrazioni di Follett.
  Con uno sviluppo incredibilmente lento, rispetto a ciò che viene promesso nella sinossi in quarta di copertina, la trama segue la missione organizzata dall'agente britannico Felicity "Flick" Clairet per distruggere il centro per lo smistamento delle comunicazioni dell'esercito tedesco in tutto il territorio occupato. Dopo un primo fallimento con una squadra di membri della Resistenza locale, la donna pianifica un nuovo attacco mettendo insieme un gruppo al femminile, con l'obiettivo di infiltrarsi fingendosi donne delle pulizie. Ovviamente la loro missione è ostacolata dall'immancabile soldato tedesco cattivo, ossia il brillante -ed incompreso dai suoi superiori- Dieter Franck.
  Manca solo il buono e spesso inutile militare alleato, terzo elemento caratteristico della bibliografia follettiana; per qualche capitolo ho sperato che l'autore avesse deciso di fare uno strappo alla sua stessa regola, quando ecco entrare in scena il maggiore Paul Chancellor, che una volta tanto non è inglese bensì americano, anche se per il resto il suo ruolo rimane immutato.
  Proprio da Paul voglio partire per parlare di una delle maggiori problematiche del romanzo; mi riferisco genericamente alla poca verosimiglianza, e più in particolare di come si creino delle relazioni molto profonde (almeno a parole) nell'arco dei pochissimi giorni in cui si sviluppa la storia. Ad esempio, per far evolvere in fretta il rapporto tra Paul e Flick -completi estranei all'inizio della narrazione- Follett prima punta su riflessioni sensuali per nulla adatte al contesto,

«[Flick] sosteneva la propria tesi agitando l'indice con aria bellicosa. Tuttavia c'era in lei qualcosa di incantevole. Paul si chiese come sarebbe stato stringere fra le braccia e accarezzare il suo corpo snello.»

e dopo pochi capitoli già inizia a parlare di amore tra i due. Qualcosa di analogo, anche se meno fastidioso, succede a due delle coppie secondarie.
  La gestione della relazione tra i due protagonisti è problematica anche per l'eccessiva insistenza di lui, che in alcuni punti sembra voler forzare la sua volontà,

«Lei non rispose, e continuò a fissarlo con quell'espressione enigmatica, per metà triste e per metà divertita. Paul PRESE IL SUO SILENZIO COME UN CONSENSO e la baciò.»

e non tanto perché l'attrazione che prova sia troppo forte, quando perché l'autore non poteva permettersi di tirare la faccenda troppo per le lunghe. Personalmente avrei preferito che lasciasse la loro storia in sospeso per poi darne una conclusione più realistica nell'epilogo.
  L'eccessiva rapidità con cui si avvicendano le scene porta anche a degli sviluppi eccessivamente convenienti per l'economia della storia, sia dalla parte dei "buoni",

«"Non è che per caso conosci una donna esperta di telefonia che parli francese, vero?"
Lui si fermò di colpo. "Be'... in un certo senso... sì."»

sia da quella degli antagonisti. Questo si può vedere bene nella scena in cui le Gazze devono effettuare le esercitazioni di lancio ed incontrano pochissime difficoltà, mentre i paracadutisti seguono normalmente una formazione ben più lunga e complessa.
  D'altro canto, il ritmo veloce aiuta indubbiamente a rendere scorrevole la lettura, cosa alla quale contribuisce anche il tono molto leggero ed irriverente dei personaggi; peccato che alcune volte si esageri un po' troppo, arrivando a piazzare battute di dubbio gusto

«Cercò di liquidare la cosa con un commento leggero. "Un corpo così perfetto non può subire danni."»

anche in momenti violenti e tragici, annullando purtroppo il fattore emotivo nel lettore.
Cover francese
  I personaggi sono l'elemento su cui Follett si è concentrato maggiormente, non sempre con risultati soddisfacenti; mi sento comunque di promuovere Flick, che riesce a dimostrarsi una'eroina credibile, dimostrando emozioni umane ben riconoscibili,

«[...] ma l'indomani quel ragazzo avrebbe potuto essere morto e non se la sentì di essere così crudele. "Ne sono lusingata" disse, invece, cercando di mantenere un tono amabile e leggero.»

infatti i capitoli dal suo punto di vista sono stati i miei preferiti, mentre alzavo gli occhi al cielo ogni volta che arrivava l'immancabile POV di Dieter. Molto gradevoli anche le altre Gazze, in particolare la sagace Ruby: sarebbe potuta essere un'ottima scelta come protagonista alternativa.
  Mi sento di promuovere senza dubbi anche la grande attenzione alla fedeltà storica degli eventi narrati, dai più piccoli dettagli

«Mentre si rasava accese la radio, sintonizzava su una stazione tedesca. Apprese che il primo scontro in assoluto tra le truppe corazzate nel teatro del Pacifico si era svolto il giorno prima sull'isola di Biak.»

ai grandi avvenimenti perché, come al solito, i personaggi fittizi si trovano ad interagire con vere figure storiche e -ovviamente- a compiere azioni vitali per le sorti del conflitto mondiale.
  Mantengo una grossa riserva sulla rappresentazione LGBT+ perché credo sia stata fatta in modo sommario: abbiamo la ragazza lesbica che deve per forza essere mascolina ed irruenta, il personaggio bisessuale promiscuo ed provocante con tutti e diversi gay al limite dello stereotipato,

«"Ciao Markie" lo salutò un cameriere, posandogli una mano sulla spalla e lanciando un'occhiata ostile a Flick.»

Tutto questo si fa ancora più evidente e fastidioso quando viene introdotto un personaggio sul quale lo stesso autore non ha lei idee troppo chiare, tanto da descriverlo nell'ordine come una drag queen, un travestito e un transessuale, senza capire di far riferimento a tre categorie ben distinte.

DOVE COMPRARE QUESTO LIBRO